01/04/2026
da Avvenire
https://youtu.be/niHd9M80bac
Un barcone si è rovesciato in Area Sar davanti all'isola: in corso l'intervento della Guardia Costiera italiana per recuperare i superstiti e i corpi delle vittime. In esclusiva le immagini girate sulla banchina da 42' Parallelo con Antonino Maggiore
È salito a diciannove — ma il bilancio è tutto da ricostruire — il numero dei migranti morti dopo un drammatico soccorso in mare al largo di Lampedusa. I corpi sono stati sbarcati al molo Favarolo, al termine di una lunga operazione di recupero iniziata nella notte e segnata da condizioni meteo proibitive e dal freddo pungente che ha trasformato il viaggio verso l’isola in una lenta agonia. L’intervento della motovedetta della Guardia costiera è scattato attorno alle tre del mattino, a circa 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica. Sul barcone intercettato sono stati trovati diversi cadaveri già senza vita. I superstiti e i morti sono stati trasbordati sull’unità di soccorso ed è iniziata la traversata verso l’isola. Ma il bilancio si è aggravato durante il trasferimento: altri migranti, tra cui più donne, sono deceduti nel corso del viaggio, conclusosi poco dopo le 13 con l’arrivo al molo Favarolo. Secondo le prime ricostruzioni, tutte le vittime sarebbero morte per ipotermia. Il gruppo sarebbe partito dalla Libia due giorni fa, approfittando inizialmente di condizioni meteo favorevoli. Dalla giornata di ieri, tuttavia, il tempo è rapidamente peggiorato: vento forte e pioggia incessante hanno investito l’area di Lampedusa, dove la temperatura si è attestata attorno ai 10 gradi, rendendo ancora più drammatiche le condizioni a bordo di un’imbarcazione già sovraffollata e precaria.
Con lo sbarco concluso, sono 58 i migranti sopravvissuti al viaggio. Dopo l’arrivo al molo Favarolo, i militari della Guardia costiera hanno assistito i superstiti nelle operazioni di discesa dalla motovedetta, dopo che sette persone — quelle in condizioni più critiche — erano già state affidate ai sanitari insieme ai diciannove corpi senza vita. Tutti i sopravvissuti, sottoposti a un primo controllo medico direttamente in banchina, sono ora in fase di trasferimento verso l’hotspot di contrada Imbriacola, che al momento dello sbarco ospitava soltanto undici persone. Le salme verranno nel frattempo trasferite alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, mentre sull’isola proseguono le operazioni di assistenza ai superstiti. Sette migranti sono stati ricoverati al Poliambulatorio: tra loro quattro uomini e una donna, tutti tra i 25 e i 30 anni, oltre a due bambini, uno dei quali di circa un anno. I piccoli, sebbene fortemente infreddoliti, non sarebbero in condizioni critiche. Più preoccupante, invece, il quadro clinico degli adulti, colpiti da ipotermia e da intossicazione causata dai fumi di idrocarburi respirati durante la traversata. I medici hanno già somministrato le terapie necessarie e stanno lavorando per stabilizzare la temperatura corporea dei pazienti.

Sul posto si è recato anche il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che dopo aver visitato il molo ha raggiunto il presidio sanitario. «Scene di pietà — ha dichiarato — spero che un giorno tutto questo finirà. Un conto è vedere questo strazio e un altro è raccontarlo». Parole che restituiscono la misura di un dolore ormai abituale per l’isola, ma non per questo meno lacerante. Il mare, del resto, continua a restare in tempesta. Il traghetto di linea non è previsto in partenza nei prossimi giorni e non arriverà prima di sabato, segno di un peggioramento meteorologico che rende ancora più complessi i soccorsi e l’assistenza sull’isola. Ancora frammentaria resta la ricostruzione esatta delle ultime ore trascorse a bordo del barcone. Ma ciò che emerge con chiarezza è una dinamica ormai tragicamente familiare: una partenza favorita da un’apparente finestra di bel tempo, seguita dal rapido mutamento delle condizioni del mare e dalla progressiva esposizione al freddo, all’acqua e ai fumi del carburante — un concatenarsi di fattori che, ancora una volta, ha trasformato la rotta verso Lampedusa in un corridoio di morte.
https://www.youtube.com/watch?t=32&v=niHd9M80bac

