04/02/2026
da Remocontro
Le gesta dell’ICE hanno scandalizzato il mondo per ferocia inutile e peggio: non solo i due cittadini uccisi, ma anche l’arresto di bambini e tanto altro, così che il paragone tra gli agenti dell’Agenzia anti-immigrazione di Trump e la Gestapo è diventato d’uso comune, ci ricorda Davide Malacaria, su Piccolenote.it

Connor Echols su Responsible Statecraft
- «Nelle ultime settimane, migliaia di agenti federali delle forze dell’ordine hanno invaso Minneapolis. I video mostrano agenti dell’immigrazione che saltano fuori da furgoni senza targhe, affrontano i manifestanti, usano spray al peperoncino, rompono i finestrini per trascinarli fuori dalle auto».
«Why Israeli counterterrorism tactics are showing up in Minnesota Why Israeli counterterrorism tactics are showing up in Minnesota». «[…] Per quanti hanno visto il conflitto israelo-palestinese, queste scene appaiono stranamente familiari. Una somiglianza che potrebbe non essere una coincidenza. Infatti, da due decenni, i funzionari dell’immigrazione degli Stati Uniti hanno uno stretto rapporto con il governo israeliano. Una collaborazione che comprende viaggi di alti funzionari delle forze dell’ordine statunitensi in Israele, formazione congiunta per gli agenti dell’immigrazione e interscambi di tecnologie che hanno messo a disposizione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) sofisticate tecniche di sorveglianza. L’esito è stato un allineamento sempre forte tra le agenzie di sicurezza israeliane e statunitensi».
Alla scuola della violenza israeliana
«L’obiettivo principale di questa collaborazione è quello di prevenire gli atti di terrorismo […]. Tuttavia, dal momento che l’amministrazione Trump ha rimodellato la repressione dell’immigrazione clandestina come una sorta di rinnovata guerra al terrorismo, queste tattiche antiterrorismo sono state applicate a un numero sempre maggiore di persone. Questo cambiamento, che ha suscitato reazioni negative nonostante il grande sostegno dell’opinione pubblica alla lotta all’immigrazione clandestina, sta ora dando agli americani un assaggio di come opera l’esercito israeliano in Cisgiordania, secondo Josh Paul, ex direttore dell’ufficio per il trasferimento di armi del Dipartimento di Stato».
Il terrorismo della guerra al terrorismo
In realtà, l’amministrazione Trump ha solo rafforzato una tendenza già in atto. Create nel 2003 dall’amministrazione Bush, sia l’ICE e che la CPB (Customs and Border Protection, la polizia di frontiera) hanno avuto da subito una connotazione antiterrorismo, dal momento che nacquero sulla scia dell’11 settembre. E ora scopriamo che, negli ultimi vent’anni, «centinaia di alti ufficiali delle forze dell’ordine americane hanno visitato Israele e incontrato funzionari delle forze dell’ordine israeliane grazie all’ausilio di organizzazioni no-profit come l’Anti-Defamation League (ADL) e il Jewish Institute for National Security of America (JINSA)», lobby ebraico-americane molto influenti. Viaggi -attenzione-, di una forza di polizia statale, «finanziati da privati», particolare che suscita non poche perplessità. Una delle tante distorsioni della democrazia americana, sottolinea Malacaria.
‘Profilazione razziale ed etnica’
Il Dipartimento di Sicurezza Interna ha organizzato conferenze con funzionari della sicurezza israeliani, tenuto sessioni di formazione congiunte e persino concesso sovvenzioni ad agenti israeliani per fare ricerche su temi come la ‘lotta all’estremismo violento’. Tra le tecniche ‘raccomandate dai funzionari israeliane’ anche alcune basate sulla ‘profilazione razziale ed etnica’ che hanno portato le tattiche usate per monitorare i palestinesi nel cuore degli States. Un altro aspetto importante della collaborazione tra i due Paesi è lo scambio di tecnologie. «L’ICE, da parte sua, ha acquistato sofisticate tecnologie di hacking telefonico da controverse aziende israeliane come Cellebrite e Paragon . Questi strumenti hanno aiutato l’ICE a costruire quella che i critici chiamano una ‘rete di sorveglianza’, raccogliendo dati su ampie fasce della popolazione americana, compresi i normali cittadini”.
Retromarcia o solo opportunismi elettorali?
- Dopo la follia di Minneapolis, Trump ha avviato un processo di de-escalation, cacciando Greg Bovino, che dirigeva le operazioni, per sostituirlo con lo zar della frontiera Tom Homan, instaurando un contatto telefonico con le autorità statali e cittadine. Ma ciò non vuol dire che certe forzature non si ripeteranno, avverte InsideOver. E lo stupore sconvolgente del parallelo tra ICE e gestapo, che doveva far rabbrividire le autorità israeliane. Stupendo e sconvolgendo due volte quando i bambini palestinesi vengono arrestati non fa eccessivo scalpore. «Già, hanno fatto più notizia due cittadini americani assassinati degli oltre 30mila bambini uccisi a Gaza».

