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Groenlandia, allarme danese: «chi si fida ancora di Trump?»

Groenlandia, allarme danese: «chi si fida ancora di Trump?»

Politica estera 

15/02/2026

da Remocontro 

Remocontro 

Nella grande sfilata dei leader per la Conferenza sulla Sicurezza, è stato anche il turno della premier danese Mette Frederiksen. La Danimarca è tornata centrale negli equilibri geopolitici – e interni all’Alleanza atlantica – a causa delle mire di Donald Trump sulla Groenlandia.

Orgoglio europeo, danese e groenlandese

Frederiksen ha scelto Monaco per ricordare al mondo che, nonostante il raffreddamento dei toni, le intenzioni del presidente Usa «purtroppo non sono cambiate. Credo che il desiderio del presidente Usa sia sempre lo stesso». La premier ha affermato di essere aperto al dialogo e alle trattative su eventuali intensificazioni di accordi di sicurezza legati all’Artico con gli Stati Uniti.

Il miliardario Usa che prende o compra

Ma la Groenlandia ha prezzo? Può essere venduta, come vuole Trump? «Certo che no. Si può stabilire un prezzo per una parte della Spagna, o una parte degli Stati Uniti, o una parte di qualsiasi altra parte del mondo?». Il rispetto della sovranità degli Stati, ha aggiunto Frederiksen, è «uno dei principi democratici più basilari. E il popolo groenlandese è stato molto chiaro: non vuole diventare americano.

Il dossier artico

Il dossier artico, ora sopito, ha agitato non solo Copenaghen ma tutte le cancellerie europee. Smarrite di fronte ai continui attacchi di Trump e alle sue mire su un territorio che appartiene alla Nato. «Mettere in dubbio la relazione transatlantica o minacciare gli alleati o fare qualsiasi cosa che mini l’Articolo 5 (del trattato Nato, ndr) sarebbe una minaccia per tutti noi. Restiamo uniti, questo è il mio succinto consiglio», ha aggiunto.

La dura Mette

Mette Frederiksen, 49 anni, è leader dei socialdemocratici. Sotto la direzione della Frederiksen, i socialdemocratici si sono spostati a sinistra in ambito economico, ma sono divenuti più restrittivi in materia di immigrazione di massa. Dopo che il partito socialdemocratico ha ottenuto la maggioranza relativa alle elezioni del 5 giugno 2019, col 25,9% dei voti, ha ricevuto l’incarico di Ministra di Stato del Regno di Danimarca, sostenuta da una coalizione tra Sinistra Radicale, Partito Popolare Socialista, Inuit Ataqatigiit e Lista dell’Unità, a formare una maggioranza che controlla 91 seggi su 179 del Parlamento danese, divenendo così la persona più giovane a ricoprire questa carica nella storia danese.

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