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La balla sull'indice di Gini: altro che successo del governo, le diseguaglianze nel 2025 sono cresciute

La balla sull'indice di Gini: altro che successo del governo, le diseguaglianze nel 2025 sono cresciute

Economia 

17/03/2026

da La Notizia

Stefano Rizzuti

Altro che successo del governo, le diseguaglianze nel 2025 sono cresciute.Non c'è nessuna riduzione delle diseguaglianze, anzi nel 2025 l'indice di Gini è aumentato rispetto all'anno precedente.

No, le diseguaglianze in Italia non sono diminuite nel 2025 e l’indice di Gini non si è ridotto. Gli ultimi dati Istat sulla redistribuzione del reddito in Italia sono stati interpretati in maniera tutt’altro che rigida, ma la verità è un’altra. L’indice non è sceso di 16,1 punti percentuali, ma semplicemente tutti gli interventi statali – come avviene tutti gli anni, da sempre – hanno ridotto le diseguaglianze rispetto a uno scenario senza misure dello Stato. L’indice, invece, è persino cresciuto rispetto al 2024.

Andiamo con ordine. L’Istat ha comunicato che il sistema di tassazione diretta e di trasferimenti sociali ha permesso di ridurre le disuguaglianze nel reddito delle famiglie (valutate dall’indice di Gini) di 16,11 punti, passando dal 47,28% senza intervento pubblico al 31,17% con gli interventi dello Stato. La riduzione è stata maggiore nel Mezzogiorno (-17,2%). Quindi, primo chiarimento: non parliamo di una riduzione di 16 punti rispetto all’anno prima, ma semplicemente di una riduzione di 16 punti dovuta alle misure previste dallo Stato, di cui molte esistenti da anni.

Diseguaglianze, la verità sull’indice di Gini: i divari sono cresciuti, non diminuiti

Non a caso, nel 2024 la riduzione delle diseguaglianze grazie all’intervento pubblico era persino maggiore, di 16,9 punti. Non solo, perché qui arriva il secondo, necessario, chiarimento. Nel 2024, infatti, l’indice di Gini era al 30,40%, come riporta sempre l’Istat. Nel 2025, invece, è salito al 31,17%. E, peraltro, nel 2024 era già in crescita rispetto all’anno precedente. Inoltre nel 2024 l’indice di Gini prima dell’intervento pubblico era pari a 46,48 punti, ovvero più basso dei 47,28 del 2025. Ancora una volta, le disuguaglianze sono aumentate sia senza che con l’intervento pubblico.

E persino l’Istat si è trovata costretta a precisare che l’indice di Gini non è sceso di 16 punti rispetto all’anno prima. Ma, nella sua precisazione, l’istituto di statistica parla di una riduzione del coefficiente di Gini dal 31,41% al 31,17%. Una diminuzione, precisa l’Istat contattato da La Notizia, rispetto a uno scenario senza i nuovi interventi del 2025 introdotti dal governo. Il miglioramento, rispetto al 2024, quindi non c’è. A sottolineare per prima questa incongruenza è stata l’Unione nazionale consumatori, che da subito ha evidenziato che l’indice peggiora nel 2025.

“Se da un lato è ovvio che i trasferimenti sociali riducano le diseguaglianze nel reddito, è il loro compito, il punto è che la situazione si aggrava invece di migliorare”, sottolinea infatti Massimiliano Dona, presidente dell’Unc. Altro dato da sottolineare: le nuove misure fiscali come bonus e detrazioni hanno sì portato un aumento per 6,3 milioni di famiglie, ma la variazione è stata negativa per altre 7,1 milioni di famiglie. Il bilancio totale è positivo (di media 95 euro in più), ma con un impatto negativo per molti.

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