26/10/2026
da Pressenza
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne. Lo confermano i dati del Report “I numeri del cancro in Italia 2025”: https://www.aiom.it/wpcontent/uploads/2025/12/2025_NDC_web.pdf.
Negli ultimi decenni si è registrato un costante aumento di frequenza di diagnosi, accompagnata, però, da una riduzione della mortalità, anche grazie alla sempre più ampia diffusione della diagnosi precoce.
Ottobre è il mese dedicato al tema della consapevolezza sul cancro al seno, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica riaffermando l’impegno globale per un equo accesso alle cure e una migliore sopravvivenza per tutti. Il tema di quest’anno, “Ogni storia è unica, ogni viaggio è importante” (“Every Story is Unique, Every Journey Matters”), pone l’accento sull’importanza e la peculiarità di ciascuna diagnosi: ogni diagnosi di cancro al seno è personale e porta con sé una storia di coraggio, resilienza e speranza.
Questo tema ci ricorda che il cancro al seno tocca la vita delle donne e delle loro famiglie in tutto il mondo in modo diverso e che ogni percorso merita compassione, dignità e sostegno, riconoscendo la diversità delle esperienze e rafforzando la necessità di cure tempestive e di qualità per tutti, indipendentemente da geografia, reddito o background.
Il cancro al seno è il tumore più comunemente diagnosticato tra le donne in tutto il mondo. Nel 2022, circa 2,3 milioni di donne hanno ricevuto una diagnosi e altre 670.000 sono morte a causa della malattia. Non si tratta solo di numeri ma di madri, sorelle, figlie e amiche che meritano speranza e dignità. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni nei Paesi ad alto reddito supera il 90%, in India scende al 66% e in Sudafrica al 40%.Queste disparità sono causate dalla diversa disponibilità di accesso alla diagnosi precoce e tempestiva e al trattamento efficace.
Se l’attuale tendenza continua, si prevede che l’incidenza e la mortalità aumenteranno del 40% entro il 2050, da qui la necessità di un’azione urgente e coordinata. Grazie a screening, diagnosi precoce e terapie sempre più personalizzate, la sopravvivenza a 5 anni in Italia raggiunge quasi il 90%. Restano sfide importanti, soprattutto per le forme più aggressive.
L’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito delle sue attività di prevenzione, affronta il tema in un podcast di prevenzione e nuove frontiere della ricerca con Mauro Biffoni, Direttore del Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’ISS e con la Dr.ssa Ann Zeuner, Dirigente di Ricerca dello stesso Dipartimento: https://www.iss.it/-/tumore-al-seno-prevenire-curare-e-innovare-nella-ricerca-podcast-iss. Ma qual è lo stato della prevenzione nel nostro Paese?
In Italia il 77% delle donne fra i 50 e i 69 anni si è sottoposto a mammografia a scopo preventivo, nei tempi raccomandati, ma l’adesione alla procedura ha forti variazioni regionali, con un netto gradiente Nord-Sud. Lo affermano i dati, relativi al biennio 2024-2025, della Sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui comunque si è toccato il dato più alto dal 2008. La gran parte delle donne ha aderito ai programmi di screening offerti dalla ASL (57%), mentre il resto lo ha fatto su iniziativa spontanea (19%).
La copertura totale dello screening mammografico, dentro e fuori i programmi organizzati, che è in aumento negli ultimi anni dopo il calo dovuto alla pandemia, presenta ampie differenze regionali, con un netto gradiente Nord-Sud. Si raggiungono valori di copertura totale prossimi al 90% in regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Umbria (dove la gran parte delle donne partecipa ai programmi organizzati), mentre in alcune realtà meridionali la copertura totale scende sotto il 50%, come in Calabria (dove la partecipazione ai programmi organizzati scende notevolmente).
Nel tempo è comunque aumentata la quota di donne che si sottopone a mammografia preventiva ovunque nel Paese, grazie soprattutto all’aumento dell’offerta/adesione ai programmi organizzati. Lo screening su iniziativa spontanea resta stabile nel tempo, ma diminuisce dove i programmi organizzati sono ben consolidati.
“Non è trascurabile, sottolineano i ricercatori, la quota di donne 50-69enni che non si è mai sottoposta a una mammografia a scopo preventivo (9%) o lo ha fatto con una cadenza temporale non ottimale (il 14% al momento dell’intervista riferisce di aver eseguito una mammografia a scopo preventivo da più di due anni). Il gradiente sociale è ampio e persistente nel tempo; le donne meno istruite o con difficoltà economiche, così come le donne di cittadinanza straniera meno di altre si sottopongono allo screening ma lo screening organizzato riduce tali disuguaglianze“.
Il Ministero della Salute durante il mese di ottobre ha lanciato la campagna social “La prevenzione ti dona”: https://www.salute.gov.it/new/it/campagna-di-comunicazione/campagna-social-la-prevenzione-ti-dona/?tema=Tumori+e+screening. Oltre alla campagna, il Ministero partecipa anche a diverse iniziative, che promuovono la prevenzione oncologica su tutto il territorio nazionale: “La Prevenzione è il nostro capolavoro” promossa da Komen Italia (https://komen.it/), un’organizzazione basata sul volontariato, nata a Roma, che opera da 27 anni in Italia ed è in prima linea nella lotta ai tumori del seno e nella promozione della salute femminile.
Il Ministero ha contribuito alla realizzazione di un Opuscolo, con informazioni e consigli sulla prevenzione primaria, secondaria e terziaria e sui percorsi di cura appropriati, distribuito gratuitamente in tutte le città coinvolte nella Campagna on line sui siti e canali social dei partner: https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2026-09/A5_opuscolo-SALUTE_PREV-2026_DIGITAL.pdf.
Infine, anche quest’anno torna il Vademecum della Salute, frutto della collaborazione tra il Ministero della Salute, la Fondazione IncontraDonna (https://www.incontradonna.it/) e numerosi professionisti: https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2026-09/VADEMECUM%20VERSIONE%20WEB.pdf.
Qui per approfondire i dati dell’ISS: https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/ScreeningMammografico.

