15/10/2026
da Pagine esteri
Un antifascista accoltellato vicino ad Atene. Dopo la scarcerazione dei leader del movimento neonazista ellenico Alba Dorata, è allarme per la crescita dell’estrema destra
Un giovane di 32 anni sta passeggiando con i suoi due cani a Elefsina, un comune a una ventina di km dal centro di Atene. All’improvviso, un motorino con a bordo due giovani, di 18 e 22 anni, lo affianca, lo segue e poi lo blocca. Ne nasce una discussione. Il 22enne si avventa sull’uomo con un coltello e lo ferisce ad una gamba, mentre l’altro grida “Uccidilo!”.
I due aggressori si allontanano ma vengono identificati grazie agli elementi e alle descrizioni fornite dalla vittima. Entrambi sono stati accusati di tentato omicidio e di porto abusivo di armi. Uno si è costituito il giorno successivo mentre l’altro, il più giovane, risulta ancora latitante.
Quella che inizialmente poteva sembrare una rissa da strada si è rivelata invece un’aggressione di stampo politico, che poteva concludersi con conseguenze ben più gravi.
Durante la perquisizione effettuata presso l’abitazione dell’imputato ventiduenne, infatti, sono stati trovate non solo armi da taglio, tirapugni e mazze, ma anche numerosi materiali propagandistici di stampo neonazista. Alcuni adesivi con la scritta “Gioventù nazionalista autonoma di Atene” sono stati rinvenuti anche a casa dell’aggressore più giovane. L’aggredito, invece, è noto per essere un attivista antifascista.
I due giovani sono entrambi militanti di un’organizzazione, “Propatria”, che si promuove come associazione sportiva, ma che in realtà è un gruppo neonazista dedito ad aggressioni e propaganda xenofoba.
Fondata nel 2014 da alcuni patiti di arti marziali di estrema destra, l’associazione ha subito sviluppato forti legami con gruppi sportivi di ideologia nazionalista e neonazista di altri paesi come White Rex in Russia, Greifvogel Wear in Germania e Pride France in Francia. Nel 2016 il partito di estrema destra “Alba Dorata” incaricò Propatria di “sorvegliare” un centro di accoglienza per senzatetto.
Alla fine del decennio, però, Alba Dorata è stato sciolto e la sua direzione è stata arrestata con l’accusa di aver costituito e guidato un’associazione a delinquere di stampo criminale, dedita ad aggressioni, violenze e minacce. Gli episodi più gravi furono gli omicidi, nel 2013, del rapper antifascista Pavlos Fyssas, noto come Killah P, e dell’immigrato pachistano Shahzad Luqman.
A quel punto, i membri di Propatria hanno aumentato la propria esposizione politica per coprire il vuoto venutosi a creare. L’attività del gruppo è cresciuta di intensità e si è estesa a vari quartieri di Atene e all’Attica, oltre che in rete, promuovendo azioni di propaganda e raduni ma anche escursioni, campi estivi e competizioni sportive.
I militanti partecipano ad eventi internazionali in Portogallo, a Roma e a Stoccolma; si offrono volontari per combattere gli incendi che devastano l’Attica ogni estate; raccolgono cibo, acqua e prodotti per l’igiene da donare alle vittime dei roghi. Le attività di facciata servono ad aumentare le occasioni di proselitismo e la legittimazione del gruppo in ambienti più vasti. Negli ultimi anni vari membri di Propatria – che rifiuta la definizione di organizzazione politica ma che agisce in quanto tale col nome di “Gioventù nazionalista autonoma” – sono stati coinvolti in aggressioni nei confronti di antifascisti o di individui ritenuti “devianti”, come immigrati o omosessuali.

L’accoltellamento di Elefsina è solo l’ultimo episodio, avvenuto solo pochi giorni dopo la scarcerazione di Ilias Kasidiaris, uno dei massimi dirigenti di Alba Dorata e deputato dal 2012 al 2019. Tra i fondatori dell’organizzazione neonazista, Kasidiaris è uscito dal carcere nonostante sia stato condannato, nel 2020, a 13 anni e sei mesi di reclusione.
Prima ancora, nel settembre del 2025, al “fuhrer” di Alba Dorata Nikólaos Michaloliákos è stato concesso di scontare il resto della pena agli arresti domiciliari per motivi di salute dopo soli cinque anni di detenzione.
Dal carcere di Domokos, Kasidiaris è uscito a testa alta, salutando trionfalmente decine di sostenitori e annunciando: «Vi avevo dato la mia parola: appena oltrepassato questo cancello, sarei tornato in prima linea nelle battaglie nazionali. Il mio obiettivo è liberare il Paese dal governo più corrotto del periodo post-dittatura».
