ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

L’arma dannata che non vince guerre ma impedisce la pace

L’arma dannata che non vince guerre ma impedisce la pace

Politica estera

05/06/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

I minacciosi droni russi o ucraini -a seconda della convenienza- sui cieli grigi dell’Europa minacciata. Sempre e solo se serve a qualcuno. Valutazioni sui dati di fatto noti. «UE e NATO stanno usando i droni (russi e ucraini) per abbattere il dialogo con la Russia», l’accusa argomentata di Analisi Difesa. Droni mai identificati, né fotografati o abbattuti, segnalati per molte settimane sui cieli del Nord Europa, dall’Inghilterra alla Scandinavia passando per Belgio, Olanda e Germania. In Polonia un improbabile atterraggio sul tetto di una conigliera.

Il micidiale ‘drone politico’ in casa Ue

La nuova minaccia dopo che il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, ha aperto a inizio maggio a negoziati diretti con la Russia. L’immancabile Alto Commissario per la Politica Estera e di Sicurezza, Kaja Kallas, ha liquidato la questione dichiarando che la UE non può guidare negoziati con la Russia perché è schierata con l’Ucraina. Confusa tra mediare e negoziare. E i droni si sono rivelati ancora una volta l’arma decisiva, non per vincere la guerra ma per scongiurare la pace, o almeno i tentativi di dialogo. Ve ne abbiamo parlato soltanto ieri (https://www.remocontro.it/2026/06/04/leuropa-baltica-al-comando-senza-dircelo/).

La tragicommedia baltica

Allarmismi bugiardi dai vertici della UE in Lituania baltici) contro le “minacce ibride russe” rappresentate da una fitta presenza di droni sul loro spazio aereo… che però sono ucraini. Kiev si è persino scusata attribuendo la colpa alle contromisure elettroniche russe che li devierebbero sui cieli baltici. Agli allarmisti va meglio in Romania, a due passi dal confine ucraino, dove il drone fuori rotta era realmente russo. L’Alleanza prontamente armata ha assicurato che trasferirà ‘assetti di difesa aerea in Romania’ fino a quando il Paese non modernizzerà i suoi sistemi nazionali, utilizzando anche i fondi del programma SAFE dell’Ue. E l’Ucraina si è detta pronta a difendere la Romania “in qualsiasi modo sia necessario”. Bene, drone politrico di successo.

Polonia rincara la dose e Italia segue

Il premier polacco Donald Tusk ha scritto: «Polonia, Stati baltici, ora la Romania. Sempre più provocazioni russe». Ma esiste anche l’Italia a Beruxelles. Per il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, «quello che è accaduto in Romania è un campanello di allarme che conferma quanto sia fondamentale la strategia sull’Ucraina». L’Italia sta per inviare aerei da combattimento in Romania per supportarne la difesa aerea. Per il ministro della Difesa Crosetto, quel drone fuori rotta «rappresenta una pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata. Per il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, «un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno» mentre per l’estero Tajani, «serve un chiaro segnale alla Russia di un’Europa unita che non accetta provocazioni».

Orgoglio italico ed Europa d’assalto

In quasi tutta Europa le reazioni sono state di questo tenore, con la tedesca Ursula Von der Leyen a dirigere l’orchestra continaqntale. Il Cremlino ha respinto le accuse. «Potrebbe trattarsi di un velivolo senza pilota ucraino, deviato dalla sua traiettoria a causa delle difese elettroniche o da una carenza nei dati”, ha detto Vladimir Putin, ricordando che già in passato la Russia era stata accusata per “droni ucraini” che avevano oltrepassato i confini della NATO». Sempre a Mosca il presidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale, con vizio delle dichiarazioni roboanti, fa il gioco degli avversari: «Sono finiti i vostri sonni tranquilli. L’Ue è entrata unilateralmente in guerra con la Russia, chiedete conto ai vostri leader». Una gara di lucidità politica con Katja Kallas.

I fatti noti e verificati

Al netto della propaganda dei contendenti, quello di Galati è un classico incidente provocato da uno sconfinamento accidentale dovuto alla difesa aerea, a un guasto del velivolo o a errore di programmazione della rotta. Proprio le autorità rumene hanno fornito versioni più tranquillizzanti che escluderebbero la “provocazione russa”. Ministero Difesa di Bucarest: «Attacchi russi con droni contro obiettivi in Ucraina, vicino al confine fluviale con la Romania. Uno di questi droni è penetrato nello spazio aereo romeno, è stato seguito dal radar fino alla parte meridionale della città di Galati, poi si è schiantato sul tetto di un edificio residenziale, provocando un incendio al momento dell’impatto». Il capo di stato maggiore della difesa rumena, il generale Gheorghiță Vlad, ha riferito in ambito NATO l’accaduto sottolineando che la Romania non era il bersaglio previsto dell’attacco. Ma allora mezza Europa e tre quarti di Nato ci stanno prendendo per il.. naso?

share