18/09/2026
da Il Manifesto
Frontiere Il decreto Piantedosi sconfessato di nuovo. La detenzione disposta durante lo scontro Italia-Germania sui «dublinati»
Il tribunale di Napoli, X sezione civile, ha sospeso in via cautelare il fermo amministrativo della Sea Watch 5, giudicando fondato il ricorso della ong tedesca. La nave umanitaria era stata bloccata in porto dalle autorità italiane lo scorso 23 agosto, al termine di una missione di soccorso nel Mediterraneo centrale. L’accusa era di non aver collaborato con le milizie libiche, la sanzione consisteva in 45 giorni di fermo e una multa di 7.500 euro.
Lo schema si ripete di continuo dal 1 gennaio 2023, quando è entrato in vigore il decreto anti-ong di Piantedosi: le navi sono detenute ai sensi della legge italiana, le ong fanno ricorso e vincono perché i giudici devono considerare tutto l’impianto del diritto internazionale sui salvataggi in mare.
Nel caso di questo fermo della Sea Watch 5, la particolarità è la tempistica: è stato disposto nel pieno dello scontro tra Italia e Germania sul rientro dei dublinati. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dal totale dei richiedenti asilo che Roma deve riprendere in carico, senza possibili obiezioni in base al nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, andrebbero scorporati i naufraghi salvati dalle ong con bandiera di Berlino. Una tesi di dubbio fondamento giuridico che comunque il mese scorso ha riacceso la polemica sulle imbarcazioni umanitarie.
«La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong», aveva dichiarato il ministro dopo il fermo.
Una misura che alle organizzazioni umanitarie e agli esponenti dell’opposizione era apparso da subito come una ripicca propagandistica. «No alla campagna elettorale sulla pelle delle persone in fuga e contro la solidarietà civile in mare», ha commentato Sea Watch.
L’udienza di merito, con deposito telematico, è stata fissata per il prossimo 12 ottobre. Lì il giudice deciderà se confermare la decisione cautelare e revocare definitivamente le sanzioni.

