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L’Europa litiga sul bilancio ma è crisi Von der Leyen

L’Europa litiga sul bilancio ma è crisi Von der Leyen

Politica estera 

23/09/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, proposto dalla Commissione per quasi 2.000 miliardi. Altri guai per l’Italia mentre Roma è alle prese con la procedura per deficit eccessivo. Mentre la Germania bastonata dagli elettori, ora chiede tagli per centinaia di miliardi alla concittadina Ursula, bersaglio di molti tra i 27.

Unione europea in tedesco

A guidare il fronte dei frugali è oggi la Germania di Merz. L’Italia si trova invece nel gruppo degli «amici della Coesione», insieme ad altri 15 Stati che chiedono di proteggere i fondi destinati agli enti locali e per gli agricoltori, importante bacino elettorale dei partiti di governo. Se saranno necessari tagli, «colpire le voci che nella proposta della Commissione sono cresciute maggiormente». E qui si svela il fronte occulto dello scontro in casa Ue. I nemici di chi e di cosa? Competitività, innovazione, allargamento Ue, Ucraina e riarmo? Nuove entrate o tagli. Nel mirino finisce l’azione esterna dell’Ue, che finanzia tra l’altro sviluppo e aiuti esterni.

Un bene prezioso dilapidato

  • L’Unione europea è un bene prezioso. Da difendere facendolo funzionale al massimo possibile. Come non sta succedendo da troppo tempo, l’opinione critica sempre più diffusa tra i cittadini elettori e persino tra i governi dei 27 che ora capiscono di rischiare il loro futuro politico. Dai critici più severi, la sintesi più feroce: «Squadra che perde non si cambia», con copertina femminile tedesco-baltica Ursula-Kallas.

Sull’Ucraina Ue a destra di Trump

Detta nel linguaggio universale dello sport, «L’unica squadra al mondo che gioca contro sé stessa, puntando sempre a perdere ogni incontro a vantaggio degli avversari». Ma è «accusa schierata», la contro critica. E allora, sintesi dei fatti. Un attacco alla locomotiva di un treno che trasportava armi per Kiev a ridosso del confine polacco dipinto come il tentativo di uccidere consiglieri europei del governo ucraino che viaggiavano su un altro convoglio. O il drone russo che avrebbe cercato di abbattere l’aereo di Zelensky caduto in realtà a 160 chilometri di distanza, come ammesso da Kiev. Droni tra migliaia e migliaia in volo che se violano un confine sono certamente russi. Tutto contro ogni forma di distensione che possa favorire l’apertura di un dialogo con Mosca.

  • Ursula Von der Leyen, allo ‘Stato dell’Unione’ si interroga se «sia giunto il momento di un Articolo 4 europeo, ovvero un Protocollo di sicurezza d’emergenza. Quando attivato da uno Stato membro, tutti gli Stati membri si riunirebbero per coordinare una risposta europea, per scoraggiare un’ulteriore escalation e per mitigarne l’impatto». Anticipa e quasi sollecita.

‘Consiglio di sicurezza europeo’

Ma per von der Leyen «dobbiamo spingerci ancora oltre. Da tempo discutiamo di un formato incentrato sulla sicurezza del nostro continente, con il coinvolgimento di partner come Canada, Norvegia, Ucraina, Regno Unito e altri. Ciò è ancora più urgente ora, vista la natura e la portata dei rischi», annuncia. Obiettivo, le cosiddette “minacce ibride” per creare un organismo di scurezza che coinvolga tutti gli Stati NATO (esclusi gli Stati Uniti) e l’Ucraina contro la Russa. Un organismo non previsto però da nessun trattato, una sorta di replica su vasta scala della ‘Coalizione de Volenterosi’, che invece di inviare truppe in Ucraina punta a coordinare le difese contro le ‘minacce ibride’ di Putin. Infine l’orgoglio della Presidente della Commissione: «Sta emergendo un’Europa più forte e indipendente che sta consolidando la propria prosperità […] e che è diventata la più grande potenza commerciale del pianeta, trasformando la propria politica industriale pur mantenendo il nostro modello sociale unico». Con la corsa al riarmo.

Europa più forte? Più indipendente?

Noi che comprano sempre più armi statunitensi (e paghiamo anche quelle destinate all’Ucraina), e l’Unione in piena de-industrializzazione evidente nella Germania, la prima chiamata alla resa dei conti elettorali. Dichiarazioni ufficiali a confronto. Putin al recente vertice dei BRICS in India: «la Russia in passato forniva gas all’Europa a un prezzo di circa 150 dollari per 1.000 metri cubi, mentre ora gli europei pagano 1.000 dollari e oltre per la stessa quantità». Dati di fatto. Più indipendenti? Più prosperi? E più sicuri rispetto alla minaccia sempre enfatizzata minaccia dell’Orso russo. Ma è difficile sostenere il riarmo in condizioni energetiche ed economiche precarie. Come è difficile negare che il riarmo in condizioni energetiche ed economiche precarie, la rinuncia all’energia russa, e lo stato di quasi-guerra con Mosca siano le principali cause della de-industrializzazione e della profonda crisi europea, anche militare, denuncia Analisi Difesa

Sostegno all’Ucraina ‘non negoziabile’

L’Europa sarà chiamata a finanziare gran parte della spesa pubblica di Kiev anche il prossimo anno indipendentemente dall’esito della iniziativa negoziale statunitense rilanciata con la visita a Mosca e Kiev degli inviati Witkoff e Kushner. Mentre l’esasperato allarmismo europeo nei confronti della minaccia russa sembra motivato soprattutto a contrastare un negoziato che nel programma presentato dagli Stati Unti indurrebbe Kiev ad accettare cessioni territoriali, neutralità ed elezioni entro tre mesi dall’accordo di pace. Certo una sconfitta per Kiev, ma dal campo di battaglia dopo cinque anni di eroica resistenza. Una sconfitta onorevole, non di una disfatta, in quanto consentirebbe all’Ucraina di sopravvivere alla  guerra, venire ricostruita  per poi in futuro entrare forse nella Ue.

  • Ma la sconfitta di Kiev coinciderebbe con quella della Commissione von der Leyen, dei baltici e scandinavi russofobi e dei governi dei ‘Volenterosi’ che sul braccio di ferro con la Russia –fossero solo bassi interessi economici ed energetici-, hanno dilapidato i consensi elettorali che li avevano portati al governo. Commissione Ue compresa.
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