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Gli studenti tornano in piazza in tutta Italia per il “No Meloni day”, cortei e occupazioni: “Facciamo come in Francia” LIVE

Gli studenti tornano in piazza in tutta Italia per il “No Meloni day”, cortei e occupazioni: “Facciamo come in Francia” LIVE

Attualità

16/10/2026

da Il Fatto Quotidiano

Redazione

Manifestazioni in tutta Italia sull’onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, la ‘scuola caserma‘ e il degrado delle strutture

  • 12:32

    A Torino corteo si unisce a Friday for future

    È ripartito il corteo degli studenti che da questa mattina sta marciando per le vie del centro di Torino. Dopo aver sostato per oltre mezz’ora sotto la sede della Città metropolitana, i manifestanti all’arrivo del corteo dei Friday for future, partiti questa mattina da Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, hanno ripreso a sfilare insieme continuando a scandire slogan “noi la guerra non la paghiamo” e “Palestina libera”.

  • 12:29

    A Bologna tensione davanti alla stazione

    Momenti di tensione in stazione a Bologna durante il corteo. Gli studenti delle scuole superiori, dopo il ritrovo in zona universitaria, sono partiti in corteo, con striscioni e bandiere. Con loro anche i collettivi. Alcuni licei e istituti della città sono stati chiusi, anche con le catene, per impedire gli accessi agli studenti. La mobilitazione di oggi era stata annunciata in occasione dell’occupazione del liceo Laura Bassi, avvenuta in settimana: la protesta in quel caso era in solidarietà agli studenti francesi “contro la guerra e contro il carovita”.
    Il corteo, a cui ha preso parte un migliaio di studenti, ha sfilato per i viali, bloccando in alcuni punti la circolazione e poi è arrivato in stazione dove è stato fermato dalle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Gli studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie, poi c’è stato un momento di contatto quando sono stati respinti dagli agenti della questura con gli scudi. Il corteo è poi ripartito in direzione di via Irnerio.

     

  • 12:27

    Collettivo Osa: “Siamo in 400mila in tutta Italia”

    “Siamo in 400mila in tutta Italia. Il 30 ottobre aderiamo allo sciopero generale e il 20 novembre sciopero allo studentesco europeo contro la guerra”: a dirlo sono gli studenti del collettivo Osa, tra gli organizzatori delle iniziative di piazza di oggi.

  • 12:26

    Alcuni docenti si frappongono tra studenti e polizia a Torino

     

    Alcuni docenti torinesi si sono frapposti tra gli studenti in corteo e gli schieramenti delle forze dell’ordine in corso Inghilterra, a Torino, dove la manifestazione è ferma davanti ai mezzi della polizia che sbarrano la strada. Gli insegnanti, scesi in piazza in solidarietà con gli studenti, si erano schierati in testa al corteo, tenendosi a braccetto dietro lo striscione “Assemblea Torino”. Alcuni manifestanti stanno dialogando con le forze dell’ordine per consentire la prosecuzione del corteo e non si registrano al momento ulteriori tensioni, ma continuano i cori contro la polizia. Durante la manifestazione sono stati lanciati uova, castagne e alcuni bastoni verso gli agenti e verso la sede della Città metropolitana e il grattacielo di Intesa San Paolo. Presenti anche bandiere sindacali, tra cui quelle dell’Usb.

  • 12:10

    Tensione a Novi ligure: un fermo

    Tensione a Novi Ligure (Alessandria) durante le manifestazioni studentesche di oggi, a cui partecipano alcune centinaia di persone. Dal corteo principale si sarebbe staccato un gruppo che in un primo momento avrebbe tentato l’occupazione dell’istituto Ciampini-Boccardo e poi, allontanatosi, sarebbe stato coinvolto in scontri con le forze dell’ordine. Un poliziotto e un carabiniere sono rimasti lievemente feriti e hanno continuato il servizio. Un giovane è stato fermato e altri trenta sono state identificati.

  • 12:03

    A Roma lancio di petardi contro il ministero

    Gli studenti in corteo a Roma hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere e hanno poi lanciato petardi contro l’edificio. Urlano “noi da qui non ce ne andiamo” e “Valditara esci dal palazzo”. Poliziotti e carabinieri sono schierati in tenuta antisommossa all’ingresso del ministero. Nel frattempo gli studenti cantano “vogliamo più aule non più bombe“.

  • 11:53

    Il corteo a Roma arrivato davanti al ministero dell’Istruzione

    È arrivato ora davanti al ministero dell’Istruzione, tra bombe carta, fumogeni e sirene, il corteo degli studenti partito da piazza dell’Esquilino, a Roma, nella giornata del ‘No Meloni day’. Gli studenti intonano cori e gridano “Valditara apri le porte“.

