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L’Italia litiga sugli aiuti all’Ucraina e conta i 20 miliardi già dati

L’Italia litiga sugli aiuti all’Ucraina e conta i 20 miliardi già dati

Politica italiana

01/11/2026

da Remocontro

Remocontro

Maggioranza sempre più divisa sul sostegno militare all’Ucraina. «È pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev», avverte il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia), smentito dall’altro vice Matteo Salvini che chiede lo stop all’invio di armi e soldi all’Ucraina. Intanto «Osservatorio Mil€x» documenta i 20 miliardi già elargiti.

Il ‘pacchetto’ dei segreti

Su quello che entrerà nel prossimo ‘pacchetto di aiuti’ il riserbo è massimo. Le informazioni, come è accaduto anche nei casi precedenti, sono secretate. Stando ad alcune indicazioni, nel nuovo pacchetto potrebbero entrare missili intercettori Aster 30, necessari per alimentare i sistemi SAMP/T già in servizio in Ucraina. Il Governo dovrebbe poi dare a Kiev la possibilità di consultare le immagini di due dei sei satelliti della costellazione italiana Cosmo-SkyMed, due sonde costruite da Thales Alenia Space (Leonardo-Thales)

Aiuti ‘imminenti’, ma non troppo

Al momento il ministro della Difesa Guido Crosetto, non avrebbe ancora fatto richiesta di audizione al Copasir, atto propedeutico all’invio. Si farà “entro fine anno”, assicurano i meloniani. Oltre, al momento non si può andare perché il decreto legge che fa da cornice scade a fine 2026. E andrà rinnovato se nemmeno questi nuovi spiragli di riapertura del negoziato per la pace tra Russia e Ucraina, mediata dagli Stati Uniti, andrà a buon fine. Al momento la questione non sarebbe ancora stata affrontata, in attesa di vedere gli sviluppi, legati a doppio filo, secondo diversi nella maggioranza, al voto americano di mid-term.

Ora i 20 miliardi già dati

  • Quanto ha speso finora l’Italia per contribuire agli strumenti finanziari europei di sostegno diretto e indiretto allo sforzo bellico dell’Ucraina? Nel silenzio governativo, la risposta dell’«Osservatorio Mil€x»: dall’Italia finora 20 miliardi di euro a Kiev.

 

Gli armamenti di Pulcinella

‘Segreto di Stato’ sui circa 3 miliardi di euro in armamenti che l’Italia avrebbe finora inviato a Kiev, col dubbio su cosa ci sia da nascondere. Nonostante il segreto posto da Roma gli ucraini hanno reso noto quasi sempre il tipo di armi ricevute dall’Italia salvo i dati sulle quantità. Difficile quindi elaborare un conto aggiornato. Non essendo disponibili dati ufficiali pubblici, l’Osservatorio Mil€x ha elaborato una stima a partire dalla quota di contribuzione italiana basata sul prodotto nazionale lordo rapportato a quello totale dei 27, che è di circa il 12,5% nella media degli ultimi anni.

Finanziamenti Ue divisi tra i 27

Calcolando un totale di finanziamenti raccolti e inviati dai Paesi UE dal 2022 a oggi che supera i 134 miliardi, il costo sostenuto dall’Italia si dovrebbe aggirare attorno ai 17 miliardi, di cui almeno 4 miliardi di fondi per il sostegno strettamente militare tra contributi al settore militare dell’Ukraine Support Loan e all’European Peace Facility.

Altre borse, stesse tasche

Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, secondo la documentazione ufficiale della Commissione Ue aggiornata con gli ultimi stanziamenti concordati a metà ottobre, l’Unione Europea ha sborsato circa 117 miliardi di euro così suddivisi:

  • 43,9 miliardi di euro in assistenza diretta e indiretta nell’Ukraine Facility
  • 43,3 miliardi di euro in assistenza macrofinanziaria per affrontare le esigenze urgenti sul campo
  • 19,8 miliardi di euro dell’Ukraine Support Loan di cui 15,8 in aiuti militari
  • 2,8 miliardi di euro in prestiti e garanzie da parte della BEI, della BERS e di altre istituzioni finanziarie internazionali garantiti dall’UE
  • 1,4 miliardi di euro in aiuti umanitari
  • 1,2 miliardi di euro in cooperazione bilaterale
  • 4,5 miliardi di euro in altre forme di sostegno

Aiuti a pioggia a nascondere il fiume

La contribuzione italiana a questi 117 miliardi è stimabile in poco meno di 15 miliardi (14,6) dei quali 2 miliardi destinati agli aiuti puramente militari dell’Ukraine Support Loan: lo strumento finanziario approvato a fine 2025 che prevede 90 miliardi di aiuti a Kiev nel biennio 2026-2027, composto per due terzi da aiuti militari. Oltre a questo c’è lo strumento finanziario European Peace Facility (EPF) per il rimborso parziale del valore delle armi inviate a Kiev dai singoli Stati attraverso canali bilaterali (60 miliardi di euro secondo le ultime stime del Kiel Institute Ukraine Support Tracker).

La ‘Peace Facility’ in banca

L’Italia ha contribuito finora all’EPF per una quota stimabile in oltre 2 miliardi di euro. Poiché il fondo non è mai stato sufficiente per rimborsare le forniture (le stime variano dal 12% al 17%) all’Italia (che ne è contributrice netta a differenza dei Paesi baltici e della Polonia che sono beneficiari netti poiché hanno inviato armi in proporzione ben maggiore alla loro quota del Pil Ue) potrebbe toccare circa solo mezzo miliardo di rimborsi.

  • Considerando dunque il già citato controvalore (solo annunciato e non confermato con documentazione definitiva) di 3 miliardi di euro dell’invio “bilaterale” di aiuti militari, il totale di esborso italiano per il sostegno all’Ucraina attaccata dalla Russia dovrebbe al momento attestarsi sui 20 miliardi di euro complessivi.
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