01/02/2026
da Remocontro
Volevo scrivere, come attacco del pezzo: le Olimpiadi saranno un bagno di sangue. Ma il cuore si è fatto piccolo e le dita non hanno avuto il coraggio di picchiettare questa metafora.
Semplicemente per paura.
Perché mentre mi riferivo alla catastrofe, economica ed ambientale, che è già scritta nel destino di questa follia olimpica, penso al fatto che al peggio in questa epoca non c’è fine. Quello che qualche decennio fa sembrava il copione di un film distopico oggi è drammatica realtà. I criminali rivendicano il proprio ruolo imperiale e non si vergognano neanche più delle loro vittime accatastate a vista. Anzi, il numero dei morti innocenti, quasi casuali, certifica il cambiamento di stato del mondo: domina la forza bruta in tutte le sue declinazioni. Con la sua coda di terrore internazionale.
- Quindi avremo, tra strutture sportive ancora non finite e già inutili prima ancora di cominciare, boschi rasi al suolo, acqua consumata in eccesso per far finta che ci sia la neve, politici in caduta libera dalle nuvole e atleti che cercano di conquistare la gloria, il peggio del peggio del principio di sorveglianza e repressione. E guai a manifestare…
Come si fa a non aver paura di fronte al fatto che l’Ice, sebbene in versione da esportazione, faccia qualcosa che ha a che fare con l’ordine pubblico? Vabbè la premier, secondo un canovaccio ben noto, la butta in caciara e sibila: paradossale criticare Ice e chiedere agli Usa di difendere l’Unione europea. Eggià, criticare chi ammazza madri di famiglia e persone qualunque inermi per strada durante i rastrellamenti a Minneapolis, secondo la premier, è sintomo di antiamericanismo. Non so se ci faranno una legge ad hoc come quella sul divieto di critica al paese che ha gioiosamente ammesso di aver ammazzato 71mila palestinesi a Gaza, massacrato 21mila bambini, distrutto scuole e ospedale, impedendo soccorsi e affamando la popolazione.
- Insomma, con la gioia del governo sovranista ci sarà l’Ice, adatto anche per il nome. Per non parlare del Mossad, dei blindati del Qatar e di altre agenzie di sicurezza private, segrete o statuali, che scorrazzeranno sulle nostre strade con buona pace dei nostri principi costituzionali e della democrazia.
E se succedesse qualcosa? Se ci fosse una protesta? Il governo, così remissivo di fronte al lato oscuro della forza potrebbe riscoprire il vigore repressivo con i cittadini inermi, secondo un canone classico. Mostrandosi con pugno ancora più duro, per non sfigurare di fronte ai repressori seriali in giro sulle nostre strade olimpiche.
- C’è da aver paura del desiderio di mettersi in mostra degli esecutori di ordini superiori.
Ps
Tornando alla catastrofe olimpica, possiamo dire che è annunciata da sempre. Titola giustamente Internazionale che le olimpiadi sono insostenibili. Come lo sono state tutte le precedenti, estive e soprattutto invernali, che hanno fatto felici sponsor e affaristi, cementificatori e odiatori della natura, ma hanno impoverito i cittadini, deturpato i luoghi, creati danni che pagheremo per secoli.
- Tanti anni fa ho partecipato a un corso di aggiornamento per giornalisti in cui un docente del Politecnico spiegava perché le Olimpiadi, storicamente, rappresentano una catastrofe per i paesi ospitanti: studi, numeri, grafici, approfondimenti. Sapienza inutile. Ma per noi conoscenza utile che ci fa capire che ogni cosa funziona se il vantaggio è per pochi, anche a scapito dello svantaggio enorme per gli altri. Quindi, continuando a temere i mostri, teniamo presente che tutte le strombazzate mediatiche di queste settimane che verranno saranno utili a pochi e le pagheremo care tutti noi cittadini.

