10/06/2026
da La Notizia
Care… Vacanze, dai traghetti alle spiagge la stangata è servita: ecco tutti gli aumenti sotto l’ombrellone e non solo. Inflazione al 3,2% non risparmia le vacanze: rincari per traghetti e ombrelloni, per Federconsumatori il mare costa quanto uno stipendio
Conto per le vacanze da 1.484,90 euro. Tanto paga ad agosto una famiglia di due adulti e un bambino, auto al seguito, per andare e tornare da Livorno a Palermo in cabina. Una traversata sola, una cifra che Federconsumatori avvicina allo stipendio mensile di un collaboratore scolastico. Il mare è demanio, bene di tutti. Arrivarci, quest’estate, costa quanto una mensilità.
Il quadro generale lo fissa l’Istat. Il 29 maggio l’istituto ha certificato che l’inflazione è salita al 3,2% su base annua, da 2,7% di aprile: il valore più alto da settembre 2023, quando il tasso arrivò al 5,3%. A spingere sono l’energia non regolamentata, dal 9,6 al 12,6%, quella regolamentata dal 5,3 al 5,8, e i servizi dei trasporti, dallo 0,6 all’1,8. Il carrello della spesa resta fermo al 2,3, solo che i prodotti che si comprano più spesso corrono al 4,5.
La voglia di partire intanto regge. Secondo l’Istituto Piepoli il 70% degli italiani conta di concedersi un viaggio entro quattro mesi, eppure il 54% ha già cambiato programmi o resta indeciso, per il costo della vita e per le guerre. Chi parte, nel 56% dei casi resta in Italia, il 29% sceglie l’Europa. Si parte con la calcolatrice in mano. La vacanza, prima ancora di cominciare, è già una contabilità.
Vacanze estive, valgono una mensilità
Verso le isole il pedaggio è il più salato. L’osservatorio di Federconsumatori calcola per agosto un rincaro medio del 15%in poltrona e del 18% in cabina sul 2025, per un nucleo di tre persone. La Livorno-Olbia segna il balzo maggiore, 29% in un anno.
E sul confronto con maggio il numero diventa grottesco: sulla stessa rotta più 298% in poltrona, più 251% in cabina, mentre la media nazionale tra il listino di maggio e quello di agosto sale dell’82 e del 78%. Tra le rotte più care c’è anche la Genova-Palermo, 945 euro a poltrona e 1.340 in cabina. La meno cara, la Napoli-Cagliari, parte comunque da 430 euro.
La causa, dice Federconsumatori, è il carburante, gonfiato dal conflitto in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz, lo snodo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale via mare e che a giugno resta a una frazione del traffico ordinario. La continuità territoriale, il principio che dovrebbe far muovere un siciliano come un lombardo, si sgretola proprio lì dove dovrebbe reggere.
Il demanio a pagamento
Sotto l’ombrellone i rincari sono più contenuti, ma arrivano lo stesso. Federconsumatori e la fondazione Isscon misurano per il 2026 un più 2,7% medio negli stabilimenti, più 5% sul triennio. Salgono l’abbonamento giornaliero (4%) e la sdraio (3%). La regione che corre di più è la Calabria, 5,2%, davanti a Sicilia (4,3%) e Veneto (4%), pur restando il Sud il più economico d’Italia. E dentro lo stabilimento il salasso vero è la tavola: acqua, tramezzini, pranzi possono costare il 40-45% in più che fuori, mentre molti lidi continuano a vietare, impropriamente, il panino portato da casa. Intanto si moltiplicano le formule per chi prova a risparmiare, mezza giornata, tariffa dopo le 14, pacchetto all inclusive: anche il risparmio diventa un prodotto da vendere.
Il governo ha tagliato le accise, dice. Le misure, secondo il Codacons, hanno solo circoscritto gli effetti del conflitto sul carrello, che per una coppia con due figli pesa oltre 1.400 euro l’anno, 269 solo di cibo per l’Assoutenti, che sugli ortaggi freschi misura un più 14,3% legato alle tensioni in Medio Oriente.
E c’è la bolletta: a maggio il gas segna più 8,9% sull’anno, l’elettricità più 7,2%, con l’allarme di una nuova stangata d’estate, quando i condizionatori vanno a pieno regime. A pagare il conto più salato sono gli isolani e le famiglie numerose, quelle che non scelgono quando partire e come. Il mare resta demanio sulla carta. Nei fatti è un bene a numero chiuso, e il numero lo decide il biglietto.

