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L’Istat certifica il fallimento del governo: crescita al palo, debito pubblico alle stelle, deficit oltre il 3% e pressione fiscale al 43,1%. Ma Giorgetti dà ancora la colpa al Superbonus

L’Istat certifica il fallimento del governo: crescita al palo, debito pubblico alle stelle, deficit oltre il 3% e pressione fiscale al 43,1%. Ma Giorgetti dà ancora la colpa al Superbonus

Economia

03/03/2026

da La Notizia

I dati horror dell'Istat sull'economia. E con il deficit a 3,1% l'Italia non uscirà a uscire dalla procedura di infrazione della Ue

Il Pil italiano nel 2025 è cresciuto di un misero 0,5%, rallentando rispetto al +0,8% del 2024? Colpa del Superbonus. Il debito pubblico è salito di oltre due punti, al 137,1%, nonostante il Documento programmatico di finanza pubblica del governo di ottobre scorso lo prevedesse al 136,2%? Sempre colpa del Superbonus… E, ancora, il deficit è passato dal 3,4% al 3,1% (sebbene il governo lo prevedesse al 3%), dato che impedirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo aperta dalla Ue a luglio 2024? Indovinate un po’ di chi è la colpa? Ma certo, del Superbonus…

Giorgetti incolpa il Superbonus e si aggrappa a una manciata di settimane

E infatti è proprio contro il Superbonus che ieri il ministro Giancarlo Giorgetti ha puntato il dito per giustificare l’ennesimo rilevamento horror da parte dell’Istat dell’economia italiana. Quello che inchioda il governo Meloni ai suoi fallimenti. “È un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue”, ha detto Giorgetti, “cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini, causa principale del dato di oggi”.

Il riferimento è al fatto che la notifica ufficiale dei numeri all’Eurostat sarà ufficializzata solo il 21 aprile. Ma cambierà poco. Tanto che ieri un portavoce della Commissione Ue ha commentato: “Abbiamo preso atto della diffusione preliminare dei dati sul disavanzo e sul debito pubblico del 2025 (compresi i dati rivisti per gli anni precedenti) da parte dell’Istat, tali dati saranno ora trasmessi a Eurostat, che li valuterà e pubblicherà le statistiche validate sulla finanza pubblica il 22 aprile 2026. La Commissione valuterà la situazione del disavanzo dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026, sulla base dei dati di consuntivo 2025″.

Lo stesso portavoce ha confermato che il Pacchetto sarà comunicato ufficialmente il 3 giugno. Pochi margini, quindi.

Pressione fiscale alle stelle, ora tocca il 43,1%

Anche perché il trend dell’anno passato è chiarissimo, soprattutto per quanto riguarda la pressione fiscale, aumentata di 0,7 punti percentuali, e che ora segna un impressionante 43,1% del Pil.

Più che naturali quindi le critiche delle opposizioni: “Con Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti al Governo, negli ultimi due anni la pressione fiscale è cresciuta in media di un punto percentuale l’anno. Oggi siamo al 43,1%, il dato più alto degli ultimi 20 anni”, sottolinea il senatore 5S, Mario Turco.

“È la smentita definitiva della propaganda sulla cosiddetta riforma fiscale targata Meloni-Giorgetti-Leo: 19 decreti legislativi inutili che non hanno alleggerito il carico su famiglie e imprese”, continua Turco, “I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un taglio del cuneo fiscale che per molti lavoratori si è tradotto in pochi spiccioli al mese e per alcuni addirittura meno soldi; una revisione dell’Irpef marginale, quanto il peso di un granello di polvere; il fallimento del concordato preventivo biennale con adesioni molto inferiori alle attese, tra il 2% e il 13%; aumenti di accise sul gasolio e Iva su diversi beni primari; ridimensionamento delle agevolazioni edilizie e degli strumenti di sostegno ai giovani per l’acquisto della prima casa, così come delle agevolazioni Zes. Siamo davanti a un Governo delle tasse, della crescita zero e del debito pubblico fuori controllo”.

Tajani: “Ora Giorgetti venga a spiegare in Parlamento come si esce dal pantano”

Per la senatrice dem, Cristina Tajani, “i dati dell’Istat sul 2025 sono una doccia fredda per il Governo oltre a rappresentare la certificazione del fallimento in politica economica: niente calo delle tasse, niente uscita anticipata dalla procedura di infrazione e soprattutto niente crescita. Con il prezzo dell’energia che torna a salire grazie ai bombardamenti di Trump, il ministro Giorgetti dovrebbe venire in Parlamento a spiegarci quali strategie il Governo intende mettere in campo per tirarci fuori dal pantano in cui l’Italia è precipitata grazie alla politica economica e fiscale targata centro-destra”.

“Un governo piegato all’austerità che ha fallito anche il raggiungimento del 3%”

Il segretario confederale Cgil, Christian Ferrari, sottolinea come non sia stato nemmeno raggiunto l’obiettivo del deficit sotto il 3%, “a cui è stata piegata l’intera politica economica del Governo”. “Un Governo – aggiunge il dirigente sindacale – che ha sposato senza se e senza ma l’austerità del nuovo Patto di stabilità, tagliando e definanziando drasticamente i servizi pubblici, rinunciando a qualsiasi politica industriale e concentrando gli investimenti in un’unica direzione: la corsa riarmo”.

“Un fallimento su tutta la linea, che pesa soprattutto su salari e pensioni che, dopo aver subito un’altissima inflazione da profitti che li ha brutalmente impoveriti, pagano decine di miliardi di imposte non dovute a causa del drenaggio fiscale che l’esecutivo ha scelto deliberatamente di non neutralizzare e di non restituire, garantendosi così entrate fiscali da record”, concluse Ferrari.

 

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