05/09/2026
da Remocintro
Personalità incomparabile. L’«Iperbolico» ormai non dichiara, proclama. «Gli Stati Uniti stanno producendo munizioni a ritmi senza precedenti. Stiamo riempiendo le scorte e preparandoci a qualsiasi eventualità», ha affermato ieri Donald Trump sul suo social Truth intervenendo nell’acceso dibattito sulla carenza di munizioni e armi americane in seguito alla guerra in Iran.
Usa sempre primi e il dubbio è tradimento
Al momento, ha spiegato il presidente, «gli Stati Uniti stanno destinando le munizioni a loro stessi anziché venderle ad altri, anche se le vendite agli alleati riprenderanno presto». Tempo indefinito. Il presidente ha poi aggiunto che «le persone e i media che continuano a insistere sul fatto che non abbiamo munizioni sono in realtà dei traditori. Lo fanno perché preferiscono vedere gli Stati Uniti perdere una guerra che stiamo facilmente vincendo, piuttosto che vedermi vincere!». Lui vince ovunque e noi dubbiosi traditori? «Per la feccia traditrice che si rifiuta di riferire in modo accurato sulla nostra operazione militare in Iran, abbiamo quantità praticamente illimitate di munizioni di media e alta qualità, molte più di quelle che potremmo mai usare per questa, o per qualsiasi altra guerra (che è altamente improbabile!), che potrebbe anche verificarsi in modo improbabile», ha spiegato in un secondo post.
Stati Uniti ‘Uber alles’
Sintesi dai superlativi. Gli Starti Uniti non avrebbero carenza di munizioni, salvo la contraddizione con l’ammissione che hanno accelerato la produzione ma bloccato per il momento le esportazioni per riempire gli arsenali delle forze armate statunitensi. Che evidentemente non sono così pieni. Anche la Russia del resto sospese di fatto l’export di armamenti nel 2023 e 2024 per riprenderlo solo nella seconda metà de 2025 per soddisfare le esigenze belliche delle forze di Mosca impegnate in Ucraina. Trump però ha aggiunto di più, affermando cose che dovrebbero interessare tutti in Europa.
Poi il mercante della Casa bianca
«Vi prego di far sapere che l’amministrazione Biden ha fornito all’Ucraina a costo zero molte più munizioni di quante ne abbiamo utilizzate in Iran. Centinaia di miliardi di dollari sono stati dati gratuitamente all’Ucraina e alla Nato, soldi che l’Europa avrebbe pagato – se solo glielo avessimo chiesto, ma chiederemo noi quei soldi, anche se con un certo ritardo!».
Senza pudore e senza fondo
Trump quindi si appresta a chiedere agli alleati europei di restituire i fondi che l’Amministrazione Biden aveva destinato al sostegno militare ed economico dell’Ucraina. Già costretti ad acquistare 750 miliardi di dollari di gas liquido americano, a investire 600 miliardi di dollari nell’industria di oltreoceano, a portare al 5% le spese per la Difesa e a pagare con il Programma PURL a Washington le armi “made in USA” ordinate da Kiev, gli europei verranno ora chiamati a restituire a Trump le enormi somme di denaro stanziate per l’Ucraina dal suo predecessore che Trump stimò in 300 miliardi di dollari all’inizio del suo mandato.
Più lavoro salari bassi e prezzi alla stelle
Secondo un’analisi del Washington Post Trump potrebbe essere il primo presidente dai tempi di Lincoln a lasciare la Casa bianca con una forza lavoro inferiore a quando ci è entrato. E a differenza di Lincoln non è il presidente di un Paese dove le persone impiegabili devono lasciare la propria occupazione per combattere una guerra civile. E i prezzi parlano chiaro: la sua guerra contro Teheran, entrata nel sesto mese, ha portato i prezzi del diesel a 5,85 dollari al gallone (un aumento del 55% dall’inizio del conflitto), la benzina a 4,15 dollari al gallone (+40%) e il Brent – nella sua più recente fluttuazione – a 96 dollari (+30%). Oltre naturalmente all’amata-odiata inflazione, che si mangia le buste paga dei posti di lavoro esaltati da Trump. Oggi è al 3,4%, quando il presidente Usa faceva campagna elettorale contro Biden per l’eccessiva inflazione era al 2,9%.
- Non a caso, nel pomeriggio Trump torna a chiedere su Truth che il Senato approvi il Save Act – la legge per privare del diritto di voto milioni di americani, che è diventata la sua ossessione a poche settimane da un mid term in cui è destinato a scontare la catastrofe economica che ha innescato.

