28/11/2025
da Remocontro
Dall’estate 2026 in Francia il servizio volontario, nulla di solidale o civile, ma «obbligatoriamente militare e per maschi (solo?) di 18-19 anni». E «Solo su suolo nazionale» a rassicurare le famiglie dei volontari. Allenamento alla guerra nel cortile di casa. Per adesso. La Germania per prima. E l’Italia ci pensa sopra.

Francia, assaggio di guerra
Il presidente francese Macron ha annunciato l’istituzione di un servizio nazionale volontario di dieci mesi «puramente militare» a partire dall’estate 2026, e i volontari serviranno «esclusivamente sul territorio nazionale». Ma sarà soltanto un assaggio. «Il nuovo servizio nazionale sarà istituito gradualmente a partire dalla prossima estate», ha affermato il capo dello Stato durante una visita alla 27a Brigata di Fanteria di Montagna a Varces, nell’Isère. «Il nucleo sarà composto da giovani di 18 e 19 anni» e coinvolgerà 3.000 persone (presunte, parlando di volontari) come avvio 2026, prima di raggiungere l’obiettivo di 10.000 nel 2030 e 50.000 all’anno il 2035. Escalation militare verso cosa? Il capo dell’Eliseo ha dichiarato che «l’unico modo per evitare il pericolo è prepararsi piuttosto che alimentare la paura». Pericolo di che, e chi è che ‘alimenta la paura, signor generale? «In questo mondo incerto, dove la forza fa il diritto e la guerra è una realtà presente, la nostra nazione non ha il diritto di temere, farsi prendere dal panico, essere impreparata o divisa». E ecco che la minaccia ventilata ma nascosta è la disonestà finale.
Le Figaro, per restare in casa militare
Secondo un sondaggio Odoxa-Backbone Consulting per Le Figaro (condotto su un campione di 1.005 persone intervistate online), il 61% dei francesi rimpiange l’abolizione del servizio militare obbligatorio e l’88% si dice favorevole al suo ritorno. Manca l’età degli intervistati. E per noi italiani, il dettaglio sull’editore di giornale e sondaggio: Gruppo Dassault, industria chiave francese nel settore aerospaziale e della difesa, conosciuta soprattutto per il suo aereo da caccia Dassault Rafale. Macron vende promesse in cerca di sostegni. «Non essendo servizio obbligatorio, il servizio militare mette tutti d’accordo», ha commentato il presidente della società di sondaggio, mentre la politica sbanda da desta a quasi sinistra. Facendo tutti finta di non cogliere il minaccioso segnale che viene da certe forzature politiche mascherate. Oggi Orteca sulla Germania e in guerra con la Russia da sempre, da non perdere.
Rincorsa tra ‘volonterosi’
Nei giorni scorsi anche la Germania aveva annunciato l’introduzione della leva militare volontaria: visita medica obbligatoria per tutti i maschi di 18 anni e addestramento dei volontari. «Anche noi in Italia dovremmo fare una riflessione» insegue il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Se la visione che noi abbiamo del futuro è una visione nella quale c’è minore sicurezza, una riflessione sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi, va fatta» ha detto il ministro. «Noi abbiamo costruito negli anni scorsi modelli in Italia, in Germania, in Francia, che riducevano il numero dei militari – ha osservato Crosetto – in questa nuova situazione tutte le nazioni europee, mettono in discussione quei modelli che avevamo costruito 10-15 anni fa e tutti stanno pensando di aumentare il numero delle forze armate. Ognuno ha un suo approccio diverso, alcuni hanno addirittura ripristinato la leva. Anche noi in Italia dovremmo porci il tema di una riflessione che in qualche modo archivi le scelte fatte di riduzione dello strumento militare e in qualche modo porti a un suo aumento».
A Crosetto l’annuncio d’assaggio?
- «Ci sono motivi di sicurezza che rendono importante farlo. La mia idea – ha affermato Crosetto – è portare in Parlamento un disegno di legge e farlo discutere dal Parlamento. Le regole in questo settore, nel settore della difesa, devono essere il più condivise possibile e nascere proprio nel luogo di rappresentazione del popolo. Più che un decreto legge, penso a una traccia che il Ministero della difesa porterà in Parlamento perché venga discussa, aumentata e integrata e in qualche modo costruisca uno strumento di difesa per il futuro».

