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Grazia a Roggero, Mattarella striglia Nordio

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Politica italiana

17/07/2026

da Il Manifesto

Andrea Carugati

Disgrazia Il ministro annuncia di aver aperto l’istruttoria, poi viene chiamato al Colle per una lezione di diritto: «L’iniziativa spetta al presidente». Tutta la destra in difesa del gioielliere condannato a a 14 anni per duplice omicidio. Salvini insegue Vannacci: «Voglio candidarlo»

Nuova figuraccia e nuovo frontale col Quirinale per il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Che ieri, dopo le numerose prese di posizione della destra a favore della grazia al gioielliere Mario Roggero (condannato in via definitiva mercoledì a 14 anni per il duplice omicidio di due rapinatori) aveva annunciato in pompa magna di aver aperto «l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia».

IN TEMPI RAPIDISSIMI, il presidente Mattarella ieri pomeriggio ha convocato Nordio al Quirinale per una plateale lavata di capo. La nota del Colle spiega che il ministro è stato ricevuto «per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006». Insomma, Nordio non può fare assolutamente nulla se l’input non arriva dal Colle. Cosa che un ministro, ancor più se magistrato, dovrebbe sapere perfettamente.

ROGGERO NON HA ANCORA iniziato a scontare la pena («Si costituirà appena sarà ufficiale la richiesta di carcerazione», spiega il fratello), non sono a ancora state rese note le motivazioni della sentenza della Cassazione, dunque parlare di grazia, secondo il Quirinale, è «del tutto prematuro». Naturalmente, il presidente Mattarella non ha ancora fatto alcuna valutazione sul merito della richiesta che potrebbe arrivare a seguito della raccolta firme avviata dai parlamentari di tutto il centrodestra, sostenuta da ministri come Salvini, Tajani e Crosetto e anche dalla premier Meloni, che ieri non è intervenuta pubblicamente, ma ha dato il via libera al suo Guardasigilli.

Il Capo dello Stato però ha voluto ribadire, e subito, precisi paletti «di metodo». Durante l’incontro con Nordio, Mattarella avrebbe ripetuto le parole di Luigi Einaudi: «È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce».

PER NORDIO, che si era interfacciato con la Procura Generale della Corte d’Appello di Torino per chiedere di raccogliere la documentazione e i pareri sul caso Roggero, è un’altra bastonata. Ma anche per l’intero centrodestra, che dal momento della condanna definitiva del gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 inseguì fuori dal suo negozio i rapinatori per poi freddarne due, ha messo in piedi un circo che punta a legittimare qualsiasi forma di legittima difesa, persino oltre la riforma della legge voluta da Salvini e approvata nel 2019, quando era ministro dell’Interno. Una riforma che il leghista vuole modificare per allargare ancora le maglie della giustizia fai-da te.

IERI È STATO UN CORO. I leghisti hanno esposto dei cartelli in Senato con la foto di Roggero, «Mario libero subito». «É stata applicata la legge? Probabilmente si. È giusto? Per me no», scrive sui social Crosetto. «Ciò che è accaduto a Mario Roggero è incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa».

E Tajani: «È un uomo che ha sbagliato, ma è stato vittima di tante aggressioni ed è intervenuto per difendere la propria famiglia. Credo quindi che meriti il perdono da parte della società». Si schiera anche il presidente del Piemonte Alberto Cirio, che porta in aula un odg per la grazia, contestato da Pd e 5S. E se Vannacci aveva ventilato una candidatura in Parlamento, Salvini lo segue a ruota: «Siamo a disposizione in qualsiasi modo per aiutare lui e la sua famiglia, stiamo valutando se la legge permette una candidatura». Roggero, con un video, mercoledì aveva lanciato una sorta di appello alla politica: «Sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari prima di costituirmi. Adesso dovrò passarvi il testimone, per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre più dilagante. Voi sarete voi la mia voce».

LE OPPOSIZIONI ACCUSANO la destra si strumentalizzare la vicenda. «Occhio per occhio, dente per dente: è la concezione della sicurezza e della legalità nel centrodestra. Anzi, secondo loro bisogna andare anche oltre la legge del taglione e per questo considerano innocente un cittadino che ha sparato, uccidendone due e ferendone un terzo, a tre rapinatori già in fuga e pronti a scappare», attaccando i parlamentari del M5S, accusando le destre di una « vergognosa operazione di propaganda con cui si prova anche a trascinare sul ring il presidente della Repubblica. Nella logica del far west nessun cittadino si sentirà mai al sicuro e spariscono la legalità, lo Stato e la sicurezza». Nicola Fratoianni rincara: «Le sentenze si rispettano, in questo Paese ci sono leggi che regolano l’uso della forza. Questa idea, che peraltro Salvini spiattella da anni in giro, per cui è bella una società in cui ognuno si fa giustizia da solo, è pericolosissima, come si vede nei paesi in cui è applicata».

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