ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

La Polonia contro l’Orso russo non dimentica i nazisti

La Polonia contro l’Orso russo non dimentica i nazisti

Politica estera

07/07/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Territorialmente tra due potenze fortemente armate -Russia-Germania-, Varsavia, litigando con la Storia, renderà pubblico l’intero registro delle forniture militari a Kiev, per dire all’Europa tedesca di Von del Leyen e all’Ucraina dei Bandera ucraini post nazisti, di non esagerare. E lo fa a suo modo, creando imbarazzi su più i fronti.

Il cortocircuito della ’virtuosa’ Polonia

Quella polacca è la lettura della politica ufficiale europea nei confronti di Kiev più critica e quindi meno frequentata dalla ‘grande stampa’ abbondantemente schierata. Con poche eccezioni. Giuseppe Sedia, sul Manifesto, come «l’obiettivo Nato del 5% del Pil destinato alla difesa entro il 2035 appare lontano per quasi tutti i membri dell’Alleanza, ma non per la Polonia invitata con un tono minaccioso due giorni fa dal Cremlino a riflettere sulla propria sicurezza per il sostegno militare offerto a Kiev». Varsavia si presenta al vertice di Ankara in un momento in cui i rapporti con Kiev non sono più idilliaci.

Che accade tra Varsavia e Kiev

Domenica il ministro della Difesa polacco, ha annunciato che la Polonia renderà pubblico l’intero registro delle forniture militari all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa del 2022. La decisione è arrivata dopo che alcuni esponenti dell’opposizione hanno accusato il governo di aver trasferito segretamente a Kiev missili intercettori Pac-3 destinati ai sistemi di difesa aerea Patriot. Il governo non ha confermato alcun trasferimento di Patriot, ma il premier Donald Tusk ha preferito fare chiarezza sulla vicenda. Un’altra questione riguarda lo stallo nei negoziati tra Varsavia e Kiev sullo scambio di forniture militari. 

Vicini di casa e antiche sofferenze

L’accordo prevede che la Polonia ceda all’Ucraina altri vecchi caccia MiG-29 di fabbricazione sovietica in cambio di una fornitura di droni. Varsavia ha interesse a dismettere i MiG-29, poiché le forze armate polacche li stanno progressivamente sostituendo con mezzi più moderni, tra cui F-16, FA-50 e F-35. Kiev, tuttavia, non sembra particolarmente interessata a chiudere il baratto. Ma anche l’Ucraina punta a ottenere caccia più avanzati. Frattura ancora sanabile, «ma qualcosa sembra essersi incrinato nei rapporti tra i due vicini». L’errore di Zelensky e dei ‘patrioti nazisti’.

Soltanto ‘errori casuali’ ucraini?

A maggio, pesanti polemiche non solo bilaterali la decisione del presidente ucraino Zelensky di intitolare un’unità militare all’Esercito Insurrezionale Ucraino (Upa), responsabile dei massacri di Volinia durante la Seconda  guerra mondiale, nei quali furono uccisi migliaia di polacchi. In risposta, il presidente polacco Karol Nawrocki, destra nazionalista, con il quale Tusk è deve coabitare, ha chiesto a Zelensky di rinunciare all’Ordine dell’Aquila Bianca, la più alta onorificenza statale polacca. Una offesa ufficiale non facilmente sanabile. Mentre la Polonia si prepara a destinare alla difesa la cifra record del 4,8% del Pil.

Cosa accade nella Polonia popolare?

«La signora Ewa ha piazzato il suo sgabello a Nowy Swiat, vendendo ventagli e foulard ai turisti. Sto risparmiando per il gasolio in inverno» recita il cartello con cui prova a scuotere dall’indifferenza i passanti. «La mia pensione da 2mila zloty (al cambio 465 euro, ndr) non basterà per le bollette». L’altra Polonia -denuncia Gianluca Carini su Avvenire-, la parte della popolazione che non beneficia dei tassi di crescita del Pil stabilmente oltre il 3% annui contro gli zero virgola. Varsavia oggi è una capitale moderna che inaugura grattacieli in sequenza e il Paese attrae investimenti, pur con grandi differenze tra città e campagna.

Polonia colonna Nato anti Russia

L’esercito polacco è il terzo della Nato con oltre 200mila soldati ma il premier Donald Tusk punta ad arrivare a quota 300mila entro il 2035. La Polonia è già il Paese che spende di più nell’Ue per la difesa rispetto al Pil (il 4,7%) e punta al 5% come chiesto dagli Usa al resto dell’Alleanza atlantica. E si organizzano giornate di addestramento per civili. Dal novembre 2025, quando è stato lanciato il programma, sono 18mila i polacchi che hanno partecipato a un corso base a scelta sulla sicurezza, sul primo soccorso, sulla sopravvivenza oppure sulla difesa dagli attacchi informatici.

Il fronte Est della Nato

Dalla Polonia passa anche il punto più delicato del fronte Est della Nato: il corridoio di Suwalki, dal nome dell’anonima cittadina vicino al confine con la Lituania. «Un lembo di terra di 65 chilometri che separa l’exclave russa Kaliningrad e la Bielorussia: se, in un ipotetico scenario, Mosca ottenesse il controllo sul corridoio, avrebbe un accesso diretto a Kalingrad, passando dall’alleato Minsk. E al contempo taglierebbe i collegamenti terrestri tra i Baltici e l’Unione Europea». Ma questo solo le nuove letture dei catastrofisti per convenienza, a cui per anni, la Nato non vi aveva dato peso.

I legami più stretti con Kiev

Varsavia ha fatto la sua parte nell’accoglienza degli immigrati ucraini (e solo di questi). In Polonia i cittadini stranieri occupati erano 1,14 milioni a fine 2025, in crescita sull’anno. Di questi, 771.800 (ossia il 67,6%) sono ucraini: parliamo del 5% della forza lavoro polacca. Sotto la patina però i rapporti tra Varsavia e Kiev sono più complicati, come dimostra il caso delle onorificenze, esploso un paio di settimane fa, quando il presidente nazionalista polacco Karol Nawrocki ha revocato l’onorificenza dell’Ordine dell’Aquila Bianca a Volodymyr Zelensky. Negli ultimi giorni, i giornali polacchi, con toni diversi, hanno continuato a dare parecchio peso alla vicenda.

«Il pantheon dei criminali» e «Fort Trump»

  • Titolo feroce del giornale di destra Nasz Dziennik. E non deve sorprendere che a sostenere la questione sia stato Nawrocki: l’attuale presidente, sostenuto dal partito di destra Pis (quello che ha governato prima di Tusk), in precedenza aveva guidato l’Istituto della memoria nazionale. Nawrocki, parla con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, provando a garantirsi gli aiuti militari e a scongiurare un possibile disimpegno americano. 

       ‘Fort Trump’

  • Si chiamerà Fort Trump’ la prossima base militare degli Usa nel Paese. Mentre l’ex presidente del Consiglio europeo Tusk rassicura invece l’Ue che, grata, ha chiuso nel 2024 la procedura di infrazione aperta nel 2017 per possibili violazioni dello stato di diritto. ‘Base Von der Leyen?’. Polonia bifronte che prova a mettere insieme tutto.

share