15/09/2026
da La Notizia
Legge elettorale, la maggioranza tira dritto: la riforma passa al Senato tra le proteste. Ora servirà una terza lettura alla Camera
Senza colpi di scena, l’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio.
Poco prima dell’approvazione, in Senato ci sono stati attimi di tensione, con le opposizioni che hanno sventolato cartellini gialli e rossi all’indirizzo della maggioranza. Poi, gli stessi parlamentari hanno alzato cartelli contro la nuova norma, sui quali si leggeva: “No alla legge truffa”.
La nuova legge elettorale, ecco le novità
Se verrà approvato in terza lettura alla Camera, il testo introdurrà un sistema “misto”, cioè proporzionale con premio di maggioranza, nel quale è previsto l’obbligo di indicare il candidato premier. Sono previsti anche i capilista bloccati che, per giorni, hanno alimentato il confronto tra maggioranza e opposizione.
Il premio di maggioranza, secondo la norma, sarà fisso, cioè consisterà in un numero predeterminato di seggi: 70 alla Camera e 35 al Senato. Verrà assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna delle due Camere. In assenza di tali presupposti, anche in una sola Camera, il premio non verrà assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi previsti dal premio saranno ripartiti in maniera proporzionale.
La nuova legge elettorale prevede anche un tetto ai seggi. I seggi ottenuti grazie al premio di maggioranza, infatti, si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale, ma la legge stabilisce un tetto massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti vengono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale.
Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero: 8 deputati e 4 senatori.
Ecco le altre novità approvate dal Senato
Tra le tante novità spicca l’abolizione dell’alternanza di genere per i capilista, prevista dal Rosatellum, ossia dalla legge elettorale attuale. Come spiega Askanews, è prevista solo un’alternanza formale: i candidati, compreso il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere. Ma, non essendo le liste bloccate, si tratta di un ritocco che non garantisce quote di genere, perché l’elezione avviene comunque in ordine di preferenze ottenute.
Per quanto riguarda lo sbarramento, la soglia resta al 10 per cento per le coalizioni di liste e al 3 per cento per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

