SANITA'
29/08/2025
da La Notizia
Infermieri, allarme Fnopi: nel 2023 persi 13mila professionisti dal Servizio sanitario nazionale per lavorare nel privato
Il Servizio sanitario nazionale ha perso in un solo anno quasi 13mila infermieri. A dirlo è la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), che commenta i dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato relativi al Conto annuale 2023.
Mentre il personale sanitario complessivo cresce, la categoria infermieristica si muove in direzione opposta: rispetto al 2022, si contano 12.869 unità in meno negli enti del SSN. Una riduzione che colpisce soprattutto le donne, pari a circa 10mila uscite.
Iscrizioni all’Albo stabili, ma cresce il privato
Il dato appare in contrasto con quello degli iscritti all’Albo: nel 2023 i numeri restano invariati rispetto al 2022 e, secondo le previsioni Fnopi, tra il 2024 e il 2025 gli iscritti aumenteranno di circa seimila unità. Questo significa che la professione continua ad attrarre, ma molti infermieri scelgono di non lavorare nel settore pubblico.
Le ragioni sono diverse: da un lato l’esaurirsi della spinta assunzionale legata alla pandemia, dall’altro il peso della cosiddetta “gobba pensionistica”, che porta a un alto numero di uscite per raggiunti limiti di età. A questi fattori si aggiungono i trasferimenti all’estero e la crescita della libera professione, come confermano anche i dati ENPAPI, l’ente di previdenza della categoria.
L’allarme della Federazione
Per la Fnopi, il calo di infermieri nel pubblico è un campanello d’allarme per il futuro del SSN. Senza nuove strategie di reclutamento e senza una valorizzazione della professione, il rischio è che la carenza di personale comprometta la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari per i cittadini.
Ecco perché è importante firmare il referendum per una sanità pubblica