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Istat riporta Meloni sulla terra: calo generalizzato dell’economia

Istat riporta Meloni sulla terra: calo generalizzato dell’economia

Economia 

14/01/2025

da La Notizia

Dall'ultima nota Istat sull'andamento dell'economia emerge in Italia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro

Come ha detto Giorgia Meloni? “Il tema della crescita è l’altro grande focus per me in questo anno insieme alla sicurezza”, sono state le parole della premier nella conferenza stampa del 9 gennaio. Ovviamente ce lo auguriamo tutti o meglio lo dovremmo pretendere, perché a oggi le cose non vanno affatto bene e lo scenario, sebbene Meloni continui a fare la prestigiatrice e a negare la realtà, è davvero allarmante. Dall’ultima nota dell’Istat sull’andamento dell’economia emerge che in Italia, dove nel terzo trimestre dello scorso anno si registra un incremento congiunturale del Pil pari a +0,1% – mentre la variazione acquisita per il 2025 è dello 0,5% – “i dati ad alta frequenza più recenti segnalano un indebolimento generalizzato dell’economia a ottobre”. La conclusione è che “si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro”.

Arriva la conferma dell’Istat: l’Italia cresce meno del resto d’Europa

Nulla di nuovo dal fronte, insomma. A novembre scorso, la Commissione europea, nelle sue ultime stime economiche, aveva già gelato il governo Meloni. Mentre Eurozona e Ue corrono più delle attese Roma resta nelle retrovie: nel 2025 l’Italia fa meglio solo di Finlandia, Germania e Austria, nel 2026 è davanti alla sola Irlanda e nel 2027 è proprio ‘fanalino di coda’, unico Paese sotto l’uno per cento di crescita.

Giù la produzione industriale

L’indice destagionalizzato della produzione industriale a ottobre è diminuito dell’1,0%. Il calo, anche se con differenti intensità, è stato diffuso ai principali raggruppamenti di industrie, con esclusione dell’energia. Nel trimestre agosto–ottobre, la produzione industriale ha registrato una variazione congiunturale negativa (-0,9%).

Cala la produzione nelle costruzioni…

A ottobre, la produzione nelle costruzioni è diminuita in termini congiunturali (-0,1%), dopo l’aumento osservato a settembre (+1,3%); su base trimestrale (agosto-ottobre), la variazione è risultata negativa (-0,8%). Settore delle costruzioni in calo, come quello dei servizi.

… e nel settore dei servizi

A ottobre l’indice dei volumi del fatturato dei servizi, dopo l’incremento di settembre, ha registrato un calo su base congiunturale. La flessione ha interessato la generalità dei comparti, a eccezione dei servizi di informazione e comunicazione e delle attività immobiliari (+0,8%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,1%). L’indice di fiducia delle imprese ha raggiunto a dicembre il livello più elevato da marzo 2024. L’aumento è stato sostenuto dal comparto dei servizi di mercato. Ma nei settori delle costruzioni e della manifattura il clima di fiducia si è deteriorato. In particolare, nel comparto manifatturiero tutte le componenti presentano un’evoluzione sfavorevole.

Scambi commerciali modesti e occupazione in calo

La dinamica congiunturale degli scambi commerciali tra agosto-ottobre è risultata nel complesso modesta (+0,3% e +0,2% rispettivamente per l’export e l’import). A novembre l’occupazione è diminuita rispetto a ottobre. Il calo congiunturale coinvolge le sole donne e tutte le classi d’età, a eccezione delle 25-34enni. Tra settembre e novembre si rileva, in media, un contenuto incremento congiunturale dell’occupazione (+0,3% per un totale di +66mila occupati), mentre calano le persone in cerca di lavoro.

Sale l’inflazione relativa al carrello della spesa

In lieve accelerazione l’inflazione al consumo. A dicembre, secondo le stime preliminari, si è registrata una leggera crescita dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) (+1,2% in termini tendenziali, dal +1,1% di novembre), che rimane tuttavia ancora nettamente inferiore alla media dell’area euro (+2,0%). La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni alimentari è tornata ad accelerare (+2,4% a dicembre, da +1,8% di novembre; +3,7% l’incremento medio nel terzo trimestre), sia per la componente dei non lavorati (+2,3%, da +1,1%) sia per quella dei lavorati (+2,6%, da +2,1%). In conseguenza della crescita dei prezzi degli alimentari, l’inflazione relativa al carrello della spesa aumenta in dicembre del 2,2% (+1,5% a novembre); il differenziale con l’indice generale sale a 1,0 punto percentuale (da 0,4 punti di novembre).

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