07/10/2026
da Left
La fortuna di chiamarsi Malagò. Lui è lui e voi non...
Per sanare l’elezione irregolare di Giovanni Malagò il Coni ha scelto Giovanni Malagò. Martedì la Giunta del Comitato olimpico ha commissariato all’unanimità la Figc, la Federazione italiana giuoco calcio, perché il suo presidente, eletto il 22 giugno con il 68,58%, si era candidato senza la tessera federale che le norme pretendono, e il Consiglio nazionale ha poi ratificato il commissario: lui, appena decaduto, che accompagnerà la federazione al voto e potrà ricandidarsi, stavolta tesserato. Tre mesi di pareri, quattro giuristi contro cinque, minacce di ricorsi, e alla fine una stretta di mano prima della seduta. A firmare l’intesa è Luciano Buonfiglio, presidente del Coni dal 2025 e vice di Malagò dal 2013 al 2018: l’erede che riconsegna le chiavi a chi gliele aveva lasciate.
Poi c’è un’altra carta bollata che vale la pena leggere. Il 20 maggio 2025 il Collegio di Garanzia dello Sport, che ha sede al Foro Italico, proprio dentro il Coni, ha confermato la sconfitta a tavolino per tre a zero all’APD Pecetto, Seconda categoria piemontese, per un giocatore entrato al settantanovesimo senza tessera valida. La società parlava di “mera svista”. I giudici hanno risposto che “la buonafede non esime” e che il controllo è un automatismo, perché altrimenti situazioni identiche verrebbero trattate in modo diverso.
Al Pecetto la svista è costata tre punti, una multa e duemila euro di spese. A Malagò la stessa buonafede, invocata per lui da mezzo palazzo, è valsa una federazione intera restituita a mano, con tutto il tempo per mettersi in regola prima del nuovo voto.

