27/02/2026
da Remocontro
Quinto anno di guerra tra bilanci schierati e politica arruolata. Mentre prevale la follia della guerra permanente, con la favola dell’Ucraina vittoriosa e Putin umiliato e sconfitto. Con i vertici Ue che non si sono accorti di quanto la guerra abbia devastato l’Ucraina e logorato l’Europa, e si ridicolizzano dicendo fesserie.

Bersaglio Mosca sulla pelle degli ucraini
«La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace», hanno osato i tre dell’UE fatti militanti che non si sono accorti di quanto la guerra che vogliono continuare abbia devastato l’Ucraina e logorato l’Europa. Quelli che vorrebbero che ogni ucraino si immolasse nella guerra contro la Russia «con la speranza che Mosca si arrenda», come ha detto a Monaco il cancelliere Merz.
‘Putiniani e filo russi’
Il segretario generale della NATO Mark Rutte sostiene che la Russia «non è un orso ma bensì una lumaca» visto il ritmo con cui le sue truppe avanzano in Ucraina. Kaja Kallas sostiene che «la Russia è allo sbando, la sua economia è a pezzi e i suoi cittadini sono in fuga», attribuendo alla Russia la situazione dell’Ucraina in bancarotta, al buio, con l’apparato industriale devastato e la popolazione priva di energia e riscaldamento. Siamo noi ‘putiniani’ o la Kallas’ faziosa sciocca? «Quattro milioni di ucraini sono fuggiti all’estero, altri si nascondono per non venire arruolati e in molte città madri e mogli manifestano chiedendo informazioni sulle sorti dei congiunti inghiottiti dalla guerra e di cui non si hanno notizie», ricorda Analisi Difesa.
La guerra logora anche chi non la combatte
Forse la Russia ‘più lumaca che potente Orso’ inventata dal segretario Nato, ma è sempre la ‘lumaca russa in avanti’, e tutte le fonti, anche più schierate confermano. Su Russia e Ucraina oggi solo un accenno, ma l’Europa, dopo il tanto dire dei nostri vertici a Kiev, dove sta andando a ficcarsi? «Dopo 4 anni di guerra l’Europa è l’area industrializzata del mondo che paga più cara l’energia, non produce più acciaio a prezzi ragionevoli, non dispone di materie prime, l’industria chimica è in fuga ed è dipendente dal GNL statunitense, fornito in quantità incerta e legata al mercato a prezzi 5 volte maggiori del gas via tubo russo».
Riarmo a perdere
Riarmo: «l’incremento delle spese militari non compensa i costi degli armamenti, che in Europa sono cresciuti da 3 a 7 volte dal 2022, mentre gli Stati Uniti ci impongono, oltre al 5% del PIL da dedicare alla Difesa, anche di acquistare prodotti ‘made in USA’ penalizzando così le nostre industrie». Una montagna di soldi in più per meno armi di prima, ed è il colmo che ci nascondono. Dati di fatto: «Come ha riferito mesi or sono il ‘Kiel Institute’ tedesco, un carro armato Leopard 2A8 costa quasi 30 milioni di euro contro i 4 milioni di un T-90M russo. Mentre la industria militare russa -ammette il segretario della NATO Rutte-, produce in 3 mesi quanto tutto l’Occidente in un anno.
Stupidità politica criminale
- A noi sembra che buon senso vorrebbe che ucraini ed europei puntassero a chiudere il conflitto al più presto, «prima che la sconfitta diventi disfatta» avverte Analisi Difesa, contraddicendo assieme a gran parte del mondo le affermazioni d’azzardo di Von der Leyen, Kallas e Matsola. Con la stragrande degli analisti nel mondo, non esiste nessuna possibilità che gli ucraini riconquistino i territori perduti o impediscano ai russi di conquistarne altri. La pace, qualsiasi pace, in attesa che molti elettorati dei 27 più il Regno disunito, paghino il presso elettorale dei troppi errori. Anche a rischio del peggio.

