04/08/2026
da Il manifesto
Fratelli d'Europa Il ministro degli esteri Albares: «Noi più bravi a fermare l’immigrazione illegale»

In attesa della riunione di stamattina dei ministri degli interni della Ue, il governo spagnolo ieri è passato al contrattacco. Strategicamente, non per bocca del presidente del governo – che aveva già scritto alla presidente Ursula von der Leyen una lettera eloquente ma contenuta nei toni – bensì per quella del ministro degli esteri, José Manuel Albares.
In una lunga intervista a Rtve (l’equivalente della Rai spagnola) ha attaccato duramente l’Italia e il governo Meloni: «Ci sono stati paesi, stati e governi che non sono stati all’altezza. Il governo italiano è uno di questi», ha affermato il ministro, rivendicando, come già aveva fatto Sánchez nella lettera aperta e sui social, che per la Spagna passa «il cammino europeo con il minor numero di arrivi irregolari» di migranti.
MENTRE L’ITALIA, ha detto visibilmente irritato, in alcune occasioni è stata «assolutamente sommersa da migranti irregolari», con «ripetute crisi» sull’isola di Lampedusa, «che non è in grado di risolvere», aggiungendo beffardo che «all’Italia piacerebbe essere brava come noi a risolvere questa crisi». Da parte sua, invece, ha ricordato il capo della diplomazia spagnola, la Spagna «è sempre stata solidale, sia politicamente che nella pratica. Questo è ciò che chiediamo ai nostri partner europei».
Ha anche insistito molto sul fatto che Ceuta e Melilla, le due enclavi spagnole in Marocco, sono la frontiera meridionale di tutta l’Europa, nonché l’unica frontiera terrestre con l’Africa. Albares ha poi definito un «fatto inusuale» l’intensa attività in rete che ha preceduto l’entrata massiccia delle 50 mila persone, caratterizzata da «disinformazione» sull’integrità dell’area Schengen «fomentata anche da alcuni governi», ha detto. «Constato anche che l’internazionale reazionaria» ha reagito «in maniera coordinata e molto rapida. Dovremo indagare su quello che è successo», ha concluso.
IL MINISTRO DEGLI ESTERI ha evitato esplicitamente di attaccare il Marocco, di cui ha invece lodato la collaborazione, mentre la sua collega Elma Sanz, portavoce del governo, ha assicurato che l’esecutivo non aveva ricevuto alcun rapporto dai servizi segreti che allertasse di questa possibile crisi migratoria, smentendo così le voci di vari avvisi che sarebbero stati mandati dai servizi. Il Pp si è attaccato proprio a queste voci per accusare il governo di non aver saputo prevedere la crisi, nonostante il presidente dell’altra enclave, Melilla, Juan José Imbroda, sempre del Pp, avesse affermato, senza fornire prove, che il Centro nazionale di intelligenza «aveva annunciato» cosa sarebbe successo a Ceuta «e nessuno li ha ascoltati».
Secondo i popolari il «principale responsabile» di quella che non esitano a definire «grande invasione» subita dalla città autonoma sarebbe proprio il premier, che il portavoce del Pp, Miguel Tellado, accusa di aver dato «una risposta pusillanime, tardiva e complessata».
Anche l’estrema destra ha cavalcato la crisi: domenica il leader di Vox era a Ceuta dove ha accusato sia il Marocco, sia Sánchez, che ha tacciato come «subalterno al paese africano». Chi invece non è riuscito ad arringare gli abitanti di Ceuta sono stati il leader del partitino di estrema destra “Se acabó la fiesta”, Alvise Pérez, come neppure il partito neonazi Nucleo Nacional, che sono stati cacciati al grido di «Ceuta unita e non divisa».
IL TEMA DEI SERVIZI è comunque delicato: la ministra della difesa Margarida Robles, da cui dipendono proprio i servizi ma che ha evitato di entrare in polemica su questo tema, si è dissociata dal resto del governo sul ruolo del Marocco (di cui il resto del governo ha lodato la collaborazione), e ha chiesto al paese vicino di indagare sull’accaduto per scoprire cosa sia successo durante quegli spostamenti al confine. «Né la Spagna né il Marocco possono voltare lo sguardo dall’altra parte di fronte a questa tragedia umana. È inaccettabile che dei minori vengano usati e gettati nel vuoto a causa di azioni compiute sui social media. Chiunque sia dietro a tutto questo, o chiunque vi abbia acconsentito o tollerato, dovrà risponderne». Robles ha poi ribadito, a scanso di equivoci, che «devono tutti avere chiaro che la sovranità spagnola di Ceuta e Melilla non si tocca».
INTANTO L’AUDIENCIA Nacional ha aperto un’indagine preliminare sull’attraversamento del confine e ha richiesto al Commissariato Generale per l’Immigrazione e le Frontiere della Polizia Nazionale di redigere una relazione per stabilire se si sia trattato di «un’azione coordinata o diretta da un’organizzazione o gruppo criminale».

