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La sfida tra Meloni e Santanchè rischia di finire in Parlamento. La ministra non si dimette e tra una settimana si voterà la mozione di sfiducia

La sfida tra Meloni e Santanchè rischia di finire in Parlamento. La ministra non si dimette e tra una settimana si voterà la mozione di sfiducia

Politica italiana

25/03/2026

da La Notizia

Stefano Rizzuti

Santanchè resiste e la sfida con Meloni rischia di finire in Parlamento: calendarizzata la sfiducia

Il rischio è che la resa dei conti si consumi in Parlamento. Un rischio non di poco conto per Giorgia Meloni, che vorrebbe evitare di arrivare al voto della mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Che, per ora, ignora la richiesta della presidente del Consiglio e tira dritto.

La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, intanto, è stata calendarizzata dalla capigruppo di Montecitorio. La discussione generale inizierà lunedì 30 marzo e il voto sulla sfiducia a Santanchè è atteso per mercoledì. Sempre che la ministra non decida di fare un passo indietro prima ed evitare la resa dei conti in Aula.

Le teste di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi non bastano quindi a Meloni, che vuole chiudere questa fase per rilanciare l’azione del governo in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Santanchè però resiste anche dopo la nota pubblica della presidente del Consiglio. La ministra assicura che resterà al suo posto, sostenendo che il suo caso è diverso. E il suo staff smentisce che lei starebbe per annunciare le dimissioni, come riportato da alcune indiscrezioni.

Sfiducia a Santanchè, il rischio che la sfida si sposti in Parlamento

Lo scenario peggiore, per il governo, è che la questione approdi in Parlamento, con una strenua resistenza di Santanchè. Non è un caso che il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, auspichi che la questione si risolva prima: “Penso non sarà necessaria”, dice riferendosi alla mozione di sfiducia.

Santanchè sembra con le spalle al muro. Anche per Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera ed esponente di Fdi, la ministra dovrebbe dimettersi: “Chi fa parte di una squadra di governo dovrebbe apprezzare le circostanze e rimettere il proprio mandato. Se questo è ciò che viene richiesto dal presidente del Consiglio, mi pare scontato che debba finire così”.

E dà per scontate le dimissioni il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli: “Non so i tempi e i modi”, dice davanti a Montecitorio, ma “credo, do per scontato” che ci sarà presto il passo indietro della ministra del Turismo.

Lo scontro in Aula

In mattinata alta tensione alla Camera proprio sul post referendum, ma non solo sulla questione Santanchè. Il capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami, si è rivolto alle opposizioni andando all’attacco: “Non accettiamo lezioni da chi fiancheggia, chi prende a martellate i poliziotti” o “da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito”. Parole che hanno scatenato le proteste delle opposizioni e la bagarre in Aula.

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