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Legge elettorale, Rifondazione Comunista scrive al Presidente della Repubblica

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Politica italiana

17/09/2026

Rifondazione

Maurizio Acerbo, segretario nazionale, Gianluca Schiavon, responsabile istituzioni e Raffaele Tecce, responsabile ufficio elettorale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Dopo il presidio di lunedì scorso davanti al Senato prosegue la mobilitazione di Rifondazione Comunista contro il Melonellum e in particolare contro la norma liberticida sulla raccolta firme che impedirebbe a partiti e movimenti oggi fuori dal parlamento di partecipare alle elezioni politiche.

Questa mattina abbiamo inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quale custode supremo delle garanzie costituzionali e democratiche del Paese. Abbiamo ritenuto doveroso segnalare al Presidente i profili di palese e immediata incostituzionalità contenuti nel disegno di legge elettorale approvato con modificazioni dal Senato il 15 settembre. La nostra istanza si concentra in modo specifico sulla norma che dispone l’innalzamento dei minimi di sottoscrizioni per la presentazione delle liste elettorali da 1.500 – 2000 a 6.000 – 7.000 firme per singolo collegio plurinominale per tutti i soggetti politici privi di rappresentanza parlamentare.

Abbiamo evidenziato come tale disposizione rechi una gravissima e asimmetrica violazione degli articoli 3 e 51 della Costituzione, impone un carico burocratico sproporzionato (calcolabile in circa 450.000 firme complessive tra Camera e Senato) unicamente ai partiti non presenti in parlamento, istituendo una discriminazione ingiustificata. Si configura un’anomalia sul piano internazionale e storico perchè si configura una barriera mai registrata nella storia della Repubblica Italiana o nei sistemi elettorali delle principali democrazie occidentali europee (Francia, Germania, Spagna). Siamo certi che il Capo dello Stato valuterà con attenzione le questioni di rilevanza costituzionale che abbiamo posto.

Di fronte a una maggioranza così arrogante che ha confezionato una legge che configura complessivamente un golpe elettorale invitiamo tutte le soggettività politiche, sociali e culturali democratiche e antifasciste alla mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica. Assume particolare rilevanza la presentazione dei ricorsi a cui stanno lavorando autorevoli giuristi che comprenderanno tra i vari punti anche quello dell’abnorme numero di firme che viene chiesto alle sole liste di formazioni esterne al Parlamento.

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