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La ‘Pulizia etnica’ di Gaza applicata in Libano

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Politica estera

16/03/2026

da Remocontro

Remocontro

Target soccorritori: dodici operatori sanitari uccisi nel secondo attacco israeliano in poche ore contro strutture mediche. Ventisei morti dal 2 marzo. Nella foto di copertina, il presidio medico colpito da un raid aereo israeliano vicino a Sidone. Sotto Beirut colpita 

Bersagli disumani e non per caso

Dodici, tra personale medico e paramedico, i morti di Burj Qalaouiyah nel distretto di Bint Jbeil. Israele ha mirato e colpito il centro medico nel quale erano in servizio l’altro ieri. Dall’inizio di questa nuova fase della guerra in Libano, l’esercito israeliano ha ucciso già 26 operatori del settore sanitario in Libano secondo i dati del ministero della Salute e ne ha feriti 51. In un comunicato diramato ieri, il ministero ha denunciato la pratica di «prendere di mira ambulanze e squadre di soccorso mentre sono in servizio». Una pratica non certamente nuova, quella di uccidere i soccorritori. Dal’8 ottobre 2023, quando la guerra in Libano è iniziata, al 27 novembre 2024, quando Israele ha firmato una tregua che ha violato oltre 10mila volte con Hezbollah, sono stati oltre 200 i soccorritori in servizio uccisi.

‘Dottrina’ Gaza

Come a Gaza dove l’esercito israeliano ha distrutto il 95% dei centri medici e degli ospedali e ha ucciso circa 1700 tra medici e operatori- applicata in Libano. I due anni di assedio della Striscia hanno infatti sdoganato ogni sorta di crimine contro l’umanità e lo hanno fatto sotto gli occhi del mondo intero. In Libano da subito  sono in aumento gli attacchi alle strutture civili. Due professori dell’università libanese, l’unica pubblica in Libano, sono stati uccisi giovedì scorso nei pressi del campus a Hadath. E ieri un altro ponte sul fiume Litani, il ponte Zrarieh, è stato distrutto dall’esercito israeliano. Intanto continuano i bombardamenti su Beirut. Da giorni non è solo la Dahieh – l’area di Beirut sud in cui Hezbollah ha finora avuto i centri di comando nella capitale – ad essere sotto tiro.

Escalation senza freni

I bombardamenti si sono estesi dai quartieri meridionali della capitale a zone molto più centrali come quelle di Bachoura, Aisha Bakkar, Zuqaq el-Blat o Rauche, letteralmente nel cuore della capitale libanese. A Nabaa, uno dei quartieri più poveri nel nord della capitale, uccise quattro persone. Bombardamenti israeliani anche sul sud, soprattutto nella zona di Tiro, Bint Jbeil e Marjayouneh, e sull’est del paese, nella valle della Beka’a. Hezbollah ha rivendicato lanci di razzi sul nord di Israele, nella zona di Haifa. Continuano anche i combattimenti sul terreno, dopo che Israele ha optato per un’invasione di terra.

Il vero numero dei morti

Il numero dei morti dal 2 marzo a ieri è salito a 826, la maggior parte civili, secondo il ministero della salute libanese, e quello dei feriti ha superato i 2mila. Oltre 100 i bambini uccisi dall’esercito israeliano. Lo stato e le ong locali e internazionali sentono fortissima la pressione dell’emergenza sfollati. I numeri ufficiali dicono  di oltre 800mila persone che hanno dovuto abbandonare abitazioni e luoghi di residenza e che hanno ricevuto assistenza nei centri di accoglienza. Un quinto del paese, si stima, oltre un milione di persone, è vittima diretta dell’emergenza sfollati.

  • Tel-Aviv ha infatti ordinato lo sgombero forzato di circa il 14% del Paese: la zona della Dahieh (che da sola accoglie tra le 500 e le 700mila persone) e tutto il sud del Libano, non più dal fiume Litani, ma dal fiume Zohran, molto più a nord, a 40 km dal confine.

Prima abbandonati e poi bombardati

Con i forti tagli agli aiuti umanitari applica da Trump il primo giorno del suo insediamento, il 20 gennaio 2025, i fondi per arginare la crisi sono molto meno e ciò rappresenta un fattore di rischio elevatissimo per un’ulteriore destabilizzazione del paese. La proposta di colloqui diretti con Israele del presidente libanese Joseph Aoun è rimasta inascoltata. Il presidente francese Emmanuel Macron, che si sta spendendo molto, con scarsi risultati, ha abbozzato un accordo di non belligeranza tra i due paesi ma…

  • Nei giorni scorsi l’ineffabile ministro della difesa Katz ha espresso le intenzioni di Israele, che vanno in tutt’altra direzione: l’ordine di estendere ed espandere le operazioni in Libano è già stato dato.
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