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L’Ordine da Kant a Kossiga

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25/10/2026

da Remocontro

Giovanna Lio

Francia, Spagna, Albania, la protesta va in onda di nuovo, fino ad Israele dove martedì si vota per le politiche (ma forse non per un’altra politica).
In Italia le piazze del sabato si preparano per il pomeriggio, con uno schieramento di sicurezza capillare.

  • All’ora di pranzo, sorpresa:
  • trovata a Milano la presunta ‘mente’ del Movimento 17 ottobre. Aveva dato appuntamento alle 14,30 via social per i cortei. E’ Youssef Siher, trentenne ricercatore italiano di seconda generazione dimorigine marocchina, attivista pro-pal, giornalista free lance.
  • Finisce in carcere, indagato per terrorismo, istigazione a delinquere attraverso i social e violenza organizzata, reato previsto dal decreto sicurezza appena entrato in vigore

Salta la convocazione, la piazza si spiazza ma non rinuncia.

‘Kossiga’

23 ottobre 2008, l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all’epoca ottantenne, racconta la sua ‘Ricetta’ da Ministro dell’Interno negli anni 70 per l’Ordine pubblico, una terapia d’urto, l’aveva consigliata all’allora ministro dell’Interno Maroni, governo Berlusconi, alle prese contro la Riforma Gelmini per la Scuola e l’Università.

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…
«Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

EsploraMappe

L’intervista era di Andrea Cangini, Quotidiano Nazionale, 23 ottobre 2008, non è finita, si può trovare integralmente su Internet.

Oggi. Linea Cossiga? Linea Maroni (che non seguì quel consiglio)?

Linea Meloni-Piantedosi.

Alla fine di un sabato che annunciava tempesta, no quiete, cortei scontri idranti contatti fermi sì, saccheggi no.

  • Soddisfazione del governo sì, risoluzione dei problemi no, che se non diventano questione di ordine pubblico evidentemente non sono problemi, pare di aver capito.

Libertà di manifestare, “ma non accetteremo intimidazioni” scandisce rosea in un messaggio video la Presidente Meloni, riferendosi alla protesta degli autotrasportatori, “risorse, non promesse”, garantisce (480 milioni presto erogati, più  175 tra autotrasporto, agricoltura e pesca).

Rassicurante anche il suo vice Tajani: “Ci saranno interventi per ridurre le tasse ai più giovani”.

Facendo i conti, per la prossima Finanziaria senza concessioni di flessibilità da parte dell’Unione Europea ci sarebbero più o meno nove miliardi per le ‘priorita’ ‘ indicate: famiglie, ceto medio, giovani, anziani, sanità, contenimento dei costi per l’energia. Auguri al Ministro Giorgetti, che infatti raccomanda prudenza…

Ancora negli occhi la nebbia dei fumogeni, e scatta il break.

Pubblicità.

“Dammi la mano e torna vicino può nascere un fiore nel nostro giardino“. E’ lo spot accattivante, martellante di una grande grande banca.
E poi c’era quell’altro, anche questo facendo il verso a una canzone famosa: “E adesso svuotami“, in tempi non sospetti si riferiva agli scaffali dei supermercati.
Curiosa la Pubblicità, ora sogno, ora profezia.

Ora Tg.

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