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Londra sconfessata: «Illegale bandire Palestine Action»

Londra sconfessata: «Illegale bandire Palestine Action»

Politica estera 

14/02/2026

da Il Manifesto

Leonardo Clausi

Uk La sentenza dell’Alta corte frustra la criminalizzazione del dissenso del governo britannico che ha condotto in carcere 3mila persone

«Illegale». E per questo discriminatorio. Così l’Alta corte britannica ha bollato ieri la messa al bando di Palestine Action, il gruppo di attivisti che la scorsa estate compiva una serie di azioni dimostrative contro l’indisturbata mattanza di palestinesi da parte dell’esercito israeliano, due delle quali aventi come bersaglio la fabbrica d’armi israeliana Elbit Systems e la base della Royal Air Force di Brize Norton, in ambedue i casi risoltesi con danneggiamenti di strumenti di morte e l’immediato loro arresto. La messa al bando resta tuttavia in essere e il governo ha già annunciato che farà ricorso.

NELLA SENTENZA, la giudice Victoria Sharp ha definito la proscrizione di Pa come «sproporzionata». Quasi un eufemismo, per un provvedimento che aveva equiparato i ventenni/trentenni in carcere da mesi (sei di loro assolti pochi giorni fa, alcuni intenti in scioperi della fame e ancora in custodia cautelare) a neonazi svitati come il Russian Imperial Movement, l’Atomwaffen Division o il Maniac Murders Cult (sic), o a gruppi come Al Qaeda, Isis e Hezbollah. «Solo un numero molto esiguo delle attività di Palestine Action costituiva atti di terrorismo secondo la definizione della sezione 1 della legge del 2000»; per il resto, ha aggiunto Sharp, i crimini commessi verranno giudicati secondo il diritto penale.

Huda Ammori, co-fondatrice di Pa, che aveva fatto appello contro una delle decisioni più autoritarie mai emesse da una democrazia nell’Europa post-1945, ha definito il verdetto «una vittoria monumentale per le nostre libertà fondamentali, qui in Gran Bretagna, e nella lotta per la libertà del popolo palestinese. Sarebbe un palese affronto allo Stato di diritto se oggi e nelle prossime settimane venissero arrestate altre persone per aver sfidato un divieto che è stato giudicato illegale», ha aggiunto Ammori, chiedendo l’immediata scarcerazione di tutti, soprattutto i militanti in sciopero della fame.

IL MINISTERO dell’interno aveva equiparato Pa a un gruppo terroristico, l’affiliazione e il favoreggiamento al quale è – secondo il già draconiano e ulteriormente dopato Terror Act del 2000 – punibile fino a 14 anni di galera. Durante le manifestazioni contro il provvedimento, la torsione autoritaria della legge aveva permesso l’arresto di circa tremila manifestanti – tra cui pastori protestanti, pensionati e altri biechi soggetti – colpevoli di aver dichiarato il proprio sostegno ai resistenti civili/civili resistenti.

Il bavaglio autoritario alla libertà di espressione dall’ex paladino legale dei diritti umani Starmer – che re-agisce equiparando a terrorismo dei reati contro la proprietà basati su indignazione morale – è stato sì il riflesso pavloviano di un’istituzione umiliata – che dei giovani armati solo di mazze e bastoni siano riusciti a irrompere in una base militare della Raf è di per sé imbarazzante – ma anche indice dell’interdipendenza del complesso militar-industriale angloisraeliano.

UN RECENTE documentario di Channel Four ha evidenziato che Lord Walney, uno dei consulenti «imparziali» del governo in materia di proteste al momento del giro di vite contro Pa, ha forti opinioni filoisraeliane, voleva maggiori restrizioni alle proteste su Gaza e aveva presieduto la lobby parlamentare Labour Friends of Israel. Vi si apprende, poi, che la messa al bando da parte era stata fatta su richiesta della stessa Elbit, produttrice di droni killer come quelli usati a Gaza e principale bersaglio della stessa Pa.

Proprio Elbit aveva – mediante la propria agenzia di comunicazione – messo in giro voci secondo cui Pa avrebbe avuto dei collegamenti con l’Iran, evidente panzana travestita da bufala diffusa esattamente lo stesso giorno in cui il gruppo era stato messo fuorilegge dall’allora titolare agli interni Yvette Cooper, per meglio sottolinearne la pericolosità.

L’ATTUALE TITOLARE agli interni, Shabana Mahmood, ha dichiarato che presenterà ricorso contro la sentenza. «Sono delusa dalla decisione della corte e non condivido l’idea che vietare questa organizzazione terroristica sia una misura sproporzionata», ha affermato.

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