24/06/2026
da Remocontro
Qualcuno di voi lettori, citando fonti autorevoli, può dirci chi sta vincendo l’infinita guerra ucraina? Noi di Remocontro, esercitando la ‘virtù del dubbio’, siamo nei guai. NATO e UE insistono per la vittoria ucraina con Ursula Von der Leyen che la celebra a Kiev col seguito del compatriota Merz. Eppure l’Ucraina sta adottando la stessa strategia della Wehrmacht sul Fronte Orientale: trasformare ogni cittadina in una roccaforte per guadagnare tempo al prezzo dell’annientamento dei reparti. Come è finita è noto. Ma se ti documenti oltre stampa e pensatoi agli ordini di casa, scopri altre cose che nessuno dice.
L’Europa reale tra Bruxelles e la Storia
«I russi avanzano ma nessuno lo dice. Alcune delle ultime roccaforti ucraine nel Donbass stanno cadendo e eppure, politica e media in Europa raccontano l’opposto. Ue e Nato a insistere su una compattezza del fronte occidentale che sta invece evaporando», denuncia Analisi Difesa. Un covo di pericolosi eversori? Ma qualcuno ancora propone mediazioni da parte dell’Europa ormai ‘apertamente schiarata’, come denuncia la stessa Polonia, lai sulla vera linea del fronte. «Noi siamo vicini sia della Russia che dell’Ucraina, voi in Germania no», contesta Varsavia. Che accusa Zelensky di non voler concludere una guerra «che consentirebbe libere elezioni e la fine della cleptocrazia che fa capo alla presidenza ucraina».
Anche la NATO in difficoltà
«Prioritised Ukraine Requirements List (PURL) della NATO», che è il meccanismo per cui paesi europei dell’alleanza comprano pacchetti di armamenti statunitensi da 500 milioni di dollari ognuno per fornire queste armi ‘made in USA’. Ma Rutte piange che dal PURL si sono dissociate molte nazioni NATO, inclusa l’Italia. E l’Europa compatta di fronte alla Russia? La realtà del progressivo distacco di molte nazioni europee dal sostegno militare a Kiev, la rinuncia della Bulgaria (dopo Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) a fornire armi all’Ucraina, e la debolezza dei governi delle ‘potenze europee’ ingigantita ieri a Londra dalle dimissioni del primo ministro, anche a causa dei fondi pubblici stornati all’Ucraina e a una campagna di riarmo molto costosa con risultati fallimentari.
I droni ucraini sulla Russia
E certo che le incursioni di droni ucraini hanno colpito infrastrutture militari in diverse regioni della Russia. Danni di che portata, oltre alle ferite all’orgoglio? Secondo valutazioni militari occidentali oneste, poco o niente, salvo diffondere propaganda di governi e istituzione UE sulle scelte strategiche di politica estera e di spese multimiliardarie. Il 21 giugno il Financial Times spiegava che i progressi tecnologici dell’Ucraina hanno messo le forze russe in una posizione di svantaggio. L’efficacia dei droni, disagi con la chiusura di aeroporti, danni alle infrastrutture, rischi a cui sono esposte le popolazioni russe in particolare in Crimea sono fuori discussione. Manca una valutazione del Financial Times sui dromi e missili russi su una nazione ormai priva di difese aeree adeguate.
Qualche piccola verità oltre la propaganda?
Nella foga di diffondere propaganda, la parti continuano a contraddirsi. Con aspetti persino caricaturali. Quelli che dipingono i russi come sbandati privi di armi e munizioni e che subiscono perdite altissime ma poi affermano che invaderanno presto l’Europa. E gli indiscutibili successi di qualche drone ucraino in profondità in territorio russo vengono illustrati come un sintomo di collasso della Russia ma il 21 ha pianto la durezza della risposta russa. Zelensky ha ammesso che una decina di regioni ucraine è finita lo stesso giorno sotto un diluvio di fuoco. Il New York Times spiegava giorni fa che in tre anni la Russia ha aumentato di 12 volte il numero di attacchi con missili balistici contro l’Ucraina. E Rutte-Nato, denunciava «che i russi producono in tre mesi più armi e munizioni di quante ne produca l’intero Occidente (USA, Europa, Giappone e Australia) in un anno».
Altri venti miliardi per bruciare la Russia
- Sembra di capire che il massaggio decisamente discutibile che sta circolando ad occidente è che l’Ucraina è in grado di vincere o comunque di continuare a opporsi a Mosca e vale quindi la pena continuare a sostenerla con soldi e armi. E il 12 giugno l’Ucraina chiede ai partner occidentali altri 20 miliardi di dollari in aiuti militari e finanziari. «Tutti vedono che la Russia sta bruciando e noi vogliamo che bruci ancora di più, ma abbiamo bisogno di finanziamenti per farlo». Un contributo compreso tra 2 e 6 miliardi di dollari ciascuno. Una guerra vittoriosa per incassare altri miliardi. Strategia della comunicazione politico militare legittima. Da discutere invece l’approccio Nato e Ue totalmente privo di analisi critica dovuta.

