30/07/2026
da Remocontro
«The Eyes of Gaza: A Diary of Resilience». «Oggi la ‘guerra’ è finita. Questa non è più un’aggressione; è un genocidio. Non c’è altra parola che possa descrivere la portata della violenza che vedo davanti ai miei occhi», scrive Ilana Hammerman, studiosa ebrea, su Haaretz. «Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco lo scorso ottobre, 282 bambini e ragazzi sotto i 18 anni sono stati uccisi, una media di un bambino al giorno».
Genocidio in corso
- Una parte rilevante dei 1.191 palestinesi uccisi in questo lasso di tempo, nel quale si sono registrati anche 3.853 feriti. Solo un aspetto del genocidio in corso, che molti di più muoiono di stenti e malattie a causa delle condizioni in cui sono costretti i sopravvissuti, ristretti nel 30% del territorio originale della Striscia.
La morte dal cielo e dal profondo della terra
«Per chi segue quanto si consuma a Gaza si tratta di cose note», annota Davide Malacaria su Piccolenote.it. La prima è quella di Plestia Alaqad, ventiduenne di Gaza, che il 18 ottobre 2023, solo tre settimane dall’inizio della guerra, scriveva sul suo diario: «Oggi la ‘guerra’ è finita. Questa non è più un’aggressione; è un genocidio. Non c’è altra parola che possa descrivere la portata della violenza che vedo davanti ai miei occhi» (il diario del giovane palestinese è stato pubblicato negli Stati Uniti da Little, Brown and Company e nel Regno Unito da Pan Macmillan con il titolo The Eyes of Gaza: A Diary of Resilience).
L’occhio invasivo di Israele
Seconda citazione, un post del dottor Said Muhammad Al-Kahlout, che racconta il monitoraggio invasivo da parte di Israele: «I cieli sono pieni di occhi che seguono ciò che gli aerei stanno registrando, e gli aerei sono vicini e possono contare la dentiera nella bocca di un vecchio sfollato». E nel post ci racconta appunto «di un anziano emaciato sul quale la morte è piovuta da quel cielo affollato di occhi. Ucciso senza una ragione, come tanti a Gaza, e la sua morte diventerà un numero perso tra le tante notizie che scorrono veloci nei telegiornali».
L’ossessiva narrazione israeliana
Ma forse la parte più interessante della nota (condivisa con Malacaria e Haaretz), è quella in cui la Hammerman si confronta con l’ossessiva narrazione israeliana, che vede l’IDF impegnato a «ridurre al minimo i danni alle vite civili e alle infrastrutture». Umanitari, dicono di loro stessi. Invece la cronista di Haaretz: «Fin dall’inizio, l’attacco a Gaza è stato una guerra di annientamento sistematica, una risposta sproporzionata e frenetica al barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre. Una guerra che fin dal primo giorno non ha fatto distinzione tra combattenti e civili, né tra le infrastrutture militari di Hamas e quelle civili di Gaza».
Massacro voluto
«Nei pesanti bombardamenti sulle aree residenziali densamente popolate, effettuati senza nessun distinguo, decine di migliaia di donne, bambini e anziani sono stati uccisi, feriti e resi permanentemente invalidi, e sono stati distrutti ospedali, istituti scolastici, strade, reti idriche ed elettriche, così come l’agricoltura. E l’opera di distruzione continua ancora oggi, non solo attraverso i bombardamenti aerei e con i droni, ma anche condannando la stragrande maggioranza della popolazione a condizioni di vita disumane. Oltre l’80% degli abitanti di Gaza è stato costretto ad abbandonare le proprie comunità e le loro case sono state distrutte».
Gaza del ‘non vivere’ ancora oggi
«Vivono in tende sovraffollate, roventi d’estate e allagate d’inverno dall’acqua piovana, con i liquami che scorrono tra le tende e si accumulano in pozzanghere. Sono esposti a un’infestazione di topi, ratti e pulci, e a malattie infettive che, in assenza di cure adeguate, si traducono in una condanna a morte, in particolare per i bambini e gli anziani». GENOCIDIO. «Si tratta, dunque, di genocidio. Lo Stato di Israele ha inflitto e continua a infliggere un olocausto alla Striscia di Gaza. Non c’è altra parola per descriverlo oggi, quando le dimensioni delle uccisioni e della devastazione sono evidenti a tutti. ‘Pochi minuti fa ho visto il video di un ragazzo di 15 anni caduto in una delle tante fosse di liquami sparse intorno alle nostre tende. Era già morto quando è stato portato in ospedale».
Morte compagna di vita grama
- «Prima di lui, un altro ragazzo stava giocando con un oggetto sospetto che è esploso uccidendolo. Poi un altro ragazzo è passato accanto ai blocchi di cemento gialli [che delimitano la parte della Striscia occupata da Israele] e i soldati dell’occupazione gli hanno sparato. Un proiettile ha colpito una tenda dove si trovava una ragazza e l’ha uccisa».
- «Dei bambini sono caduti da un rimorchio e sono rimasti schiacciati sotto le ruote. Altri bambini sono morti di malnutrizione e altri non sono stati curati. Ci sono bambini che non morti in attesa di ricevere qualche cura… A Gaza la morte incombe sui nostri figli da ogni parte, persino dalle viscere della terra. Qualcuno sente? Qualcuno vede?»

