29/10/2026
da il Manifesto
Italia/Palestina Non si attenuano le segnalazioni di spedizioni di armi verso Tel Aviv, l'ultima alla vigilia dello sciopero del 30 ottobre
Materiale a scopo militare continua a transitare dal nostro paese verso Tel Aviv e non solo attraverso i porti. Stavolta l’allerta, sollevata da Bds Italia e dal Bnc (il Comitato nazionale palestinese a guida del Bds), riguarderebbe l’aeroporto di Milano Malpensa.
Secondo quanto denunciato dagli attivisti, dall’aeroporto milanese sarebbe in partenza domani un carico proveniente da Lonate Pozzolo, sede dell’hub logistico aeronautico di Leonardo Spa, che tramite la Amex Ltd – azienda privata attiva nel settore delle spedizioni – avrebbe come destinazione finale la Elbit Systems Cyclone, controllata interamente da Elbit Systems Ltd, principale industria bellica israeliana, specializzata in montaggio e produzione di componenti aerospaziali e, come riporta il sito ufficiale della Elbit, «centro di eccellenza nella produzione e nell’assemblaggio di componenti per strutture aeronautiche destinate all’aviazione militare».
IL CARICO, che nel sito di tracciamento della compagnia di volo è contrassegnato con la dicitura «articoli pericolosi» (dangerous goods) riporta il trasporto di 105 kg di «merci», che dovrebbero partire alle 11.20 dall’Italia e arrivare all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv alle 19.20 di sabato, previo scalo a Francoforte, viaggiando su due tratte di linea operate dalla compagnia Lufthansa. Avrà quindi passeggeri civili a bordo.
Secondo la segnalazione del Bds, da Lonate Pozzolo negli ultimi 12 mesi sono partite 384 spedizioni dirette a Tel Aviv, per la maggior parte attraverso la compagnia di bandiera israeliana El Al e in quantità ridotta tramite la Challenge Airlines e la tedesca Lufthansa. Alcuni carichi sono chiaramente classificati come «parti di aerei militari».
Le centinaia di ulteriori recenti spedizioni scoperte in occasione di questa allerta, provenienti dallo stesso hub logistico di Lonate Pozzolo e destinate a Elbit, hanno fatto ipotizzare al gruppo che la partenza prevista domani non sia un caso isolato, ma «l’ennesimo anello di una catena di approvvigionamento strutturata e sistematica, che utilizza Malpensa come snodo logistico per rifornire l’industria bellica israeliana – scrive Bds – Sebbene non si disponga di informazioni complete sul contenuto dei colli, la reiterazione di partenze dallo stesso bacino logistico e con le stesse modalità operative indica la presenza di una filiera organizzata e ricorrente di componentistica strutturale di velivoli».
LA CENTRALITÀ dell’aeroporto di Malpensa come «hub» del traffico di armamenti nel nostro paese era già stata evidenziata dal dossier Made in Italy per l’industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche per Israele realizzato da People’s Embargo for Palestine, Giovani Palestinesi d’Italia, Palestinian Youth Movement e The Weapon Watch in collaborazione con il European Legal Support Center, pubblicato a marzo.
«Dall’ottobre 2023, Malpensa ha funzionato come punto di esportazione per parti aerospaziali, componenti idraulici ed elettrici, polveri metalliche infiammabili, adesivi chimici e forniture relative ad armi e munizioni. Queste spedizioni provenivano da aziende quali Glenair, Secondo Mona, ELT Group e Leonardo S.p.A., ed erano destinate principalmente a Elbit Systems e alle sue controllate», si legge nella ricerca.
«È un altro scorcio che si apre su qualcosa che finora era stato ignorato, sebbene nel rapporto dei Giovani Palestinesi fosse molto chiaro il ruolo di Malpensa e che ci mostra come le forniture in partenza dal nostro paese continuino a rappresentare un sostegno fattivo all’industria di guerra di Israele», ha detto al manifesto Carlo Tombola, presidente dell’Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei di Weapon Watch, commentando la spedizione.
DIVERSE VOCI hanno già sollevato come questo tipo di segnalazioni portino a galla la poca chiarezza con cui il governo italiano sembra gestire il traffico di armi verso Israele, nonostante il blocco delle nuove licenze di export sancito il 7 ottobre 2023.
La segnalazione dell’aeroporto Malpensa, la cui gestione, della Società Esercizi Aeroportuali SEA Spa, vede come socio di maggioranza il Comune di Milano, seguito da 2i Aeroporti Spa e altri investitori ed enti pubblici, risulta ancora più stridente alla vigilia dello sciopero internazionale del 30 ottobre, ora allargato a tutte le categorie, ma partito dai lavoratori portuali di oltre un centinaio di paesi proprio per rivendicare la necessità di sottrarre la forza lavoro alla logistica di guerra.

