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La Cina attraverso la sponda Brics aggancia l’India

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Politica estera 

16/09/2026

da Remocontro

Piero Orteca

Il Forum dei “non allineati” all’Occidente diventa una straordinaria opportunità per la diplomazia di Pechino. Il vertice bilaterale tra Xi Jinping e Narendra Modi potrebbe riuscire a fare appianare vecchie questioni irrisolte. A cominciare dal tormentato confine sull’Himalaya.

Xi è andato a Delhi

Il recente vertice dei Brics, cioè di quei Paesi che potremmo definire “competitors” dell’Occidente, ha dimostrato in modo chiaro la capacità della diplomazia di Pechino di adeguarsi al periodo di crisi internazionale, lasciandosi alle spalle i tabù di vecchie inimicizie. Per Xi Jinping ciò che conta, prima ancora dell’ideologia, è il progresso economico e tecnologico della Cina, una nazione capace di “pensare lontano”. Per questo ha deciso di partecipare, personalmente, al Forum di Delhi. Recandosi, cioè, nella capitale di un altro colosso asiatico col quale i cinesi, finora, hanno avuto difficoltà ad avere relazioni distese. Per usare un eufemismo. Nella visione “Xiiana”, fatta di una nuova politica estera, un nodoso bastone bisogna pur tenerlo, anche se educatamente dietro la schiena. Al tuo interlocutore, però, ci si deve rivolgere con le parole più gentili e suadenti del mondo, nella speranza che si arrivi a un punto di incontro. Si chiama “approccio cooperativo”, dove si vince o si perde in due: certo, con proporzioni variabili. È sempre meglio, comunque, dell’approccio “a somma zero”, quello preferito dagli americani e dagli europei. Dove chi vince si piglia tutto e l’altro resta cornuto e mazziato. Non è un eloquio da cancelleria diplomatica, ma rende efficacemente l’idea.

Wang Yi spiega tutto

È stato il potente Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, a esporre i punti più importanti del colloquio che il Presidente Xi Jinping ha avuto, a latere di una delle sessioni del Forum, col Premier indiano Narendra Modi. Il suo intervento è efficacemente sintetizzato dal titolo dell’Indian Express: “Xi e Modi hanno raggiunto un consenso importantissimo sul fatto che India e Cina dovrebbero essere partner, dice Wang Yi”. E il giornale aggiunge: “Secondo Wang, anch’egli membro del Politburo del Comitato centrale del Partito comunista cinese, Xi ha affermato che Cina e India possono attingere ai rispettivi punti di forza, sostenersi a vicenda, aiutarsi a vicenda ad avere successo e perseguire uno sviluppo comune”. Wang ha poi assicurato che la Cina si è impegnata a collaborare immediatamente con l’India “per attuare gli importanti accordi raggiunti tra i due leader”. Gli analisti concordano sul fatto che il contenzioso prioritario, che bisognerà risolvere al più presto perché si trascina da troppi anni, è quello che riguarda la linea di confine, “Linea di Controllo Effettivo” sull’Himalaya. Quasi 3.500 chilometri che separano i due giganti asiatici, in una regione tra le più aspre del mondo. Eppure, è contesa con episodi di guerre locali e scaramucce, che hanno già fatto molti morti, anche dopo scontri condotti a colpi di pietra e mazze chiodate, dato che le armi erano state bandite. Epicentro è il Ladakh e da là bisognerà ripartire.

Il Premier Modi soddisfatto

Il Primo Ministro Narendra Modi, forse per rispondere a qualche critica, rivoltagli per un presunto ambiguo posizionamento del suo Paese nello scacchiere internazionale, ha affermato che l’India ha una politica estera indipendente. “L’India – ha detto – non permetterà a nessuna forza di impegnarsi in attività anti-cinesi sul suo territorio”. Modi si è poi detto fiducioso che i colloqui segnino l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali. E ha sottolineato “che i futuri legami devono essere guidati dal rispetto reciproco, dalla sensibilità reciproca e dal reciproco interesse, mentre le divergenze non devono trasformarsi in controversie”.

Riprendono i voli

“Sabato mattina, in concomitanza con l’arrivo a Nuova Delhi del Presidente Xi Jinping per il vertice dei ‘Brics’ – scrive Indian Express – la China Southern Airlines ha annunciato la ripresa dei voli sulla rotta chiave Guangzhou-Nuova Delhi, a partire dal 21 settembre, dopo una sospensione di sei anni. Questi sviluppi giungono a seguito di una più ampia intesa tra Nuova Delhi e Pechino dopo l’accordo sui confini dell’ottobre 2024. I collegamenti aerei diretti tra i due Paesi erano stati sospesi a causa della pandemia di Covid-19 e delle tensioni successive agli scontri di Doklam e Galwan; anche il pellegrinaggio al Kailash Mansarovar era ripreso nel 2024, dopo l’accordo sui confini”.

L’ottimismo cinese

Nel suo discorso finale, Wang Yi ha sostenuto che “il miglioramento delle relazioni tra Cina e India è stato accolto con favore da oltre 2,8 miliardi di persone di entrambi i Paesi, una cosa che rappresenta un pilastro essenziale per il rafforzamento della cooperazione in tutto il Sud del mondo. La questione dei confini, poi, dovrebbe essere considerata nella giusta prospettiva, nel contesto più ampio delle relazioni bilaterali. D’altronde – ha concluso – il Primo Ministro Modi ha offerto una risposta positiva, ribadendo che l’India ha sempre affrontato le relazioni con la Cina da un punto di vista strategico e di lungo termine”.

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