Kasidiaris non ha rinunciato al proprio ruolo di fomentatore dell’odio neanche dietro lo sbarre, continuando ad arringare i 162 mila iscritti al suo canale youtube e fondando già nell’ottobre del 2020 una nuova formazione politica denominata “Ellines”, cioè “greci”.
Di lui, nel luglio scorso, si è interessato anche il miliardario Elon Musk, patrocinatore di una vasta rete di estrema destra in tutto il mondo, definendo “sbagliato” il ventilato prolungamento del periodo detentivo del dirigente squadrista.
Finora i progetti politici di Kasidiaris hanno incontrato vari ostacoli. Nel 2023 Ellines non ha potuto presentarsi alle elezioni generali a causa del divieto dettato dalla Corte Suprema, e in base alle normative vigenti l’ex capo di Alba Dorata dovrebbe rimanere escluso dalle competizioni elettorali fino al 2033.
Però sempre nel 2023 Kasidiaris ha deciso di appoggiare un’altra formazione estremista costituitasi nel 2017 col nome di “Spartani”, permettendogli di ottenere 12 eletti e quasi il 5%. Dopodiché il conflitto tra il fondatore della formazione, Vasilis Stigkas, e gli esponenti vicini a Kasidiaris, oltre che un intervento della magistratura che ha accusato il partito di essere la continuazione di Alba Dorata e di essere diretto dall’ex deputato allora in carcere, hanno provocato una crisi di “Spartani”.
Ma Kasidiaris non avrà difficoltà a resuscitare il partito o a inventarsene un altro. A settembre suo fratello Alexandros Kasidiaris, anche lui ex militante di Alba Dorata, ne ha fondato uno che si chiama “Alleanza dei greci”.
Kasidiaris può contare sul crescente scontento della popolazione nei confronti del governo di Nuova Democrazia (destra conservatrice) e inserirsi in un clima internazionale di crescita delle correnti reazionarie che sta favorendo ovunque l’estrema destra. Alcuni recenti sondaggi affermano che una qualsiasi creatura politica di Kasidiaris – che nel frattempo ha cercato di depurarsi dall’uso di simbolismi e di slogan apertamente neonazisti – potrebbe ottenere dal 6 all’8%, se non addirittura il 17%.
L’unico ostacolo all’affermazione di Kasidiaris è il sovraffollamento dello spazio politico all’interno del quale si colloca. In parlamento ci sono già due altri partiti di estrema destra – “Soluzione Greca” e “Movimento Patriottico Democratico Niki” – mentre “Voce della ragione” è riuscito a mandare propri rappresentanti a Strasburgo.

Alcuni dei messaggi deliranti e violenti dell’organizzazione neonazista, inoltre, sono oggi “senso comune” di una parte consistente della società greca, rilanciati da vari partiti della destra più o meno estremista ma anche dalla stessa Nuova Democrazia del primo ministro Kyriakos Mitsotakis. D’altronde nel 2013 il giornalista Babis Papadimitriou, che poi sarebbe divenuto deputato di Nuova Democrazia, auspicò pubblicamente una coalizione tra la destra conservatrice e una “versione più seria di Alba Dorata”. Dopo la sua ascesa al potere, Mitsotakis ha nominato vari ex dirigenti del partito fondamentalista cristiano e nazionalista “Laos” a ruoli di primo piano del proprio governo. Tra questi ci sono Antonis Georgiadis, ministro della salute e vicepresidente di Nuova democrazia, e Thanos Plevris, ministro per la Migrazione e l’Asilo.
In un articolo pubblicato su Jacobin, Georgios Samaras ricorda che l’artefice delle “riforme” che hanno permesso a Kasidaris di continuare a fare politica dal carcere è l’ex ministro dell’Interno Makis Voridis. Prima di aderire a Nuova Democrazia, da giovane Voridis guidò il movimento giovanile dell’Unione Politica Nazionale, un partito fondato in carcere dall’ex capo della giunta militare fascista Giorgos Papadopoulos, subentrando a Nikólaos Michaloliákos, che poi avrebbe fondato Alba Dorata.
Il confine tra la destra istituzionale e l’estrema destra si fa sempre più labile. L’ex primo ministro Antonis Samaras, che ha governato il paese dal 2012 al 2015 per conto di Nuova Democrazia, ha più volte annunciato l’intenzione di fondare una nuova formazione di destra radicale e populista, impegnato a contrastare la “propaganda woke” e a “salvare la nazione dalla catastrofe”.

