13/10/2026
da Il Fatto Quotidiano
Il presidio impedisce alle autocisterne di lasciare l'impianto. L'allerta per i piloti è stata emessa da Aeroporti di Puglia fino alle 8 di mercoledì, ma verrà prorogata
I blocchi degli operai dell’Ilva di Taranto davanti alla raffineria Eni, lungo la Statale Jonica 106, rischiano di mandare in tilt gli aeroporti di Bari e Brindisi, isolando il traffico passeggeri dalla Puglia. Gli scali hanno emesso due Notam, cioè gli avvisi agli aviatori, per allertarli sulla mancanza di carburante poiché la protesta dei lavoratori impedisce alle autocisterne di lasciare l’impianto del Cane a sei zampe. Lunedì sera erano 37 le autocisterne bloccate nello stabilimento.
Il jet fuel “non è disponibile” sia a Bari che a Brindisi, si legge nelle comunicazioni ufficiali che riguardano anche i due scali minori di Foggia e Grottaglie. La situazione è particolarmente critica nell’aeroporto di Brindisi, poiché lo scalo di Bari ha altri rifornitori oltre a Eni. Per l’Aeroporto del Salento, invece, il Notam rimarca la totale assenza di carburante, con una quantità ridotta di residuo che sarà erogata esclusivamente per categorie speciali come velivoli di soccorso e istituzionali. L’allerta per i piloti – che devono quindi arrivare nei due aeroporti con un carico che consenta di coprire integralmente anche la tratta successiva – è stata emessa da Aeroporti di Puglia e, al momento, ha come durata temporale fino alle 8 di mercoledì. “La situazione è costantemente monitorata dalla società in relazione all’evoluzione del presidio e al ripristino delle normali condizioni di approvvigionamento”, ha spiegato Aeroporti di Puglia.
Tuttavia, l’emergenza è destinata a perdurare, poiché i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato altre 48 ore di sciopero a partire dalla mezzanotte e quindi la protesta andrà avanti a oltranza. Lo sciopero, iniziato lunedì, ha portato a tagliare in due la statale 106 e la statale Bari-Taranto. Oltre ai problemi di viabilità in uscita dalla città, il sostanziale isolamento della raffineria Eni sta provocando disagi anche al trasporto pubblico in difficoltà con i rifornimenti di carburante, come gli aeroporti. Kyma Mobilità, azienda che gestisce il trasporto pubblico a Taranto, è stata costretta a rivedere il servizio. L’interruzione del passaggio ai varchi dell’Eni impedisce infatti ai mezzi incaricati di consegnare il gasolio di raggiungere regolarmente le destinazioni. L’azienda partecipata per la mobilità urbana ha avvertito gli utenti con un comunicato, preannunciando “significative modifiche” alla programmazione.

