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Insegnanti, poliziotti e medici: la Manovra scontenta tutti

Insegnanti, poliziotti e medici: la Manovra scontenta tutti

Economia

06/11/2026

da La Notizia

Raffaella Malito

La Manovra del governo riesce nell’impresa di scontentare diverse categorie: insegnanti, poliziotti, vigili del fuoco e medici

La Manovra del governo Meloni riesce nell’impresa di mettere d’accordo diverse categorie: insegnanti, poliziotti, vigili del fuoco e medici. Tutti scontenti, tutti pronti a contestare una legge di Bilancio che promette risposte ma, secondo sindacati e associazioni, distribuisce tagli, risorse insufficienti e impegni disattesi. E alle proteste si aggiungono quelle dei costruttori, mentre perfino nella maggioranza si chiedono correzioni. Un coro di contestazioni che mette in difficoltà l’esecutivo proprio mentre si apre il confronto parlamentare sui conti pubblici.

Insegnanti, poliziotti e medici: la Manovra scontenta tutti

A poco è servita la rassicurazione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che si è impegnato a cancellare durante l’iter parlamentare il taglio di settemila posti tra docenti e personale scolastico. Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief hanno già annunciato una mobilitazione: sit-in l’11 novembre a Roma, in piazza Vidoni, e assemblee negli istituti di tutta Italia il 16.

Per Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico, ridurre gli organici significa aggravare i carichi di lavoro e alimentare il precariato, penalizzando soprattutto le aree più disagiate. I sindacati contestano anche la scelta di giustificare i tagli con il calo demografico: gli alunni diminuiscono, osservano, ma edifici, incombenze amministrative ed esigenze organizzative rimangono. Anziché ridurre il personale, chiedono di ampliare il tempo scuola e rafforzare la didattica individualizzata, dando continuità agli investimenti del Pnrr.

Salari da fame

Ancora più duro il giudizio della Flc Cgil, che sciopererà il 20 novembre nell’ambito della mobilitazione generale decisa dal sindacato guidato da Maurizio Landini. Al centro ci sono stipendi tra i più bassi d’Europa, perdita di potere d’acquisto e assenza, denuncia il sindacato, delle risorse necessarie per il rinnovo del contratto 2025-2027. La detassazione parziale del salario accessorio viene giudicata insufficiente. La Flc Cgil parla di oltre 14mila posti tagliati tra docenti e Ata in tre anni, blocco del turnover nella ricerca e negli atenei, fondi ordinari erosi dall’inflazione e contributi all’istruzione privata. Chiede stabilizzazioni e investimenti, non nuovi sacrifici per la scuola pubblica. Il malcontento attraversa anche le divise.

Dalla scuola alle divise

Felice Romano, segretario generale del Siulp, accusa il governo di aver “tradito la parola data” al personale di Polizia e all’intero comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico. Nella bozza di bilancio, denuncia, non ci sarebbe traccia delle risorse promesse per la previdenza dedicata. Non va meglio ai vigili del fuoco. Marco Piergallini, segretario del Conapo, segnala che dal 2027 sono previsti oltre 90 milioni annui per i servizi operativi delle forze di polizia, mentre resta escluso il personale del soccorso pubblico. Per i pompieri chiede riconoscimenti concreti nelle retribuzioni e nelle pensioni.

Fino agli ospedali

Il fronte della protesta arriva fino agli ospedali. Per Pina Onotri, segretaria generale del Sindacato Medici Italiani, la Manovra “non ha risposte efficaci per la sanità pubblica”, né offre strumenti adeguati per contrastare la carenza di camici bianchi, sempre più evidente negli ospedali e sul territorio. Una denuncia che mette in discussione la capacità del governo di rafforzare il servizio sanitario mentre cresce la difficoltà di garantire cure e personale. Fuori dal pubblico impiego, anche i costruttori bocciano le scelte dell’esecutivo.

Antonio Ciucci, presidente dell’Ance, lamenta l’assenza di risorse contro il caro materiali e la decisione di distribuire su dieci anni l’ultima rata dei crediti Superbonus. “Non è il modo di sostenere le imprese”, avverte, ricordando le sfide da affrontare alla conclusione del Pnrr.

E le richieste di modifica arrivano perfino da Forza Italia. La presidente dei senatori azzurri Stefania Craxi sollecita tre correzioni alla cosiddetta exit tax: tassare solo i valori maturati in Italia, tutelare chi ha aderito al regime dei nuovi residenti e rivedere il meccanismo per i trasferimenti all’interno dell’Unione europea.

Dalla scuola alle corsie degli ospedali, passando per le caserme, la fotografia è quella di una Manovra che non placa il malcontento, ma lo moltiplica. E per Meloni si annuncia un percorso parlamentare segnato da mobilitazioni, scioperi e richieste di riscrivere i conti di una legge di bilancio che, per ora, sembra scontentare tutti.

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