17/07/2026
da Pressenza
Con il proclama promulgato il 13 luglio scorso, il 47° presidente degli USA ha ‘messo le mani’ su una vasta area di Bear Ears, uno dei parchi in cui la protezione dei patrimoni naturali e archeologici coincide con il riconoscimento dei diritti dei nativi americani alla loro conservazione.
Giornalista, scrittrice e direttore editoriale del Gruppo Mauna, Raffaella Milandri ha lanciato un allarme:
Donald Trump ha cancellato la protezione da oltre il 90% di Bears Ears e Grand Staircase-Escalante: quasi tre milioni di acri, circa 11.850 chilometri quadrati.
Per capire l’enormità: è un territorio più grande dell’intero Abruzzo sottratto alla tutela e nuovamente esposto a miniere, trivellazioni e sfruttamento industriale.
Bears Ears è te
rra ancestrale e sacra per Navajo Nation, Hopi Tribe, Ute Mountain – Ute Tribe, Ute Indian Tribe e Pueblo of Zuni.
Non è un giacimento. Non è merce. Non è una proprietà da amministrare ignorando i Popoli che la custodiscono da millenni.
Le chiamano terre pubbliche quando devono decidere senza i Nativi. Le chiamano risorse strategiche quando scoprono che sotto ci sono uranio, rame e vanadio. Poi parlano di «restituire la terra al popolo». A quale popolo, signor Trump?
E potrebbe non finire qui. Altri quattro monumenti nazionali indicati nei piani dell’amministrazione restano a rischio: Baaj Nwaavjo I’tah Kukveni – Ancestral Footprints of the Grand Canyon, Ironwood Forest, Chuckwalla e Organ Mountains – Desert Peaks. Luoghi naturali, culturali e sacri che potrebbero essere i prossimi a finire sotto attacco. Non basta indignarsi dopo. Bisogna mobilitarsi adesso. Condividete questa notizia. Parlatene. Scrivete. Fate pressione. Rompiamo il silenzio prima che altre terre ancestrali vengano trasformate in concessioni minerarie.
Per “rompere il silenzio”, Raffaella Milandri sollecita a unirsi al coro di proteste inviando una lettera email a Governatore dello Utah, all’Utah Office of Tourism, all’US Department of the Interior e all’US Bureau of Land Management (i recapiti e la proposta del testo del messaggio sono riportati in calce).
Il proclama di Trump è intitolato MODIFYING THE BEARS EARS NATIONAL MONUMENT.
Il testo comincia facendo riferimento al Proclama 9558 emanato nel 2016 da Obama “che nello Stato dello Utah ha istituito il Parco monumentale nazionale di Bears Ears, a cui ha riservato circa 1,35 milioni di acri di terreno federale e ha disposto che fosse gestito congiuntamente dal Bureau of Land Management (BLM) del Dipartimento degli Interni e dallo United States Forest Service (USFS) del Dipartimento dell’Agricoltura”.
Poi ricorda che lo scrivente, Trump, “esercitando la mia autorità ai sensi della sezione 320301 del titolo 54 del Codice degli Stati Uniti (l’Antiquities Act)” nel 2017 era intervenuto a “modificare i confini del Parco monumentale”, cioè a ridurne l’area di circa 1,15 milioni di acri, e nel ottobre 2021 il presidente Biden a sua volta aveva decretato l’inclusione di “tutti i terreni precedentemente esclusi, espandendo il sito fino a comprendere circa 1,36 milioni di acri”.
Affermando che “l’area minima compatibile con la corretta cura e gestione dei beni di interesse scientifico o storico ivi identificati” sia inferiore a quella ‘calcolata’ dai suoi predecessori, nel proclama del 13 luglio 2026 “a mia discrezione” Trump stabilisce che l’estensione da lui ‘misurata’ in “circa 121.096 acri” sia sufficiente e annuncia le disposizioni con cui saranno amministrati il sito e i terreni espropriati specificando i provvedimenti riguardo a “ingresso, localizzazione, selezione, vendita” e, contestualmente, “concessione di licenze minerarie e geotermiche” e “ubicazione, ingresso e brevetto ai sensi delle leggi minerarie”.
