08/10/2026
da Remocontro
Il tedesco Merz a sorpresa a Kiev quasi a dichiarare la guerra alla Russia e intanto gli esplode casa. Di corsa a Berlino dove lo sfortunato cancelliere scopre il primo presidente AfD di un parlamento regionale, e che è stato arrestato per spionaggio l’ex capo dei servizi segreti esteri. Tobias Rausch eletto in Sassonia Anhalt forse anche con voti Cdu. Ed ex capo dei servizi segreti accusato di aver venduto dossier riservati a potenze straniere.
Sempre guai: crolla il patto anti-AfD
Il primo presidente di AfD di un parlamento regionale e l’ex presidente dei servizi segreti tedeschi, la Cia tedesca, in manette. Due colpi decisamente duri per il governo federale di Berlino. A quattro settimane dalle elezioni regionali nel land della Sassonia Anhalt, il nuovo parlamento regionale a Magdeburgo elegge il presidente dell’assemblea, Tobias Rausch 35 anni di AfD. Da giorni si ipotizzava che il giovane politico sarebbe stato eletto con 44 voti, grazie a quelli provenienti dal suo partito (39) e dai populisti di sinistra del Bsw (5), ma alla fine i voti a favore sono stati 48. Da dove sono arrivati quei quattro voti in più? Votazione segreta, ma molto probabilmente i quattro sì in più sono giunti dalla Cdu. Quattro deputati del partito del cancelliere Friedrich Merz hanno probabilmente violato il patto di governo, sottoscritto e firmato dall’Unione Cdu/Csu e dai socialdemocratici della Spd: mai nessun accordo o sostegno alla destra ultranazionalista di AfD, la cui sede regionale è stata definita «accertata in quanto di estrema destra» dai servizi segreti interni (Verfassungsschutz) del land della Sassonia Anhalt. Insomma, a Magdeburgo è ufficialmente crollato il cosiddetto ‘Brandmauer’, il cordone sanitario, il patto anti-AfD. Ora la strada per l’elezione del primo governatore di AfD di un land è spianata. Il candidato ministro-presidente Ulrich Siegmund dovrebbe presentare il suo esecutivo entro dicembre.
E la spia russa in casa
Mentre crollava il ‘Brandmauer’ a Magdeburgo, a Berlino la crisi politica diventava anche crisi di sicurezza interna. L’ex capo dei servizi segreti tedeschi per l’estero, (Bundesnachrichtdienst, Bnd, l’equivalente tedesco della Cia americana) August Hanning, è stato arrestato dagli inquirenti dell’Ufficio federale di polizia criminale (Bka). Hanning aveva rivestito l’importante carica dal 1998 al 2005, mantenendo però contatti con il Bnd anche dopo. Tra il 2005 e il 2009 era stato poi sottosegretario al ministero federale dell’Interno. L’ex funzionario, stando a Bild, operava in tutto il mondo come consulente in settori come la sicurezza e le questioni commerciali, con legami con la Russia, la Cina, Israele. Gli agenti, inoltre, hanno arrestato, in questo caso in Baviera, un altro ex funzionario di alto livello del Bnd: Manfred D., che era l’ex capo ufficio di Hanning e ha prestato servizio al Bnd fino alla primavera del 2026. Gli indagati presto davanti al giudice istruttore della Corte suprema federale, che deciderà sulla custodia cautelare in carcere.
Sicurezza gruviera
Si sospetta che Manfred D. abbia fornito circa 2.000 documenti a Hanning (secondo Bild in difficoltà economiche), che poi avrebbe cercato di rivenderli a Stati esteri. Secondo gli inquirenti tra i materiali trafugati figurano spesso briefing destinati alla cosiddetta riunione sulla situazione dell’intelligence alla Cancelleria, dove i vertici degli organi di sicurezza si confrontano settimanalmente. I documenti includevano rapporti estremamente sensibili, riguardanti ad esempio il programma nucleare iraniano o l’esercito russo. Tra il materiale figuravano anche informazioni provenienti da servizi di intelligence stranieri. Secondo esperti di sicurezza la fuga di informazioni di questo tipo è considerata dagli organismi di intelligence un errore imperdonabile: i servizi alleati potrebbero perdere fiducia nel Bnd ed escluderlo dall’accesso a informazioni essenziali. Secondo il quotidiano Die Welt, che cita fonti interne, comunque, tra i Paesi destinatari dei dossier trafugati non risulterebbero, almeno per ora, né Cina né Russia.
L’ombra della guerra con la Russia
L’arresto dell’ex capo del Bnd August Hanning arriva in un momento di forte allerta per i servizi di sicurezza tedeschi sulla scia dell’allarmismo Merz-Von der Leyen non condiviso da molti in Europa. In linea con governo nazionale e Ue il nuovo presidente del Bnd Martin Jäger, secondo cui Mosca starebbe conducendo «una guerra ombra contro la Germania, fatta di intimidazioni, attività di intelligence e operazioni volte a indebolire il Paese. In questo scenario, i servizi segreti rappresenterebbero ‘la prima linea di difesa’». Accuse definite ‘totalmente infondate’ dal Cremlino che non hanno alcuna argomentazione reale”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, secondo il quale quella di Berlino sarebbe una strategia comunicativa finalizzata alla “creazione artificiale di un nemico effimero” per giustificare le crescenti spese destinate alla militarizzazione della Germania.

