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I miliardi di danni alle basi Usa in Medio oriente

I miliardi di danni alle basi Usa in Medio oriente

Politica estera

11/07/2026

da Remocontro

Remocontro

Washington sta pensando di ridurre la presenza militare nei paesi arabi e di spostare alcune basi in territorio israeliano, ormai considerato casa. Secondo un’inchiesta pubblicata dal “Wall Street Journal”, gli attacchi con missili e droni dall’Iran tra febbraio e giugno scorsi, hanno causato danni molto più gravi di quanto sinora ammesso dal Pentagono ad almeno 20 diverse installazioni militari statunitensi in Medio Oriente, incluso il quartier generale della Quinta Flotta della Marina Usa in Bahrein.

La Quinta flotta in Bahrein

Proprio nella base chiave della Quinta Flotta in Bahrein, sono stati distrutti o gravemente danneggiati il quartier generale, una dozzina di edifici e due terminali per comunicazioni satellitari. Il Pentagono ha affermato che non vi sono state vittime nella base e che le operazioni non sono state compromesse in modo significativo, pur avendo evacuato gran parte del personale. Secondo le stime riportate dal giornale, però, la ricostruzione degli edifici danneggiati in Bahrein costerebbe circa 400 milioni di dollari.

I salatissimi conti reali

Complessivamente, secondo uno studio realizzato dal “Center for Strategic and International Studies”, i danni subiti da tutte le basi statunitensi nella regione ammonterebbero a una cifra compresa tra i 2,2 e i 5,1 miliardi di dollari, rilancia ‘Politica Estera’. L’inchiesta conclude che il conflitto ha reso evidente l’eccessiva vulnerabilità delle installazioni militari tradizionali di fronte alle minacce rappresentate dai moderni missili e droni di precisione in dotazione alle forze armate iraniane, diventati armi di base in tutti i conflitti in corso.

Troppo cara ci fu quella base

Stando ad alcune fonti citate dal “Wall Street Journal”, il dipartimento della  Guerra Usa sta valutando una revisione della propria presenza nella regione, con l’ipotesi di ridurre il personale in Kuwait e in Arabia Saudita, spostare alcune funzioni più a ovest e rafforzare o interrare i centri di comando per renderli meno sensibili ad eventuali nuovi attacchi. Il Pentagono starebbe addirittura pensando di spostare alcune delle sue basi mediorientali in territorio israeliano, come sostiene l’ex capo del Comando Centrale degli Stati Uniti McKenzie. 

Valutazioni strategiche sbagliate

«Nessuno sano di mente metterebbe mai il quartier generale avanzato del Centcom a 160 km dall’Iran, [in Qatar], eppure è proprio lì che si trova», ha dichiarato l’ex comandante al Jewish Institute for National Security of America, riferendosi alla base militare di al-Udeid. McKenzie che è stato il più alto ufficiale militare responsabile delle forze statunitensi in Medio Oriente dal marzo del 2019 all’aprile del 2022, ha affermato che lui e altri funzionari dissero all’amministrazione Biden che la costellazione di basi statunitensi intorno a Emirati, Kuwait, Qatar e Bahrein era vulnerabile agli attacchi iraniani.

Basi Usa in Israele o Egitto

  • «Abbiamo proposto all’amministrazione Biden di valutare la possibilità di spostare le basi militari in Israele e in Egitto», ha raccontato McKenzie aggiungendo che l’amministrazione Biden ha ‘respinto categoricamente’ l’idea. Ora, dopo i gravi danni provocati dalle risposte iraniane (colpite le basi aeree in Kuwait, negli Emirati, in Iraq e in Arabia Saudita), almeno una parte dell’establishment militare e politico Usa sarebbe disposto a ristrutturare lo schieramento militare di Washington in Medio Oriente
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