La legittimità dei pretesti da lui addotti citando numerose leggi (*) verrà vagliata dai giudici a cui sarà chiesto di pronunciarsi, come già avvenuto riguardo a tanti altri atti deliberati da Trump perseguendo gli obiettivi che si era prefisso e che realizza con la strategia della ‘politica dei fatti compiuti’.
In merito al motivo della propria decisione, Trump esplicita: “La revisione dei confini del Parco monumentale alleggerirà anche il carico, gravante sul Sistema Forestale Nazionale, della gestione dei terreni pubblici che possono e devono essere destinati a usi prioritari. La regione di Bears Ears contiene diverse risorse vitali per l’indipendenza energetica ed economica e, di conseguenza, fondamentali per la sicurezza nazionale. Queste risorse, che includono minerali preziosi come argento, rame, molibdeno, piombo, uranio, vanadio e zinco, creano posti di lavoro che alimentano la prosperità e sono essenziali per importanti settori dell’economia degli Stati Uniti, tra cui la difesa, l’industria manifatturiera e i trasporti. È imperativo che gli Stati Uniti non dipendano da fonti estere per queste risorse. La modifica dei confini del Parco monumentale contribuirà a garantire un approvvigionamento interno adeguato, riducendo così la minaccia rappresentata dalla dipendenza della nostra nazione da fonti estere”.
* principalmente: Antiquities Act del 1906, Migratory Bird Treaty Act del 1918, Bald and Golden Eagle Protection Act del 1940, Wilderness Act del 1964 – e Utah Wilderness Act del 1984 -, National Historic Preservation Act del 1966, Endangered Species Act del 1973, Federal Land Policy and Management Act e National Forest Management Act inoltre Native American Graves Protection and Repatriation Act del 1976, Archaeological Resources Protection Act del 1979, Federal Cave Resources Protection Act del 1988 e Paleontological Resources Preservation Act del 2009
LETTERA DI PROTESTA E SOLLECITO ALLE AUTORITÀ
recapiti email: info@visitutah.com, travel@utah.gov, BLM_UT_SL_Mail@blm.gov, business@utah.gov, exsec_exsec@ios.doi.gov, utmtmail@blm.gov
To the Governor of Utah, the Utah Office of Tourism, the United States Department of the Interior and the Bureau of Land Management.
I am writing from Italy as an international traveller deeply concerned about the reduction of protections for Bears Ears and Grand Staircase – Escalante National Monuments.
Removing protection from almost three million acres – approximately 11,850 square kilometres – is not a minor boundary adjustment. It exposes an immense natural and cultural landscape to mining claims, extraction and industrial exploitation.
Bears Ears is an ancestral and sacred landscape for the Navajo Nation, Hopi Tribe, Ute Mountain Ute Tribe, Ute Indian Tribe and Pueblo of Zuni.
These Nations cannot be ignored while their lands are treated merely as deposits of uranium, copper, vanadium and other exploitable resources.
Utah promotes itself internationally through the beauty of its landscapes, responsible tourism and respect for local cultures. Those promises lose credibility when sacred Indigenous lands are opened to mining and industrial exploitation.
International visitors do not travel thousands of kilometres to witness the destruction of the landscapes used to attract them.
As long as this decision remains in force, I cannot consider Utah a responsible cultural and natural tourism destination, nor can I recommend it to others.
I therefore urge the relevant authorities to:
– reverse the reductions of Bears Ears and Grand Staircase–Escalante;
– suspend new mining claims, leases and extraction permits on the excluded lands;
– restore a meaningful role for the five Tribal Nations in the protection and management of Bears Ears;
– guarantee that no other national monument will be sacrificed to mineral exploitation;
– respect Tribal sovereignty, cultural heritage and the rights of future generations.
Public land cannot mean land administered without the Indigenous Peoples whose history, spirituality and ancestors remain rooted within it.
This is not responsible land management.
It is extractive colonialism carried out by presidential signature.
I request a written reply explaining what concrete action your office intends to take.
Sincerely,
Nome e Cognome
Città, Nazion