  • 11:52

    Studenti al fianco degli autotrasportatori nel Cosentino

    Gli studenti sono scesi in strada al fianco di autotrasportatori e agricoltori nelle loro proteste contro il caro carburante a Trebisacce, uno dei luoghi scelti per l’attuazione dei presidi dei Tir che stanno provocando disagi alla circolazione. Gli studenti degli istituti superiori di Trebisacce stanno manifestando per le vie del paese. Tra cartelli, slogan e striscioni contro il caro vita e l’aumento dei costi energetici, i giovani, circa trecento, stanno testimoniando la loro solidarietà a camionisti ed agricoltori. La protesta proclamata da Fedralog ha portato numerosi Tir a fermarsi lungo le statali 534 e 106 sotto il controllo delle forze dell’ordine. Nessun blocco anche in questo caso, ma l’impatto sul traffico è pesante con forti rallentamenti. Uno dei due punti nevralgici della mobilitazione è lo svincolo autostradale dell’A2 di Firmo-Sibari. Qui più di 50 autotrasportatori hanno schierato i propri mezzi ai margini della carreggiata della statale 534, a ridosso dell’ingresso autostradale, creando una vera e propria strettoia. L’altro è sulla Statale 106, nei pressi del Motel Sybaris, nel territorio comunale di Cassano allo Ionio, dove sono presenti una trentina di camion. Qui gli autoarticolati che non partecipano alla protesta hanno problemi ad attraversare il presidio a causa del forte restringimento. Anche stamattina, intanto, è attivo, per il quinto giorno consecutivo, il presidio autonomo degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara, in contrada Bianchino di Castrovillari.

  • 11:51

    L’appello del sindaco di Torino: “Isolate i violenti”

    “Ragazze e ragazzi, voglio parlarvi direttamente. In questi giorni tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate. Ma ci sono anche persone che entrano nelle scuole col volto coperto, spaccano computer, distruggono aule, devastano tutto. Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi”. Così, in un video sui social, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, si rivolge dagli studenti che stanno manifestando. “Perché poi – spiega – c’è anche chi approfitta di quelle immagini per parlare soltanto degli scontri, lasciando completamente in secondo piano i problemi che state sollevando. E così la violenza finisce per togliere spazio proprio alle vostre ragioni. E per questo mi permetto di chiedervi una cosa precisa: isolateli, lasciateli soli. Fate capire chiaramente che agiscono soltanto per se stessi, perché la scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarle in violenza”.

     

  • 11:50

    Fermati 10 studenti a Verona per l’incendio di cassonetti

    Anche in Veneto da stamane sono in corso cortei degli studenti organizzati a Padova, Vicenza, Venezia e Treviso. Proprio a Treviso alcuni studenti del Liceo Canova che volevano unirsi al corteo sono usciti dalle finestre e hanno scavalcato i cancelli della scuola, aiutati da una parte dei manifestanti, sostenendo che l’istituto aveva chiuso a chiave le uscite per impedire loro di unirsi alla protesta. A Venezia Il corteo studentesco ha raggiunto e bloccato la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale. A Verona di prima mattina sono stati incendiati cinque cassonetti nei pressi della scuola Giorgi causando alcuni danneggiamenti. L’episodio, per il quale la questura veronese ha già fermato dieci studenti, non sarebbe però direttamente collegato alle manifestazioni studentesche odierne, ma alla decisione del preside di annullare la ricreazione dopo che nella scuola sono avvenute delle risse. In vista della manifestazione di oggi ieri la Digos di Padova ha fermato 14 studenti minorenni, denunciandone 8 per istigazione a delinquere: stavano organizzando disordini approfittando del corteo.

  • 11:46

    Lancio di petardi e bombe carta a Roma

    Al corteo degli studenti in corso a Roma, lungo il percorso, all’altezza di via Marmorata, alcuni incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi fatto rotolare i cassonetti in mezzo alla strada per bloccarla.

     

  • 11:39

    In migliaia in corteo a Milano

     

    Sono alcune migliaia gli studenti che stanno percorrendo le vie del centro di Milano per il corteo “Nessuno è straniero” che unisce varie istanze del mondo studentesco: dalla contrarietà ai provvedimenti del Governo Meloni in tema di riforma scolastica al caro affitto, al ripudio del riarmo. Il lungo serpentone è partito da largo Cairoli, è appena passato per piazza della Scala per arrivare in zona Porta Romana, finora senza alcun momento di tensione.

  • 11:17

    A Roma bruciate bandiere Usa e Israele

     

    Una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate durante il corteo degli studenti in corso a Roma. Durante la manifestazione sono stati inoltre scanditi cori che invitano a “boicottare” lo Stato ebraico. Nel corteo, che da via Cavour punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere, sono state notate decine di bandiere palestinesi.

