29/06/2026
da Remocontro
Il peggio del Trumpismo solo attraverso il clamore della isterica politica estera a colpi di dazi e guerre nel mondo, ma col sostegno formale e forzature legislative al peggio dell’integralismo settario e spesso razzista della società americana più chiusa.
La commissione per la libertà religiosa, creata da Donald Trump a maggio dell’anno scorso, ha pubblicato un rapporto di oltre 220 pagine in cui si sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa è un “errore giuridico”.
La religione di Trump contro la Costituzione
Il documento raccomanda al dipartimento di Giustizia di promuovere una nuova interpretazione del rapporto tra religione e governo. E si esortano i gruppi di ispirazione religiosa che collaborano con il governo a non conformarsi alle leggi sui diritti civili o a qualsiasi disposizione in contrasto con le loro convinzioni. Una sorta di chiamata alle armi contro la laicità. Non solo: la commissione chiede che le scuole pubbliche consentano l’esposizione di simboli religiosi, come avviene in Texas con i Dieci Comandamenti nelle scuole pubbliche. Il documento chiede infine l’abrogazione del cosiddetto ‘Johnson Amendment’, la norma che vieta agli enti no-profit di esprimere sostegno a candidati o partiti politici. Insomma un cambiamento radicale rispetto ai principi della Costituzione americana che, nel primo emendamento, garantisce la separazione tra Stato e Chiesa. Un pilastro della democrazia a stelle e strisce, stabilito dai padri fondatori che volevano proteggere le istituzioni statali dalle ingerenze religiose e, allo stesso tempo, tutelare la libertà e l’autonomia delle diverse confessioni.
Commissione di militanti
Il presidente della commissione, non a caso anche vice governatore del Texas Dan Patrick, ha dichiarato che la commissione raccomanda, inoltre, che chiunque ricopra una carica ufficiale (nel governo, nelle scuole, nelle forze armate, negli ospedali) e sostenga l’esistenza di una violazione del principio di separazione tra Stato e Chiesa la debba dimostrare per iscritto. Quale sarà l’impatto sulla società e le conseguenze concrete di questo rapporto è ancora troppo presto per stabilirlo, anche perché i padri fondatori avevano pensato anche alla separazione dei poteri e non solo quella tra Stato e Chiesa. Ma certo il vento di un cambiamento verso una maggiore ingerenza della religione nella cosa pubblica ha iniziato a soffiare negli Stati Uniti dal ritorno di Trump alla Casa Bianca.
Peccatore confesso ma ‘presidente crociato’
Il tycoon, che non è noto per essere uomo di virtù religiose, si è presentato come il ‘presidente crociato’, protettore delle chiese e degli americani di fede. E, in effetti, il voto degli evangelici gli è stato fondamentale per la vittoria nel 2016 e nel 2024. Proprio il giorno prima dell’uscita del rapporto della commissione, The Donald ha parlato ad una conferenza religiosa ribadendo che «difenderà la religione dal comunismo». Nelle stesse ore, il repubblicano Texas ha approvato un nuovo elenco di letture obbligatorie per la scuola pubblica che prevede la Bibbia. A partire dal 2030 il Libro di Giona e quello dei Salmi saranno studiati alle medie, mentre il Libro delle Lamentazioni e la Genesi alle superiori. Ma anche gli alunni delle elementari dovranno leggere passi dell’Antico Testamento. Il nuovo programma approvato ha attirato critiche non solo per l’inclusione della Bibbia, ma anche per altre opere datate e scritte da autori bianchi, in uno Stato in cui oltre la metà degli studenti delle scuole pubbliche è di origine ispanica o afroamericana.
Trump ripaga la destra cristiana del suo appoggio
- La Religious Liberty Commission è stata costituita da Trump per ripagare la destra cristiana del supporto elettorale. Per capirlo basta guardare i nomi di chi la compone. Il presidente è il vice governatore del Texas Dan Patrick, non si capisce bene a che titolo, mentre il vice è l’ex candidato presidenziale repubblicano Ben Carson. I membri sono tutti cristiani, più un ebreo ortodosso. Per i cattolici ne fanno parte il vescovo Robert Barron, alleato di Trump fra i più conservatori nella gerarchia americana, e l’ex arcivescovo di New York Timothy Dolan, a cui papa Leone non ha esteso il mandato dopo il settantacinquesimo compleanno. Le altre religioni professate negli Usa, o chi non ne professano alcuna, non esistono. Questo cambio di rotta sta fortemente segnando il futuro dei diritti civili, la salvaguardia delle minoranze religiose e dei non credenti.

