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In Gran Bretagna “Nessuno vuole abitare accanto a un criminale di guerra”

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Politica estera

18/06/2026

da Pressenza

Maddalena Brunasti

La petizione promossa da Declassified UK e International Centre of Justice for Palestinians (ICJP) chiede ai ministri degli Interni e degli Esteri inglesi che siano avviate indagini e procedimenti giudiziari per accertare il coinvolgimento nei crimini di guerra compiuti a Gaza di circa 2.000 cittadini britannici che sono soldati effettivi dell’esercito israeliano.

Un media indipendente che svolge inchieste sulle violazioni dei diritti umani e sugli impatti ambientali delle attività di forze armate e servizi segreti britannici e multinazionali, Declassified UK nel febbraio 2025 aveva pubblicato i ‘dati desecretati’ che mostrano la numerosità delle persone di varie nazionalità con doppia o multipla cittadinanza, anche israeliana, prestanti servizio nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Nell’elenco di circa 50 mila soldati sono indicati anche molti, precisamente 928italiani.

In particolare, sulla base della documentazione esaminata dagli analisti del Public Interest Law Centre (PILC) e dai propri reporter, l’indagine di Declassified UK aveva dimostrato che nel periodo successivo al 7 ottobre 2023 degli oltre 2 mila inglesi con cittadinanza israeliana molti si sono recati in Israele e parecchi di loro a Gaza. Ad esempio il londinese Sam Sank che tra il dicembre 2023 e il gennaio 2024 si era filmato mentre era un sergente maggiore operativo ‘al fronte’ e al Times aveva dichiarato che nella propria unità delle Forze di Difesa Israeliane c’era uno scozzese e come loro intervenivano “centinaia, se non migliaia, di altri britannici che combattono in Israele”.

Con la lettera aperta indirizzata ai ministri del governo britannico Shabana Mahmood e Yvette Cooper, rispettivamente Home Secretary e Foreign Secretary, il cui testo è stato elaborato dai legali dell’International Centre of Justice for Palestinians (ICJP) e redattori di Declassified UK, già sottoscritta da più di 24 mila avvocati, magistrati, docenti di diritto, giornalisti e cittadini inglesi e per la cui raccolta di adesioni è stata lanciata la campagna Nessuno vuole abitare accanto a un criminale di guerra, viene affermato:

Nell’interesse del diritto internazionale e nazionale, della trasparenza e della sicurezza pubblica, chiediamo al governo del Regno Unito di:

a) attuare un obbligo di divulgazione delle informazioni relative alle prestazioni nel servizio militare israeliano, sottoponendo i viaggiatori in possesso di documenti di viaggio israeliani o provenienti da un aeroporto di Tel Aviv a potenziali controlli secondari ai punti di ingresso, in base alle norme nazionali sull’inammissibilità per crimini di guerra e/o a politiche sui visti modificate;

b) condurre indagini e procedimenti giudiziari rigorosi, imparziali e indipendenti a livello nazionale o internazionale, nel rispetto dell’obbligo di garantire l’accertamento delle responsabilità per i crimini più gravi ai sensi del diritto internazionale, per garantire giustizia a tutte le vittime e prevenire futuri crimini.

Il fatto che il governo britannico non raccolga dati sugli spostamenti di potenziali criminali di guerra israeliani solleva serie preoccupazioni. Individui rientrati dai combattimenti a Gaza potrebbero ora vivere al nostro fianco e lavorare in istituzioni pubbliche, come ospedali, forze di polizia e scuole.

Nessuno vuole vivere accanto a un potenziale criminale di guerra, men che meno i membri della comunità palestinese nel Regno Unito che hanno familiari o amici vittime di crimini di guerra.

Nel novembre 2024, la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e per l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, che supervisionava le operazioni delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a Gaza.

Nel frattempo, nel gennaio 2024, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha riscontrato prove “plausibili” del fatto che a Gaza si sia verificato un genocidio, e la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite (UN COI) ha concluso che “Israele ha commesso un genocidio nella Striscia di Gaza” e che “le autorità israeliane hanno commesso il crimine contro l’umanità di sterminio nella Striscia di Gaza”.

Alla luce dei pareri della Corte penale internazionale, della Corte internazionale di giustizia e della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite, nell’interesse del diritto internazionale e nazionale, della trasparenza e della sicurezza pubblica il governo del Regno Unito deve attuare immediatamente le misure di cui sopra al fine di garantire un adeguato controllo sui soldati delle Forze di Difesa israeliane che rientrano nel Regno Unito.

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