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Israele al voto: con o senza Netanyahu pur che poco cambi

Israele al voto: con o senza Netanyahu pur che poco cambi

Politica estera

26/10/2026

da Remocontro

Remocontro

Più di 7 milioni di israeliani alle urne. Exit poll immediati con la chiusura delle urne, ma i risultati finali saranno ufficializzati solo il 4 novembre. Il conteggio di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici, persone ospedalizzate richiede più tempo e in passato ha ribaltato i risultati emersi dagli exit poll iniziali.

Netanyahu tra governo e galera

Dopo aver ridotto la sua campagna allo slogan elettorale ‘O la destra o la Palestina’, Benjamin Netanyahu continua a puntare sulla carta della paura per cercare di far convergere su di sé i voti. Senza alcun scrupolo. E pubblica l’immagine di una bomba atomica che si abbatte su Tel Aviv: «La minaccia iraniana è la priorità, abbiamo ancora due anni di presidenza Trump per portare a termine il lavoro con l’Iran». Netanyahu chiede ancora due anni, cercando di legare il proprio destino politico a quello del presidente Usa, su cui sta facendo pressioni, secondo Axios, per ottenere ulteriore sostegno dopo l’endorsement senza precedenti incassato nei giorni scorsi non ha spostato la mappa dei sondaggi. Che continuano infatti ad indicare un testa a testa con il suo principale rivale, Gadi Eizenkot, l’ex capo di Stato maggiore che proprio Bibi nominò nel 2014.

‘Menzogne e allarmismo’

«Netanyahu, sei in uno stato d’isteria, ricorri ancora una volta alle solite tattiche elettorali: menzogne e allarmismo», ha replicato Eizenkot alla minaccia di annientamento di massa del premier. E critiche al premier arrivano anche dai potenziali alleati, con Ofer Winter, ex generale falco ora candidato con una lista di destra, che parla di “follia”: «Bisogna smetterla di terrorizzare la popolazione». Intanto sabato l’opposizione ha incassato una piazza con migliaia di persone a Tel Aviv, come non si vedeva da tempo: il comune denominatore è la volontà di cambiamento: «Tutto tranne Bibi», gridava la gente. Ma la prospettiva che le urne possano confermare lo stallo – con nessuna delle parti politiche che otterrà 61 seggi per formare un governo – porta l’opposizione nelle ultime 48 ore di campagna anche a una battaglia intestina: quella per il partito più grande. E senza esclusione di colpi. Infatti…

Chiesta un’inchiesta penale contro Netanyahu per tradimento

Il leader del partito ‘Yisrael Beytenu’, partito politico israeliano appartenente alla destra nazionalista, Avigdor Liberman, ha reso noto su X di aver scritto una lettera alla procuratrice generale di Israele Gali Baharav-Miara chiedendo di avviare un’indagine penale contro il primo ministro Benjamin Netanyahu per ‘tradimento’, in seguito alle notizie secondo cui starebbe per riaprire le ostilità con l’Iran.

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