15/07/2026
da Remocontro
Due sigle importanti a coprire l’aspetto più violento dell’autoritarismo trumpiano: «Immigration and Customs Enforcement» (Ice), «Customs and Border Patrol» (Cbp). Il bilancio di due anni di caccia al migrante irregolare negli Stato Uniti: 9 uccisi per strada, 34 morti in carcere. I casi imputabili a Cbp e ICE molto spesso riguardano vittime che erano tutto fuorché soggetti pericolosi.
Sgherri assassini di Trump a caccia di migranti
Salgono a 9 i morti nelle sparatorie dalla seconda amministrazione Trump, in cui le due agenzie addette alla supervisione delle frontiere e della verifica di presunte inadempienze degli stranieri residenti negli Usa hanno avuto mano libera per andare molto oltre il loro mandato. I dettagli di Andreas Muratore su InsideOver: «I recenti casi di Houston, Texas, dove è stato ucciso il cittadino messicano Lorenzo Salgado Araujo, e di Biddeford, Maine, dove l’Ice ha ucciso Joan Sebastian Guerrero, cittadino colombiano di 26 anni, hanno fatto il pari in termini di indignazione e diffusione delle critiche con i casi di Minneapolis, dove tra il 7 e il 24 gennaio l’Ice e la Cbp hanno ucciso i cittadini statunitensi Renée Good e Alex Pretti suscitando un clamore contro le dure politiche dei federali».
Sgherri impuniti
«Lo scenario va ben oltre le tradizionali critiche all’operato violento di molte forze di polizia ma anche oltre le classiche dinamiche della violenza sociale negli Usa. I casi di sparatorie imputabili a Cbp e ICE molto spesso riguardano vittime che erano tutto fuorché soggetti pericolosi o in grado di rappresentare pericoli imminenti alla sicurezza dei federali. Anzi, nei casi è spesso emerso un pericoloso combinato disposto tra scarso addestramento, imperizia e brutalità che sembra ben inseribile nel clima di percepita impunità che filtra dalle alte sfere istituzionali».
Trump perdente nel mondo, feroce in casa
Per fortuna della democrazia Usa che resiste, si riaccende la polemica sulla mano dura imposta dall’amministrazione Trump su sicurezza e ordine interno e sull’uso che Ice e Cbp fanno di poteri che vanno ben oltre quelli ordinariamente deputati a delle forze che, sulla carta, dovrebbero solo segnalare e controllare determinate violazione di confine o delle pratiche migratorie e doganali, senza svolgere attività repressiva e di guarnigione nel territorio americano, compito a cui sembra averli invece deputati il governo repubblicano di Trump. Lo scenario parla di un ampliamento delle prerogative di Ice e Cbp, che hanno prodotto anche 32 morti tra le persone custodite nei suoi centri, dato record dal 2004.
«Violenza strutturale»
«Sociologi e politologi interpretano le azioni dell’Ice come espressione di una crisi di legittimità e di un regime di violenza strutturale», ha scritto la Brookings Institution, aggiungendo una considerazione particolarmente grave. «Nel loro insieme, le immagini delle interazioni tra le forze dell’ordine e i cittadini statunitensi ricordano il periodo instabile del movimento per i diritti civili. Ma a quel tempo, a far rispettare la legge erano la Guardia Nazionale e le forze di polizia locali, non l’”Ice”, non deputata del medesimo livello di addestramento e preparazione e, soprattutto, estremamente ideologizzata al pari della Border Patrol. Un dato di fatto, però, è che questo potrebbe rivolgersi contro l’amministrazione».
‘Big Beautiful Bill’, proteste e Gestapo
Con il decreto di bilancio del 2025, soprannominato da Trump “Gran bel decreto” (Big Beautiful Bill), è diventata l’agenzia federale più finanziata della storia Usa, mentre sono cresciute di anno in anno le proteste contro l’ICE e contro Trump. Il 7 gennaio durante un blocco stradale un agente ICE ha ucciso Renee Nicole Macklin Good, una cittadina statunitense originaria di Colorado Springs che aveva accompagnato a scuola il figlio di 6 anni prima di incontrare gli agenti ICE nel suo quartiere di residenza. Il governatore dello Stato del Minnesota Tim Walz, già candidato come vicepresidente alla Casa Bianca, ha descritto l’ICE come «la Gestapo di Donald Trump».
Il Frankenstein di Ringhio Trump
- L’Ice è oggi estremamente impopolare, critiche crescenti per le manovre dei federali e, soprattutto, c’è la prospettiva –ormai il fatto-, che la polizia dell’immigrazione e della frontiera sia percepita come un corpo ‘trumpista’ più che istituzionale. «l’Ice un “Frankenstein” di Trump, che al corpo ha dato denaro e visibilità e ora rischia di ritrovarsi con l’organizzazione fuori controllo e minacciosa per le sue stesse fortune elettorali, come rileva molta stampa internazionale. Al di là del problema terribile dei morti, per Trump il dato politico: alle elezioni di midterm sempre più vicine, arrivarci con l’onda lunga della violenza dell’Ice rischia di essere penalizzante quasi quanto la sconfitta beffa sul fronte iraniano.