     
  • 11:15

    A Torino bruciato carro armato di cartone. Lancio di uova contro polizia

    Un carro armato di cartone è stato bruciato in testa al corteo degli studenti a Torino. Un gesto simbolico per dire no alla guerra e alle spese belliche. Mentre dal corteo arrivavano cori di incitamento, “brucia brucia”, alcuni dei manifestanti hanno dato fuoco al modellino con alcuni fumogeni colorati. “Noi la guerra non la paghiamo”, a scandire la scena. Poco prima si è registrato un lancio di uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele II. “Non è più il momento del dialogo, siamo arrabbiati. Non ci sono i soldi per le nostre scuole ma per le loro guerre sì. Siamo stanchi, non vogliono che mettiamo in discussione la guerra che ci fanno vivere. Lo ribadiamo, noi la guerra non la paghiamo. Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima settimana saranno cento. Bruciamo tutto”, è stato scandito durante la manifestazione.

     

  • 10:47

    Collettivo Osa: “Un successo il No Meloni day”

     

    “È un successo il No Meloni Day, con oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi. È nato un movimento studentesco di scioperi, occupazioni, piazze con rivendicazioni semplici: ritiro dl scuola, 13 miliardi all’edilizia, no riforma tecnici professionali, stop carovita. Rompere la scuola caserma per una nuova scuola pubblica!”. A dirlo è il collettivo Osa sulle proteste oggi in piazza in tutta Italia. “A Roma un corteo da decine di migliaia di ragazzi e ragazze sta sfilando ora davanti al Colosseo e si muove verso il Ministero, vogliamo essere ascoltati da Valditara in persona, il ministro non può fare lo struzzo e scappare all’infinito. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso”. Il prossimo passo su cui rilanciano gli studenti è lo sciopero generale del 30 ottobre, indetto dall’Usb. “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti. Blocchiamo tutto di nuovo!”, gridano gli studenti di Osa.

     

  • 10:46

    Liceali a Roma: “Siamo 20mila”

    “Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli”, urlano i promotori del corteo che ha riunito quest’oggi a Roma gli studenti. “Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti”, dichiarano mentre passano davanti al Colosseo. Il corteo punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere. Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale: “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti”, si legge.

     

  • 10:39

    A Torino imbrattate foto di politici

    Sono oltre 2.500 gli studenti che partecipano al corteo partito da piazza XVIII Dicembre, nel centro di Torino, e diretto lungo via Cernaia. Alla partenza della manifestazione sono stati posizionati a terra fogli con le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri della Difesa e dell’Istruzione, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara, e della segretaria del Pd Elly Schlein, con i volti imbrattati di rosso. Accanto alle immagini anche la scritta “Leonardo“, anch’essa imbrattata di rosso. In testa al corteo sono presenti anche alcuni manifestanti con il volto coperto, nonostante il divieto previsto dall’ordinanza della prefettura.

  • 10:30

    Studenti in piazza anche a Cagliari

    Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il “No Meloni Day”. Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Ad aprire la sfilata un’enorme bandiera dei Quattro Mori. Le proteste, convocate oggi in tutta la Penisola, si inseriscono sull’onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna e puntano il dito contro il carovita, la cosiddetta “scuola caserma“, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. “Il governo vorrebbe farci credere che il problema delle nostre scuole siano gli studenti stranieri, ma intanto mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti”, affermano gli organizzatori. Una breve sosta in piazza Costituzione, dove qualcuno ha lanciato dei petardi, ma sono stati gli stessi studenti e organizzatori a prendere le distanze e a provare ad allontanare chi “vuole disturbare una manifestazione che è pacifica”. Il corteo è accompagnato da musica e slogan, tra cui “Di scuola e di lavoro non si può morire” e ancora “Se non cambierà lotta dura sarà”. Numerosi gli striscioni, tra i quali “Finanziate le scuole non le guerre” e “La scuola non si tocca, la difenderemo con la lotta”. Non mancano alcuni slogan coloriti rivolti in particolare alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

     

  • 10:27

    Studenti con volto coperto a Torino, identificati dalla polizia

    Una quindicina di giovani sono stati identificati dalla polizia nei dintorni di piazza XVIII Dicembre, a Torino, dove sono radunati centinaia di studenti per una manifestazione dopo le occupazioni degli istituti superiori dei giorni scorsi. I giovani avevano il volto coperto, in violazione dell’ordinanza della prefettura.

