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La protesta degli studenti dilaga anche in Belgio

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Politica estera

08/10/2026

da Pagine esteri

Redazione

Cortei e scontri soprattutto nella regione francofona dove gli studenti protestano contro i tagli e l’aumento dei costi

Dalla Francia la protesta degli studenti si è estesa negli ultimi giorni al vicino Belgio. Per ora i numeri non sono altissimi, ma la protesta sta crescendo sia in termini di partecipazione che di determinazione.

Le manifestazioni sono iniziate giovedì scorso, quando davanti a numerose scuole del paese, soprattutto della regione francofona, si sono tenuti dei sit in contro i tagli all’istruzione. Nelle giornate seguenti sono scesi in piazza alcune migliaia di studenti, anche universitari, e si sono registrati i primi scontri con la polizia.

Gli studenti chiedono maggiori stanziamenti a sostegno dell’istruzione pubblica, denunciano l’importo eccessivo delle tasse scolastiche, le carenze infrastrutturali e i rincari degli abbonamenti agli autobus. Nella regione francofona – il cui governo ha deciso un taglio di 300 milioni di euro al bilancio dell’istruzione superiore – protestano anche gli insegnanti, in particolare contro un aumento di due ore dell’orario di lavoro senza che sia previsto un adeguamento dei salari.

Manifestazioni studentesche si erano già tenute a giugno, anche in questo caso nella regione francofona della Vallonia, quando soprattutto gli studenti universitari avevano protestato contro una riforma che, tra le altre cose, prevedeva l’aumento delle rette universitarie da 835 a 1.194 euro.

Manifestazioni si sono tenute anche a Bruxelles ed in altre città della Vallonia come Mons e Charleroi, ma finora l’epicentro della protesta è stata la città di Liegi, dove martedì si sono registrati gli scontri più intensi. A margine del corteo, alcuni giovani hanno incendiato cassonetti e pensiline dei bus e lanciato fuochi d’artificio contro gli agenti in tenuta antisommossa che hanno reagito con idranti e lacrimogeni.

Manifestazione e scontri si sono ripetuti anche ieri. Dall’inizio della protesta, secondo la polizia, nella città francofona sono state arrestate 107 persone. A questi vanno aggiunti altri fermi effettuati in altre città.
Le autorità di Liegi hanno risposto alle mobilitazioni con il pugno di ferro: il sindaco Willy Demeyer ha deciso infatti di vietare gli assembramenti di oltre tre persone in tutta la città, a partire da questa mattina alle 6:00.

Gli studenti esponevano cartelli con slogan come “È un disastro, stiamo lottando per un diritto! Non per un privilegio!” e “Ho scelto l’istruzione, non gli Hunger Games!”. Alcuni studenti hanno raccontato ai media di essere in contatto con i loro colleghi francesi. «Ci sosteniamo a vicenda perché affrontiamo praticamente gli stessi problemi», ha detto ad esempio Alfred, uno studente di 19 anni, parlando con l’agenzia Reuters. Amelia Di Salve, anche lei diciannovenne e studentessa di scienze per diventare insegnante, ha affermato che il movimento studentesco belga è iniziato all’inizio di quest’anno e si è riacceso dopo che gli studenti hanno assistito alle manifestazioni in Francia. «Quando abbiamo visto che senza proteste non cambiava nulla, abbiamo deciso di iniziare noi… La Francia ci ha influenzato», ha raccontato la studentessa. 

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