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La Casa bianca è un affare: Trump e 972 pagine di guadagni

La Casa bianca è un affare: Trump e 972 pagine di guadagni

Politica estera 

05/07/2026

da Remocontro

rem

Tutti i redditi del presidente. Ogni mese Donald Trump, 80 anni, incassa 6.484 dollari di pensione dalla Screen Actors Guild, il sindacato degli attori da cui ha dato le dimissioni nel 2021 dichiarando di non volervi più essere associato. Una pensione guadagnata grazie a una comparsata del 1992 in “Mamma, ho perso l’aereo 2” e ad alcuni camei televisivi. Questa pensione sindacale compare nel suo bilancio insieme a oltre due miliardi di dollari di entrate provenienti da altre fonti.

Office of Government Ethics

A rivelarlo è la divulgazione annuale obbligatoria dei redditi presidenziali, pubblicata dall’Office of Government Ethics, che copre il 2025, primo anno del secondo mandato di Trump, e si estende su 927 pagine: la più lunga mai presentata da un presidente americano. La lunghezza da sola è già una storia: la disclosure di Barack Obama era di 8 pagine, quella di Joe Biden di 11. Il dato chiave del documento è la ‘svolta crypto’ del 47° presidente, sottolinea Marina Catucci. Trump, che fino al 2024 aveva definito le criptovalute «una truffa», ha cambiato idea e nel 2025 ha incassato oltre 1,4 miliardi di dollari dal mondo digitale. Il singolo accordo più redditizio è stato un contratto di licenza con “Celebration Coins” per il suo «$TRUMP», lanciato tre giorni prima del suo insediamento che gli ha portato 635 milioni di dollari. A questi si aggiungono oltre 526 milioni dalle vendite legate a World Liberty Financial, la società crypto co-fondata dai figli Eric e Donald Jr. Le sole entrate da criptovalute del 2025 hanno più che raddoppiato l’intero patrimonio netto che, nel 2024, gli era stato attribuito da Forbes. Oggi Forbes stima il suo patrimonio netto a 6 miliardi di dollari.

6 miliardi, ma sempre ‘palazzinaro’

Il business tradizionale ha comunque continuato a girare: le proprietà immobiliari, i golf club e i resort hanno generato complessivamente oltre 500 milioni, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. La sola Mar-a-Lago ha incassato 77 milioni, contro i 50 del 2024. Ai profitti immobiliari si sommano 52 milioni in diritti di licenza per l’uso del nome Trump su proprietà estere, soprattutto in Medio Oriente, un business che Trump aveva congelato durante il primo mandato ma non nel secondo. Tra le voci minori, ci sono 4,7 milioni in royalties per i “Trump Watches”, 208mila dollari per la Bibbia a marchio presidenziale e oltre 86 milioni in accordi stragiudiziali con aziende mediatiche come Abc, Cbs, Meta e YouTube.

Conflitti di interesse

Richard Painter, già consigliere etico alla Casa Bianca sotto George W. Bush, ha dichiarato che «questo è il primo presidente dai tempi precedenti alla Guerra Civile con un conflitto di interessi sostanziale rispetto ai propri doveri ufficiali», sottolineando che il presidente è esentato per legge dalle principali norme sui conflitti di interesse. Il problema strutturale è evidente: mentre decideva le politiche Usa sulla crypto, Trump deteneva partecipazioni enormi nel settore. Quando ha firmato il Genius Act, la legge sulle stablecoin, ovvero una criptovaluta a valore fisso, la sua famiglia ne controllava già una, l’Usd1, emessa da World Liberty Financial. Uno dei maggiori investitori di World Liberty Financial è Justin Sun, un miliardario cinese della crypto che all’epoca era sotto indagine federale: il caso è stato poi archiviato.

Il sospettabilissimo insospettabile

Il 18 agosto 2025 il documento registra tre operazioni consecutive su Apple, Microsoft e Nvidia, ciascuna tra 5 e 25 milioni di dollari. L’acquisto di azioni Nvidia è arrivato esattamente una settimana dopo che Trump aveva annunciato l’accordo che ha permesso all’azienda di vendere chip H20 alla Cina, riaprendo un flusso di ricavi fondamentale per il titolo. La Casa bianca ha risposto con una dichiarazione della portavoce Anna Kelly: «Né il presidente né la sua famiglia si sono mai impegnati, né mai si impegneranno, in conflitti di interesse». Trump, interrogato dai giornalisti, ha risposto scrollando le spalle: «Ho dei fondi che gestiscono i miei soldi. Non mi occupo dei miei affari personali». E ha aggiunto: «Sto guadagnando perché il mercato azionario sale. Tutti stanno guadagnando. Grazie, presidente Trump». Amen.

La minaccia comunista

«Siamo il Paese più forte e potente della terra e, per grazia di Dio, gli Stati Uniti sono la nazione di maggior successo, dai risultati più straordinari e più apprezzati che siano mai esistiti nella storia dell’umanità. Ed è un onore essere vostro presidente». Donald Trump, al Mount Rushmore, in South Dakota, per i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza. E il richiamo al patriottismo: «L’identità americana è sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni e, per questo, possiamo perdere le elezioni di metà mandato solo se ci comportiamo da stupidi».

«Il Partito Comunista è composto da immigrati clandestini, criminali e da chiunque non debba lavorare. Il comunismo è un fallimento. Lo è sempre stato e lo è tuttora». Per fortuna c’è la redenzione Usa tra qualche contraddizione: «Tutti gli uomini sono creati uguali e possiedono il diritto sovrano alla Vita, alla Libertà e al perseguimento della Felicità». Tutti ma con abbondanti eccezioni che Trump non si stanca mai di sottolineare.

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