30/07/2026
da il Manifesto
America oggi La nuova strategia dell'immigrazione
L’amministrazione Trump ha trasformato i terminal dei voli domestici e internazionali in frontiere interne. Gli arresti negli aeroporti eseguiti dall’ Ice non sono una novità assoluta, ma stanno aumentando vertiginosamente. I legali che si occupano dei diritti degli immigrati hanno segnalato una serie di episodi in cui degli stranieri con dei procedimenti di immigrazione ancora aperti sono stati fermati all’improvviso dagli agenti mentre erano in viaggio, in aeroporti di tutto il Paese.
L’ALLARME è rimbalzato ieri sui media internazionali dopo un’approfondita inchiesta del New York Times, che ha fotografato una nuova e aggressiva strategia dell’Ice: l’agenzia ha avviato un’ondata di arresti mirati direttamente all’interno dei terminal di almeno 15 grandi scali americani. La dinamica segnala un salto di qualità politico e repressivo. Non si dà più la caccia soltanto a chi ha processi di espulsione pendenti o precedenti penali. Nel mirino degli agenti che pattugliano i cancelli d’imbarco e le aree del check in ci sono ora anche stranieri con visti semplicemente scaduti, lavoratori regolari rimasti impigliati nelle maglie della burocrazia e coniugi stranieri di cittadini statunitensi con pratiche di regolarizzazione o visti turistici in corso. Questo mese una donna è stata fermata in un aeroporto dell’area di Washington mentre stava tornando in Texas per il funerale del padre, come ha raccontato il suo legale alla Cnn, e non è stato un caso isolato.
Un funzionario del dipartimento di Sicurezza Nazionale (Dhs) ha confermato che gli uffici hanno rivisto la modalità delle proprie operazioni a seguito degli omicidi di due uomini immigrati, uno in Texas e l’altro in Maine, da parte di agenti dell’Ice, entrambi in un contesto di posti di blocco stradali. Questo “inciampo” per qualche giorno aveva fatto rallentare il numero di espulsioni, in un momento in cui l’agenzia è ancora sotto pressione per rispettare l’agenda di deportazioni di Donald Trump. Il nuovo obiettivo fissato dall’amministrazione è di circa 2.000 arresti al giorno, mille in meno di quanti ne aveva chiesti l’anno scorso il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller, cifra che nemmeno questo Ice è mai riuscito a raggiungere, nonostante siano stati assunti migliaia di nuovi agenti e il budget sia cresciuto di miliardi di dollari.
GLI ARRESTI negli aeroporti fanno parte di una strategia più ampia per cercare di mantenere i numeri a un livello gradito alla Casa bianca, per questo gli agenti dell’Ice stanno moltiplicando le tattiche di enforcement. Secondo un documento visionato da Abc News, seguendo questo metodo ci sono già stati almeno 27 arresti negli aeroporti. Rosanna Berardi, avvocata di Buffalo e una delle principali esperte di immigrazione negli Usa, ha spiegato alla Abc che l’Ice ha sempre avuto il potere di arrestare chi ha un ordine di espulsione definitivo o uno status irregolare, ma ciò che è cambiato adesso è il metodo in sé: gli agenti ora lavorano insieme alla Tsa, l’agenzia per la sicurezza dei trasporti, direttamente ai banchi del check in e ai gate, senza passare da mandati o operazioni di sorveglianza come in passato. Basta una corrispondenza di nome al controllo di sicurezza.
QUESTI BLITZ non sono casuali: si basano proprio sulla collaborazione sistematica con la Tsa, che condivide con l’agenzia le liste dei passeggeri e i dati anagrafici dei viaggiatori. Questo permette all’Ice di incrociare i nomi con i propri database interni ancora prima che il volo decolli.
Jeff Joseph, esperto e leader dell’American Immigration Lawyers Association, ha definito questa nuova mossa una svolta senza precedenti nella cooperazione tra Tsa e Ice, paragonando una pratica di immigrazione pendente a una trappola con l’esca già pronta. «Se la nuova prassi è che avere una domanda (di residenza, cittadinanza ecc, ndr)in corso impedisce di viaggiare, si tratta di un cambiamento enorme rispetto al passato». L’aumento delle attività di enforcement, però, non riguarda solo gli aeroporti. In Louisiana, sempre nelle ultime settimane, gli avvocati hanno segnalato anche un’impennata di fermi. Un’avvocata di New Orleans ha raccontato di essere passata da cinque casi a settimana a cinque in un solo giorno.