     

  • 10:26

    Le voci delle pizze: “Soldi alla scuola non alla guerra”

    “Soldi alla scuola non alla guerra“, “Guardate che ci cade in testa, non cosa abbiamo in testa” e “Meno armi, più diritti“. Sono alcuni degli slogan sugli striscioni degli studenti torinesi che si sono radunati in piazza XVIII Dicembre, a Torino, per una manifestazione dopo le occupazioni degli istituti superiori dei giorni scorsi. Sono alcune centinaia i ragazzi presenti, arrivati da diverse scuole della città. Dalla piazza si levano cori contro il governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Chiediamo sicurezza, ci date repressione. Governo Meloni, governo dei padroni” e “Se crollano le scuole e sei disoccupato, la colpa è del padrone e non dell’immigrato” scandiscono gli studenti. Tra gli striscioni quello del Fronte della Gioventù Comunista, che chiede maggiori investimenti nella scuola pubblica. “Vogliamo dire soldi alla scuola, non alla guerra: mentre il governo Meloni finanzia il riarmo con centinaia di miliardi di euro, la scuola pubblica è a pezzi”, dichiara Omar, studente del Majorana di Grugliasco e militante del movimento. “Il progetto del governo per occuparsi delle nostre scuole? Propongono di limitare il numero di studenti stranieri, provando a convincerci che siano loro il problema delle nostre scuole – continua Omar – intanto però mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti: protestiamo perché vogliamo riprenderci il nostro futuro e siamo pronti a mobilitarci insieme ai lavoratori soffocati dal carovita. Per questo il 30 ottobre come studenti parteciperemo allo sciopero generale”.
    Dalla piazza partono anche cori contro i ministri Valditara, Salvini e Bernini e il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci: “La vergogna dell’Italia siete voi”. Tra gli altri slogan sugli striscioni “No alla propaganda razzista. No alla riforma della scuola-azienda”, “Non chiediamo privilegi, pretendiamo diritti” e “Le monde est à vous”. Il percorso del corteo non è ancora noto. Secondo quanto riferito, non sarebbe stato presentato alcun preavviso.

     

  • 10:25

    Rete studenti: “Dopo Francia e Spagna tocca a noi”

     

    “Siamo stanchi di studiare in scuole che cadono a pezzi, di vedere le nostre vite utilizzate come terreno di propaganda e di assistere a politiche che non rispondono ai bisogni reali degli studenti e delle studentesse. Abbiamo bisogno di scuole sicure, di edifici scolastici dignitosi e di investimenti nell’istruzione, non di decreti che alimentano discriminazioni e divisioni. La sicurezza e la dignità di chi studia devono essere una priorità”. A dirlo è Angela Verdecchia, Coordinatrice Nazionale della Rete degli Studenti Medi, alla manifestazione di oggi di studenti e docenti in corso in diverse città italiane. Al centro della mobilitazione c’è anche il tema del caro studio e del carovita, che rendono sempre più difficile esercitare concretamente il diritto all’istruzione. Tra il costo dei libri e dei materiali didattici, le spese per i trasporti e le difficoltà economiche che attraversano tante famiglie, lamentano i ragazzi, studiare rischia di diventare un privilegio anziché un diritto garantito a tutte e tutti. “Non possiamo accettare che le condizioni economiche delle famiglie determinino le possibilità di una persona di studiare e costruirsi un futuro – prosegue Verdecchia – Chiediamo trasporti pubblici accessibili e garantiti per gli studenti, materiali didattici gratuiti e investimenti strutturali nelle nostre scuole. Mentre si continuano a destinare risorse al riarmo, il mondo dell’istruzione viene lasciato a fare i conti con strutture inadeguate e disuguaglianze sempre più profonde. Le risorse pubbliche devono rispondere ai bisogni delle persone e garantire a ogni studente e studentessa le stesse opportunità”. La Rete degli studenti sarà in piazza anche domani 17 ottobre a Roma “per far sentire la nostra voce contro le scuole che crollano, contro il carovita e per il diritto allo studio. Non siamo disposti a lasciare che siano altri a decidere del nostro presente e del nostro futuro”, conclude la coordinatrice nazionale.

     

  • 10:08

    Partito il corteo anche a Genova

     

    È partito alle 9.50 da piazza De Ferrari il corteo degli studenti promosso a Genova dal movimento Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa). La manifestazione si inserisce nella mobilitazione studentesca nazionale e arriva dopo le occupazioni dei giorni scorsi negli istituti Gobetti, Calvino e Lanfranconi. Al centro della protesta le condizioni degli edifici scolastici, il costo del materiale didattico e dei trasporti pubblici, oltre alla contestazione delle politiche governative sulle spese militari. La mobilitazione guarda anche allo sciopero generale in programma il prossimo 30 ottobre. Il corteo è partito da De Ferrari e attraversa via XX Settembre, via Fiume, via De Amicis, via Serra, piazza Corvetto e via Martin Piaggio, con arrivo previsto in via Grenchen, sede della Città metropolitana. Nel tardo pomeriggio, alle 17.30, è inoltre previsto un presidio di Fridays for Future in largo Eros Lanfranco, davanti alla Prefettura, per chiedere interventi istituzionali contro il cambiamento climatico.

 
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