"Al netto del premier spagnolo, nessun altro ha condannato l’iniziativa", ha detto Meloni in tv. Parla anche dei rischi per la sicurezza interna e caro prezzi carburanti
Nessuna condanna, anche questa volta, all’attacco unilaterale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Giorgia Meloni – durante la registrazione al programma Fuori dal coro, in onda su Rete 4 – alla domanda se condivida o condanni l’intervento militare contro l’Iran, e con la premessa fatta dal giornalista Mario Giordano sul fatto che la premier italiana non sia afona, risponde così: “Proprio perché non sono afona, risponderei nessuno dei due“. Un’intervista nella quale la premier torna anche ad attaccare i magistrati sul tema dell’immigrazione e la vicenda della famiglia nel bosco.
“Non ho elementi per prendere una posizione”
Sul sua “non condanna” all’attacco contro l’Iran, Meloni spiega anche i motivi della sua risposta: “Perché io non ho oggettivamente gli elementi necessari, come non ce li ha quasi nessuno in Europa, anzi nessuno, per prendere una posizione che sia da questo punto di vista categorica“, sottolinea la premier ricordando che “al netto del premier spagnolo, nessun altro ha condannato l’iniziativa così come nessuno sta partecipando al conflitto”.
Ribadisce il collegamento con la guerra in Ucraina
La presidente del Consiglio ricalibra così la posizione del governo decidendo di non prendere posizione, mentre pochi giorni fa il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di un attacco “al di fuori delle regole del diritto internazionale”. Meloni dice però di condividere le sue affermazioni sottolineando “che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale“. E anche questa volta collega il conflitto in Iran con l’invasione russa: “Io non penso che siano saltate con questo episodio” dell’attacco a Teheran perché dice “esistono moltissimi precedenti ma sicuramente il quadro è di grande caos”. “Secondo me – ha ribadito – la crisi è diventata strutturale, in particolare con l’invasione dell’Ucraina perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo”.
“L’Italia non è parte del conflitto”
Anche oggi – dopo l’ok agli Usa per l’utilizzo delle basi militari e l’invio di una fregata a Cipro – la premier tiene a precisare che “l’Italia non è parte del conflitto” e “non intende esserne parte”. “Noi, come lei sa, ci stiamo limitando – ha aggiunto nel corso dell’intervista – a rafforzare la nostra presenza nei paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili, con droni, ma solo a scopo difensivo. Ed è chiaramente anche una decisione che nasce dal bisogno che noi abbiamo di proteggere le decine di migliaia di italiani che sono presenti nell’area, oltre che i nostri contingenti militari. Lei sa – ha continuato – che noi abbiamo circa duemila soldati dislocati in quella regione. Dopodiché quelle sono anche nazioni con le quali noi abbiamo sicuramente ottimi rapporti, che sono anche vitali per i nostri interessi energetici. Però non intendiamo entrare in guerra, non ci entreremo”.
Rischi per la sicurezza interna e caro prezzi
Non nasconde comunque che “chiaramente l’Italia rischia comunque di essere coinvolta soprattutto dalle conseguenze del conflitto, sia sul piano della sicurezza interna soprattutto, sia ovviamente sul piano economico“. Per quanto riguarda il primo aspetto “non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma sicuramente noi a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi, sia il Comitato Antiterrorismo, sia il Comitato Nazionale Difesa e Sicurezza sono praticamente convocati a oltranza, si riuniscono continuamente, perché in ogni caso su queste cose è sempre meglio prevenire, no?”, ha aggiunto Meloni. In merito al caro prezzi afferma che la priorità del governo è quella di “impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi”. Ricordando che l’autorità dell’energia ha attivato una task force, ha fatto presente “che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell’energia, soprattutto quello sul gas”. “Siamo determinati – ha aggiunto ancora – a combattere la speculazione. E approfitto per ribadire che consiglio a tutti prudenza, perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti che sono speculativi, neanche di aumentare le tasse alle aziende che fossero responsabili di rimettere i soldi sulle bollette in particolare”.

