08/03/2026
da Remocontro
Con il Medio Oriente in fiamme cresce un’altra guerra in Asia. Una guerra lampo tra Afghanistan e Pakistan che nasce da una contesa secolare di confini e di attrito tra culture e popoli geograficamente vicini. Il Pakistan che è stato alla ribalta per la sfida militare di fatto persa con l’India, e l’Afghanistan dell’umiliazione alla potenza Usa

L’incidenza della guerra in Iran
Il Pakistan è stato tra i pochi Stati a riconoscere l’Emirato Islamico dei Talebani come governo legittimo dell’Afghanistan nel 1996, per poi riconfermarsi un importante alleato dopo il 2001 quando proseguì nascondendo nel Paese la leadership talebana. Con la ritirata USA nel 2021 e il reinsediamento del regime dei Talebani, la tacita speranza che il cambio di regime potesse portare maggiore stabilità sul proprio confine occidentale. Ma il governo di Kabul, è ora accusato da Islamabad di dare supporto a fazioni indipendentiste armate e gruppi terroristici pakistani che si rifugiano nel paese.
L’impatto della guerra Israelo-americana
Con il secondo attacco israelo americano di questi giorni, in Pakistan vi sono state vaste proteste popolari per l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei. A sostenere la manifestazione di piazza come cordoglio alla morte dell’Ayatollah è stata la comunità sciita del Paese, la seconda più estesa al mondo dopo quella iraniana (il dato preciso è incerto, ma si parla di oltre 20 milioni di fedeli su circa 259 milioni di abitanti totali). Immagini di Khamenei e slogan netti: «Chi si schiera con gli USA è un traditore». I cittadini in rivolta si sono riuniti davanti a palazzi governativi e, a Karachi, anche davanti consolato statunitense. Scontri con le forze di polizia e almeno 20 morti in tutto il paese.
Oltre gli scontri di confine
Intanto, Cina, Russia, Turchia e Arabia Saudita, tra gli altri, si sono offerte di mediare il dialogo tra le parti, aprendo canali con entrambe le capitali. Nel frattempo, a fronte dell’aumento degli episodi di violenza in Pakistan e Afghanistan e, soprattutto, del forte inasprimento degli episodi di conflitto, crescono le preoccupazioni delle potenze regionali per quanto riguarda le conseguenze economiche della guerra, soprattutto sul piano delle infrastrutture energetiche e di connettività. Il Pakistan è infatti uno dei principali partner di Pechino nel progetto della Belt and Road Initiative (BRI), essendo coinvolto nel principale corridoio dell’iniziativa, il China-Pakistan Economic Corridor (CPEC).
L’instabilità regionale verso l’Irak
Tra le altre iniziative minacciate dall’instabilità regionale –denuncia Ispi-, ci sono anche: la linea elettrica Central Asia-South Asia; il gasdotto Iran-Pakistan e il gasdotto della Trans-Afghanistan pipeline che dovrebbe collegare Turkmenistan-Afghanistan, Pakistan e India. La guerra in corso riconferma, dunque, che il conflitto tra i due Paesi rappresenta sempre più un tratto strutturale della regione più che una contingenza del periodo post-2021: aspetti strategici fondamentali che sembrerebbe essere sfuggiti ai vanitosi e azzardati promotori dell’attacco all’Iran.
Crisi da una Casa Bianca confusa
Le due crisi in Iran e in Afghanistan potrebbero unirsi e sommarsi sia perché l’Afghanistan e parte del Pakistan sono da moltissimi anni fucina e terreno di scontro del terrorismo internazionale così come alcune zone dello Yemen, sia perché l’oltranzismo anti occidentale, anti americano, unisce paradossalmente i pasdaran sciiti e i taliban sunniti. Mentre più a nord, la Turchia potenza islamica sunnita si prospetta come un nascente rivale geopolitico e strategico oltre che economica di Israele, con l’intera Asia -anche la crisi emergente a Taiwan-, è coinvolta da queste vicende.

