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Il conto della guerra di Trump e Netanyahu lo paga l'Italia. Petrolio e inflazione, impatto più alto che in qualsiasi altro Paese

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Economia

09/03/2026

da La Notizia

Inflazione, il prezzo più alto della guerra in Iran lo paga l’Italia: impatto più alto che in qualsiasi altro Paese. A causa della guerra in Iran e della crisi petrolifera, l'inflazione salirà più in Italia che nelle altre grandi economie.

Il conto più alto della guerra in Iran lo paga l’Italia. Proprio il Paese in cui il governo si vanta dei suoi rapporti con Donald Trump e Benjamin Netanyahu, coloro i quali la guerra l’hanno avviata. Proprio l’Italia, infatti, pagherà maggiormente lo shock energetico derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai rincari del petrolio, secondo le stime di Oxford Economics riportate dal Financial Times.

L’Italia pagherà quindi un prezzo più alto rispetto alle altre grandi economie internazionali, con un’inflazione complessiva che aumenterà più del previsto. Il problema, quindi, riguarda tutti i costi energetici e gli altri rincari conseguenti al rialzo dei prezzi per gas e petrolio. In Italia l’Inflazione del quarto trimestre di quest’anno sarà più alta di un punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni, secondo lo studio.

Inflazione alle stelle per la guerra in Iran, il prezzo più caro lo paga l’Italia

Lo studio stima l’impatto della crisi petrolifera ed energetica sull’Eurozona e sul Regno Unito, parlando di un +0,5% complessivo dell’inflazione rispetto alle precedenti stime. Minore l’impatto per gli Stati Uniti (+0,2%) e ancor meno per il Canada. L’Italia, invece, ha una maggiore dipendenza dalle importazioni e una maggiore volatilità dei prezzi del gas naturale che porteranno l’inflazione ad aumentare dell’1%.

In generale va peggio all’Europa e all’Asia che al Nord America, soprattutto perché gli Usa sono esportatori netti di petrolio e gas e questo porterà dei benefici in grado di compensare gli extra-costi derivanti dalla guerra in Iran. Il rischio, secondo gli analisti, è che i prezzi del petrolio vengano spinti fino a superare i 130 dollari al barile. E, di conseguenza, saliranno anche i prezzi delle merci, per esempio quelle trasportate su gomma. Un bel problema, soprattutto per l’Italia.

 

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