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Marine Le Pen condannata a tre anni di carcere ma annuncia la candidatura “senza indossare il braccialetto”

Marine Le Pen condannata a tre anni di carcere ma annuncia la candidatura “senza indossare il braccialetto”

Politica estera 

08/07/2026

da Il Fatto Quotidiano

Redazione

I giudici hanno condannato la politica a un anno di braccialetto elettronico, lasciandole l'eleggibilità. La leader ha annunciato che farà ricorso

La Corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici, condannandola a tre anni di reclusione di cui due sospesi con la condizionale. Eppure la leader della destra francese col suo partito Rassemblement National potrebbe in linea di principio candidarsi alle presidenziali del 2027, anche se i giudici l’hanno anche condannata a un anno di braccialetto elettronico. Nonostante la leader dell’estrema destra avesse subordinato la propria candidatura all’assenza di una condanna che comportasse l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico, intervenendo a telegiornale Tf1, Le Pen ha annunciato che si candiderà per la quarta volta alle presidenziali e che lo farà “senza indossare il braccialetto elettronico”.

La leader dell’estrema destra, che nega qualsiasi illecito, ha fatto anche sapere di voler “ricorrere in Cassazione” dato che “due giurisdizioni possono sbagliare entrambe”.

Le Pen è stata condannata anche a 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici, già scontati, e a una multa di 100mila euro. L’ineleggibilità è stata ridotta rispetto ai cinque anni inflitti in primo grado: in un comunicato, la Corte d’Appello ha spiegato la riduzione invocando “la proporzionalità della sanzione rispetto alla violazione del diritto di eleggibilità, al quale devono far capo la libertà delle candidature, ma anche la libertà di scelta dell’elettore, condizione di espressione del suffragio democratico”.

“I fatti sono gravi”, ha detto la presidente del tribunale di Parigi, aggiungendo che lo sono “per l’ammontare e per il tempo durante il quale si sono ripetuti”. Ha aggiunto che la Corte accoglie il principio della “assenza di arricchimento personale”, ma sottolinea che “i fondi europei sono fondi pubblici” e “la definizione dei compiti degli assistenti parlamentari europei è chiara e prevedibile”. A marzo del 2025 Le Pen, 57 anni, era stata condannata in primo grado, insieme ad altri membri del suo partito Rassemblement National (RN), con l’accusa di avere usato in modo improprio i fondi del Parlamento europeo tra il 2004 e il 2016, per retribuire il personale del partito con denaro che era invece destinato agli assistenti parlamentari dell’Ue. La condanna di primo grado era a pena detentiva, sospesa in attesa dell’appello, e a un divieto di 5 anni a ricoprire cariche elettive. La leader dell’estrema destra nega qualsiasi illecito. La Corte di Cassazione ha già dichiarato in precedenza che, qualora le venisse chiesto di riesaminare il caso, cercherebbe di emettere una sentenza prima delle elezioni presidenziali del 2027.

All’uscita del palazzo di giustizia, l’avvocato di Le Pen, Rodolphe Bosselut ha dichiarato che la decisione della Corte è “un buon inizio” e l’ha definita “parzialmente soddisfacente”. “Notiamo una notevole attenuazione delle pene, in particolare quella dell’ineleggibilità, che per noi è un punto estremamente importante, tanto più che è stata accompagnata da osservazioni della presidente sulla libertà degli elettori di scegliere un candidato”, ha affermato il legale.

Parlando delle future presidenziali, Le Pen ha anche annunciato il ticket con Jordan Bardella: “Io e lui ci battiamo per la Francia, non abbiamo ambizioni personali. Lui, con la sua energia, sarà un eccezionale primo ministro, saremo un ticket che cambierà le cose in Francia”.

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