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L’insediamento di Mamdani, «Il coraggio prevale sulla paura»

L’insediamento di Mamdani, «Il coraggio prevale sulla paura»

Politica estera

02/01/2026

da Il manifesto

Marina Catucci*

Lo straniero Alla cerimonia a City Hall la deputata Ocasio-Cortez e il senatore Bernie Sanders

«Questa è l’inaugurazione di una nuova era, un nuovo inizio per noi newyorchesi che abbiamo scelto il coraggio preferendolo alla paura». Così ha aperto il suo discorso Alexandria Ocasio-Cortez, prima ospite della cerimonia di insediamento di Zohran Mamdani a City Hall, iniziata alle 13.30 ora di New York e conclusasi alle 16 locali, troppo tardi per noi.

Sfidando temperature polari, i newyorchesi si sono messi in fila già dalle 10 del mattino per assistere all’inaugurazione del nuovo sindaco. Ed è tutto, davvero, nuovo di zecca. Quando Ocasio Cortez ricorda i record di Mamdani – primo sindaco musulmano, il più giovane da decenni, primo immigrato dopo un tempo che sembra infinito – gli applausi scrosciano. Per la base del nuovo primo cittadino, questi restano punti  importanti , e non dettagli simbolici.

È STATO IL PRIMO sindaco ad aver giurato sul Corano e non sulla Bibbia e, alla cerimonia, accompagnata dalle note di Here Comes the Sun dei Beatles, arriva la benedizione dell’imam Khalid Latif, che parla di uguaglianza sociale ed economica e della necessità di costruire una città più sostenibile da un punto di vista economico. E non sorprende, visto che tra il pubblico c’è quella che ormai si può definire la scuola socialista di New York: Ocasio-Cortez, il difensore civico Jumaane Williams e il senatore Bernie Sanders.

Gli applausi si rincorrono e, quando Mark Levine, nuovo revisore dei conti, ricorda che i cittadini immigrati verranno protetti «da agenti mascherati non identificabili», ne esplode uno dei più fragorosi.

«Sono arrivato qui dal Senegal come irregolare», racconta lo scrittore Mamadou Ly, ospite speciale della cerimonia, ripercorrendo la sua traiettoria di newyorchese senza documenti, oggi cittadino americano.

«Anch’io sono figlio di immigrati – aggiunge Jumaane Williams – e come newyorchesi veniamo demonizzati perché c’è chi non riesce a credere che possa esistere un luogo così multiculturale, appassionato e compassionevole. Questa pazza idea socialista secondo cui la giustizia economica è possibile può diventare realtà, perché i rivoluzionari non possono permettersi il lusso di essere codardi».

IL GIURAMENTO di Mamdani era già avvenuto a mezzanotte, durante una cerimonia ristretta di forte impatto iconografico e simbolico. A partire dal luogo: sempre City Hall – il palazzo del comune – ma non la sua “parte” emersa, illuminata, istituzionale per definizione, da ieri occupata dal sindaco e la sua squadra. Piuttosto il sottosuolo, sotto la luce artificiale riflessa dai lampadari della vecchia fermata della metropolitana di City Hall, costruita a inizio 900 e dismessa nel 1945. Un luogo simbolico scelto dal sindaco per rappresentare uno dei principali impegni presi con la cittadinanza di New York: trasporti più efficienti e accessibili. La location scelta, ha detto Mamdani, «è una prova dell’importanza del trasporto pubblico, della vitalità, la salute e l’eredità della nostra città». Poi ha chiamato vicino a sé quello che sarà il suo assessore ai trasporti, Michael Flynn, che ha alle spalle un’esperienza decennale nel dipartimento.

La stazione di City Hall, ha aggiunto Mamdani in un comunicato, è «un monumento fisico di una città che osava essere al contempo bellissima e costruire grandi cose che avrebbero trasformato la vita dei lavoratori. Quella ambizione non deve essere un ricordo confinato solo al nostro passato, né deve essere relegata nei tunnel al di sotto di City Hall. Sarà questo lo scopo dell’amministrazione tanto fortunata da servire i newyorkesi dall’edificio sovrastante».

LA BREVE CERIMONIA è stata officiata da una delle principali alleate di Mamdani durante la sua campagna elettorale: la procuratrice generale di New York Letitia James, oggetto di una campagna di rappresaglia di Donald Trump (che l’ha fatta incriminare sulla base di pretestuose accuse di frode sui mutui, incriminazione poi archiviata: ben due gran giurì si sono rifiutati di incriminarla nuovamente). A porgere a Mamdani i due corani su cui ha prestato giuramento – uno del nonno, l’altro dello scrittore e storico afroamericano Arturo Schomburg – la moglie Rama Duwaji. Il giuramento sul Corano e non la Bibbia, la prima volta nella storia della città per il primo sindaco musulmano di New York, ha scatenato le ire della destra Maga e nazionalista cristiana, che già da tempo ha lanciato contro Mamdani una campagna d’odio islamofobo. «Siamo un paese sotto occupazione», ha scritto su X la consigliera informale di Trump Laura Loomer.

A CONTRASTARE il lavoro futuro di Mamdani, negli ultimi giorni e perfino ore in carica, è stato anche il sindaco uscente Eric Adams, che ha approvato una serie di norme pensate per ostacolare il programma politico di sostenibilità economica promesso da Mamdani ai newyorkesi – misure che avranno un impatto in particolare sulla stabilizzazione del prezzo degli affitti e la costruzione di nuovi edifici abitabili.

*con la collaborazione di Giovanna Branca

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